Le opportunità di una nuova economia più equa e sostenibile

Investire in azioni
di Leo Campagna 10 Agosto 2020 - 18:04

Mentre gli italiani si dichiarano pronti ad investire per la ripresa del Paese, i big tech USA appaiono destinate ad essere sempre più dominanti nel nuovo contesto grazie anche al dollaro debole

ITALIANI PRONTI AD INVESTIRE NELLA RIPRESA DEL PAESE

Nella delicata ripartenza post-lockdown, i risparmi privati possono essere decisivi per fornire all’economia i capitali per rimettersi in moto. Ben l’89% degli investitori italiani si dichiara consapevole del ruolo cruciale che i propri investimenti possono giocare nel rilancio del Paese, secondo la ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2020, che ha coinvolto oltre 23.000 persone in 32 Paesi, e che mostra un’ampia percentuale degli italiani che non si limita a prendere atto della situazione, ma è pronta a impegnarsi concretamente: ben il 42% infatti si dichiara disposto a modificare il proprio portafoglio o a considerare nuovi strumenti finanziari per contribuire alla ripresa. In questa situazione di emergenza e incertezza, ricevere consigli e informazioni aggiornate per gestire al meglio i risparmi si è rivelato cruciale per molti investitori. Come si legge nell’articolo Schroders: il 42% degli italiani è pronto a investire per la ripresa del Paese, lo studio di Schroders mette in luce che tra gli italiani che si affidano a un consulente finanziario, esclusi i robo-advisor, il 35% esprime un giudizio positivo sul livello di supporto ricevuto, mentre il 25% ammette di aver dovuto sollecitare proattivamente l’aiuto desiderato. Le circostanze eccezionali hanno anche innescato qualche ripensamento tra gli italiani che solitamente gestiscono gli investimenti per conto proprio, con il 35% di questa categoria che dichiara di aver sentito la mancanza di una consulenza professionale.

IL DOLLARO DEBOLE IN SOCCORSO ALLE CORPORATION USA

Intanto dopo il rally dei titoli ‘growth’ e tecnologici USA ci si interroga se esistano ancora spazi di crescita per queste azioni. Il calo del dollaro degli ultimi tempi sta favorendo questo rally in quanto un biglietto verde più debole fa bene alle componenti dello S&P 500 più esposte sui mercati esteri: un dollaro non troppo caro rappresenta un vantaggio competitivo, cioè fatturati e utili realizzati all’estero che si rivalutano quando vengono convertiti in dollari, mentre le azioni di società concentrate sul mercato interno, come utilities, real estate e finanziari, restano indietro. Teoricamente, come argomentato nell’articolo Anche il dollaro debole aiuta Wall Street, anche energetici e materiali dovrebbero essere avvantaggiati, perché molto esposti sull’estero in termini di fatturato e utili, ma qui i risultati non si vedono, almeno per ora, probabilmente per l’impatto della recessione globale su commodity e materie prime.

I BIG TECH USA POTREBBERO ESSERE PRONTI A DIVENTARE PIÙ GRANDI

In tutti i casi, secondo Philip Rae, Investment Specialist di Capital Group, i FAAMG (Facebook, Amazon, Apple, Microsoft, Alphabet) hanno sfruttato la tecnologia per guidare le trasformazioni sociali e sono ben posizionate per crescere ulteriormente. I bilanci dei FAAMG sono solidi e presentano riserve di liquidità in eccesso che vengono costantemente reinvestite per costruire dei nuovi vantaggi competitivi. Questo permette loro di risultare ben posizionate per resistere a un’economia globale più debole nel breve e nel medio termine. “Inoltre, il campo delle loro attività presenta elevate barriere all’ingresso, mentre, grazie a piani di crescita a lungo termine e opportunità di monetizzare servizi nuovi o esistenti, risultano nelle condizioni di poter sostenere i prezzi delle loro azioni. Riteniamo pertanto che i più grandi potrebbero essere pronti a diventare ancora più grandi”, specifica nell’articolo Big tech Usa pronte a diventare dominanti l’esperto di Capital Group.

