PIMCO, ecco come controllare lo stato di salute del proprio portafoglio

Emmanuel S. Sharef
23 Ottobre 2018 - 11:16

Secondo Sundstrom e Sharef (PIMCO) per una corretta verifica della propria asset allocation di portafoglio il focus deve essere su qualità, flessibilità e liquidità

Guardare nello specchietto retrovisore dei mercati finanziari non è consigliabile per le scelte per il futuro. Ma farlo più aiutare a comprendere il passaggio in atto tra un regime di volatilità eccezionalmente contenuta (com’è stato per gran parte dell’ultimo decennio post grande crisi 2008 – 2009) e il nuovo regime in cui la volatilità è destinata a salire di tono. È importante comprendere questo passaggio perché la maggior parte degli investimenti nelle asset class tradizionalmente più rischiose (come, ad esempio, azioni, obbligazioni societarie, mercati emergenti) hanno restituito, negli ultimi anni, rendimenti corretti per il rischio soddisfacenti, anche grazie alla bassa volatilità. Tuttavia, l’avanzamento del ciclo complica la decisione in merito all’allocazione delle asset in portafoglio.

IN AUMENTO LA DISPERSIONE DEI RENDIMENTI PIMCO

infatti si aspetta con l’avanzamento del ciclo economico che la volatilità continui e, in parallelo, e che aumenti la dispersione dei rendimenti in tutte le asset class: un’evidenza, quest’ultima, emersa con costanza dalla seconda guerra mondiale in poi. Agli investitori non dovrebbe importare molto la discussione né in quale tratto del percorso del ciclo ci si trovi, né sul fatto che la fine del ciclo sia o meno imminente – anche perché è notoriamente difficile prevedere un’inversione di tendenza da crescita e recessione: l’attenzione dovrebbe essere riposta al controllo dello stato di salute del proprio portafoglio. Questo perché, con l’avanzare del ciclo, predisporre i portafogli per tempo può contribuire in modo efficace non soltanto a resistere agli ambienti avversi ma anche a trarre vantaggio dalle possibili divergenze di mercato.

UN CHECK UP IN TRE STEP

Per farlo, Geraldine Sundstrom e Emmanuel S. Sharef rispettivamente managing director e portfolio manager ed executive vice president e portfolio manager di PIMCO, suggeriscono di procedere in tre step. “E’ opportuno riesaminare la composizione del proprio portafoglio. Non basta essere consapevoli dell’attuale distribuzione del rischio, ma è indispensabile riuscire a preventivare come il portafoglio potrebbe rispondere in un contesto avverso quando la volatilità e le correlazioni delle diverse asset class si spostano” precisano Sundstrom e Sharef. Il pensiero dei sue esperti va al fatto che, proprio durante queste fasi, i rischi insiti negli investimenti in portafoglio tendono a modificarsi a causa di requisiti di liquidità o di riequilibrio tra domanda e offerta. Ecco perché, è salutare mettere a fuoco quanti e quali rischi si hanno in portafoglio per iniziare a pianificare l’eventuale svolta ciclica.

Investimenti di fine ciclo, azioni difensive e materie prime

Investimenti di fine ciclo, azioni difensive e materie prime

MAGGIORE FLESSIBILITÀ

Il secondo step riguarda invece l’incremento della flessibilità. “Nel momento in cui si delinea un incremento della dispersione fra e all’interno delle classi di attività, aumenta l’importanza di avere un portafoglio più liquido e più flessibile” spiegano Sundstrom e Sharef, secondo i quali un atteggiamento costruttivo in questo senso è rappresentato dalla riduzione o dall’azzeramento completo delle posizioni meno liquide a meno che non si sia adeguatamente compensati per il rischio di illiquidità.

FOCUS SULLA QUALITÀ

Al terzo step, gli esperti di PIMCO suggeriscono di aumentare la qualità complessiva del proprio portafoglio. Tradotto in pratica significa focalizzarsi su Paesi, industrie e attività che mostrano maggiori requisiti in termini di solidità e possono vantare una migliore flessibilità per gestire un ambiente più sfavorevole. Un consiglio che assume una valenza di rilievo in tutte le asset class ma che risulta particolarmente accentuato nei mercati azionari.

Financialounge - Telegram