Brexit

Gli utili corrono a Wall Street, in Europa la politica frena

Il famoso ‘picco’ della crescita dei risultati societari americani è ancora lontano, anche se viene annunciato a sproposito dai titoli dei giornali. In Europa invece pesa la Grande Collisione.

13 Novembre 2018 07:50

Con i risultati di Walmart che escono giovedì 15 novembre si chiude la stagione delle trimestrali di Wall Street. Fine anno si avvicina e il consensus degli analisti punta a un 2018 da incorniciare, con utili per azione dei titoli dello S&P 500 in crescita media del 24% rispetto al 2017, grazie al vento in poppa della riforma fiscale di Trump. Ma molti titoli di giornale puntano sulla nota negativa, vale a dire la previsione che nel 2019 la crescita rallenti appena sotto il 9%.

PUNTI DI VISTA E DATI


Questo ha fatto avvistare al pur autorevole Wall Street Journal “segnali” che indicano che la crescita abbia toccata il picco, mentre un giornale italiano fa un titolone con il numero -4% e scrive nel sommario di un ‘calo’ degli utili delle aziende USA nei prossimi due anni previsto dagli analisti. Poi dentro il pezzo si legge che gli analisti hanno rivisto al ribasso le stime di crescita degli utili nei prossimi due anni. Va bene che titoli negativi si fanno leggere, ma stiamo comunque parlando di una crescita, non di un calo. E quando si parla di picco si indica il vertice di un angolo dove la linea che lo disegna si inverte, prima saliva e poi scende. Non di una linea che sale a 45 gradi e poi attenua la traiettoria verso l’alto a 30 gradi.

ULTIME TRIMESTRALI IN ARRIVO DELLO S&P 500


Su Seeking Alpha Brian Gilmartin, portfolio manager di Trinity Asset Management, si spinge ancora più in là e ci spiega che non è neanche vero che le stime sul 2019 sono state riviste al ribasso. In realtà, dati alla mano, dimostra che gli utili del 2018 a Wall Street sono andati meglio del previsto, e questo ha allargato la distanza tra il preconsuntivo di quest’anno e le previsioni del prossimo, che invece sono rimaste invariate. Gilmartin cita in particolare il settore tecnologico. Intanto continua il recupero dalla correzione di ottobre: settimana scorsa lo S&P 500 ha messo a segno un rally del 2% che lo ha portato a recuperare sopra la media mobile a 200 giorni, un livello tecnico molto importante, ma solo temporaneamente.

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CISCO E GLI ALTRI


Oltre a Walmart, in settimana arrivano anche Cisco e i produttori di semiconduttori Nvidia e Applied Materials. In Europa la stagione delle trimestrali è ancora in corso ma quello che è uscito finora non è piaciuto molto agli investitori, perchè i risultati sono stati i più deludenti da quasi tre anni.

IN EUROPA PESANO LE ATTESE SUL FUTURO


In particolare, i dati riportati da Reuters mostrano che il numero di trimestrali che ha battuto le attese nel terzo trimestre europeo è stato il più basso dal quarto trimestre del 2015. La combinazione di tensioni commerciali, ritorno della volatilità e indebolimento della domanda globale ha penalizzato le principali società europee, dai cementieri ai produttori di automobili, alle compagnie aeree fino alle costruzioni. Ma soprattutto sono le attese future a pesare, con molti gruppi di diversi settori che hanno lanciato warning su una riduzione dei margini. Il fatto che in Europa incombono due fattori di incertezza e di insicurezza specifici, che non hanno riscontro in altre aree geografiche, e che i chiamano ‘Grande Collisione’, il termine coniato proprio da Reuters per definire lo scontro Roma-Bruxelles sulla manovra italiana, e Brexit, con la scadenza ultima del 29 marzo che si avvicina senza sostanziali passi avanti.

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STOXX 600 VERSO IL PEGGIOR ANNO DAL 2011


Due fattori che alla fine dell’estate gli investitori avrebbero visto volentieri essere spazzati via da una stagione delle trimestrali spumeggiante che invece non è arrivata, facendo così ingigantire le ombre già preoccupanti del rischio politico. Forse non è un caso che lo STOXX 600 sia sulla strada per mettere a segno l’anno peggiore dal 2011.
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