Schroders: il 42% degli italiani è pronto a investire per la ripresa del Paese

Verso la ripartenza
di Virgilio Chelli 6 Agosto 2020 - 7:45

Lo Schroders Global Investor Study 2020 rivela che quasi la metà degli investitori italiani è disposta a modificare il proprio portafoglio con strumenti a supporto della ripartenza economica

Nella delicata ripartenza post-lockdown, i risparmi privati possono essere decisivi per fornire all’economia i capitali per rimettersi in moto. Ben l’89% degli investitori italiani si dichiara consapevole del ruolo cruciale che i propri investimenti possono giocare nel rilancio del Paese, secondo la ricerca annuale Schroders Global Investor Study 2020, che ha coinvolto oltre 23.000 persone in 32 Paesi, e che mostra un’ampia percentuale degli italiani che non si limita a prendere atto della situazione, ma è pronta a impegnarsi concretamente: ben il 42% infatti si dichiara disposto a modificare il proprio portafoglio o a considerare nuovi strumenti finanziari per contribuire alla ripresa.

SANGUE FREDDO DEGLI ITALIANI

Lo studio di Schroders mostra anche il sangue freddo degli italiani nelle fasi di volatilità seguita all’esplosione della crisi da virus, confermando di possedere nervi più saldi e un atteggiamento di maggiore prudenza rispetto agli investitori internazionali. Schroders ha rilevato infatti che tra febbraio a marzo 2020 il 32% degli italiani non ha apportato cambiamenti al portafoglio, un dato nettamente superiore rispetto al 22% globale e al 24% europeo (24%), che evidenzia una minore tendenza degli investitori italiani a reagire in modo impulsivo nei momenti di volatilità di mercato.

MILLENNIAL PIÙ IMPAZIENTI

Resta una percentuale importante del 22% che ha preferito riallocare una parte significativa del portafoglio su investimenti a rischio inferiore, ma anche qui un dato più basso del 28% globale e del 25% europeo, mentre all’estremo opposto c’è chi ha colto l’occasione per spostare una parte consistente del portafoglio su investimenti più rischiosi: si tratta del 9% degli italiani, meno del 15% degli investitori globali e del 12% di quelli europei. Lo studio di Schroders evidenzia anche differenze di comportamento tra investitori di età diversa: in Italia i Millennial sono risultati più reattivi e meno ‘pazienti’, con solo il 21% che non ha apportato modifiche al portafoglio, contro una media del 44% per gli investitori oltre i 37 anni, segnando una demarcazione anche a livello globale, con Millennial al 23% e altre generazioni al 37%.

CONSULENTI AL FIANCO DEGLI INVESTITORI

In questa situazione di emergenza e incertezza, ricevere consigli e informazioni aggiornate per gestire al meglio i risparmi si è rivelato cruciale per molti investitori. Lo studio di Schroders mette in luce che tra gli italiani che si affidano a un consulente finanziario, esclusi i robo-advisor, il 35% esprime un giudizio positivo sul livello di supporto ricevuto, mentre il 25% ammette di aver dovuto sollecitare proattivamente l’aiuto desiderato. Le circostanze eccezionali hanno anche innescato qualche ripensamento tra gli italiani che solitamente gestiscono gli investimenti per conto proprio, con il 35% di questa categoria che dichiara di aver sentito la mancanza di una consulenza professionale.

ITALIANI PIÙ REALISTI NELLE ASPETTATIVE

Guardando ai prossimi anni, la pandemia non sembra aver incrinato l’ottimismo generale sulle previsioni di rendimento per i propri investimenti, con gli italiani che anche qui spiccano tra i più realisti a livello globale, aspettandosi in media un rendimento totale del 7,9% l’anno per il prossimo quinquennio, in linea con l’8,1% del 2019, ma decisamente sotto la media globale del 10,9% ed europea al 9,4%, addirittura in aumento rispetto all’anno scorso.

POCHI SI ASPETTANO UN IMPATTO OLTRE I 2 ANNI

Dal punto di vista geografico, Schroders ha individuato gli investitori più fiduciosi in USA e Argentina, con rendimenti medi atteso rispettivamente al 15,4% e 14,6%, mentre tra i più prudenti, insieme agli italiani, vi sono i giapponesi, con attese di ritorni al 6%, e gli svizzeri al 7%. In linea con questo trend, lo studio di Schroders mette in evidenza che solo una quota relativamente bassa degli investitori – pari al 21% in Italia e a livello globale, e al 25% in Europa – si aspetta che l’impatto economico negativo del Covid-19 possa prolungarsi per più di 2 anni, mentre ancora meno sono gli investitori che prevedono effetti negativi per più di 4 anni, solo il 5% in Italia, il 6% a livello globale e l’8% in Europa.

RESTARE FEDELI AI PRINCIPI DI INVESTIMENTO

Rupert Rucker, Head of Income Solutions di Schroders, tira le conclusioni: “Non si può negare l’evidenza che l’impatto del Covid-19 sulle economie e i mercati sarà probabilmente consistente nei prossimi anni. La pandemia è considerata da molti come un caso emblematico di ‘cigno nero’, ma oggi più che mai è necessario rimanere ancorati ai nostri principi di investimento”. “È più facile a dirsi che a farsi, ma occorre guardare al di là del frastuono e focalizzarsi sul mantenere un equilibrio negli investimenti sul lungo periodo, ancora più importante in un momento come questo, in cui i tassi di interesse sono così bassi in tutto il mondo. È proprio questo il focus di Schroders: supportare investitori e clienti in questa fase di costante incertezza, con il fine ultimo di salvaguardarne il benessere futuro”.