PIÙ ESPOSIZIONE SULLE AZIONI EUROPEE

Nel frattempo, il BlackRock Investment Institute sottolinea che, sebbene circa l’80% delle società dello S&P 500 che hanno pubblicato le trimestrali abbia battuto le stime, la gran parte dei settori ha visto utili in calo rispetto a un anno prima, con il comparto energia che ha sofferto di più, mentre utilities e tecnologici sono sulla strada di registrare utili in aumento. La ripartenza a passo diverso delle economie globali è invece alla radice della decisione di chiudere la posizione di underweight sui titoli ciclici, che si riflette anche nel recente upgrade del fattore value a neutrale. Su base regionale, il BlackRock II ha deciso di aumentare l’esposizione all’azionario europeo con una valutazione di sovrappeso, aumentando anche il giudizio sull’azionario giapponese a neutrale da sottopeso, in quanto vede queste regioni come opportunità in vista di un possibile rimbalzo del ciclo economico. A favore dell’Europa, come si legge nell’articolo Più azioni europee in portafoglio per BlackRock gioca anche il quadro politico rafforzato dopo l’accordo sul Recovery Fund.

L’EUROPA È IN PRIMA FILA NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA

A proposito di Recovery Fund, l’Europa ha confermato di voler guidare la transizione energetica con piani di investimento ‘green’ di imponenti dimensioni. Un aspetto che corrobora la tesi secondo la quale le rinnovabili rimangano ancora un investimento attraente a medio lungo termine. Fermo restando che, se i prezzi del gas naturale dovessero restare bassi per qualche tempo, potrebbe renderlo più competitivo e, nel tempo, smorzare la domanda di energia eolica e solare. Il carbone e il gas naturale rappresentano infatti, insieme, oltre il 60% della produzione di energia. La convenienza delle energie rinnovabili dipende dai prezzi del gas naturale che, a loro volta, non riflettono l’andamento dei prezzi del petrolio. Hanno infatti dinamiche del mercato diverse anche perché i contratti sul gas tendono a essere negoziati per coprire diversi anni di fornitura. “In ogni caso, va sempre ricordato che, se la domanda di energia eolica e solare è sempre più un fenomeno guidato dal mercato, grazie alla competitività dei prezzi, è altrettanto vero che risponde anche ai segnali politici. E l’Europa è in prima fila nella transizione energetica”, sottolinea nell’articolo Rinnovabili più forti del coronavirus, opportunità di investimento intatte David Czupryna, responsabile dello sviluppo ESG di Candriam.

INDISPENSABILE ESSERE DISCIPLINATI NEGLI INVESTIMENTI

Il tutto senza dimenticare di mettere sempre al primo posto la resilienza. Occorre diversificare e assicurarsi la necessaria flessibilità per potersi muovere agilmente nel caso in cui dovesse manifestarsi un evento estremo. “Nel momento in cui sopraggiunge una crisi, è indispensabile essere disciplinati negli investimenti sforzandosi di elaborare i possibili scenari per ognuno dei quali va stabilito un piano d’azione focalizzato sugli aspetti di rilevanza critica. In seguito, vanno continuamente riesaminati gli scenari, adattando gli opportuni interventi se i fatti dovessero cambiare”, specifica nell’articolo Come sfruttare una nuova economia più sostenibile, equa e flessibile Erik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman. Convinto che, sebbene la nostra economia tradizionale sia gravemente minacciata, il contesto post Covid-19 abbia modificato il nostro modo di lavorare e di viaggiare ma anche di apprezzare i lavoratori in prima linea e di sfruttare l’ingegno umano – sul fronte sia medico che tecnologico – come mai era stato fatto in precedenza. Un contesto dal quale non è escluso che possa affiorare una nuova economia più sostenibile, equa, produttiva e flessibile con, probabilmente, interessanti opportunità di investimento.