Investimenti di fine ciclo, azioni difensive e materie prime

Meglio un approccio prudente che privilegia le azioni difensive a quelle cicliche, mentre ci sono le condizioni per un buon recupero di selezionate materie prime, soprattutto dove scarseggia l’offerta.

Dopo nove anni di ripresa economica dalla grande crisi 2008-2009, e mentre il mercato azionario statunitense ha inaugurato la sua più lunga fase di rialzo di sempre, sono in molti a chiedersi a che punto siamo del ciclo. È fisiologico che prima o poi arrivi una nuova recessione ma, stando ai dati attuali, sembrerebbe che non sia alle porte, almeno nei prossimi 12 mesi e, quasi sicuramente, non negli Stati Uniti.

CRESCITA RIDOTTA MA PIÙ EQUILIBRATA

A consolidare questa convinzione il fatto che la crescita economica globale nel 2019 dovrebbe rallentare un po’ rispetto a quella attuale ma anche essere più equilibrata nelle diverse aree geografiche. L’inflazione dovrebbe salire ma senza destare allarmismi posizionandosi in prossimità del target delle principali banche centrali (e cioè intorno al 2%) e il tasso di disoccupazione scendere ulteriormente, e non soltanto negli Stati Uniti (dove peraltro si attesta già sui minimi dal dopoguerra).

LE FONTI DI PERICOLO NON MANCANO

Certo non mancano le fonti di pericolo, alcune delle quali potrebbero far deragliare il quadro moderatamente positivo (in primis un’escalation delle guerre commerciali o un ulteriore inasprimento delle tensioni politiche nella zona euro alimentate dal populismo). Resta il fatto che siamo a fine ciclo e gli investitori si chiedono cosa sia meglio fare nelle scelte di portafoglio.

Principali economie verso una crescita più lenta ed equilibrata nel 2019

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RIDIMENSIONARE LE ASPETTATIVE DI RENDIMENTO

“Questa previsione congiunturale di economie ‘in crescita, ma più lentamente’ dovrebbe suggerire di ridimensionare le aspettative di rendimento” fanno sapere gli esperti di PIMCO, secondo i quali dovrebbe essere privilegiato, in questo contesto, un atteggiamento più difensivo da attuare puntando sulla qualità del portafoglio, con particolare attenzione alla sostenibilità della crescita e alla riduzione dell’esposizione al beta ciclico (ovvero alla direzionalità del mercato).

Portafogli obbligazionari: è il momento di intervenire sulla duration

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MEGLIO WALL STREET

“Preferiamo i mercati azionari statunitensi, meno ciclici e più redditizi, a quelli del resto del mondo e, in questa fase del ciclo, privilegiamo le large cap di alta qualità” specificano i professionisti di PIMCO. Un altro segmento di mercato interessante in questa fase di fine ciclo sono le materie prime, che, storicamente, hanno dimostrato di registrare i migliori risultati proprio in corrispondenza della fine di un’espansione economica.

MATERIE PRIME, SEMPRE FORTI A FINE CICLO

A tale proposito, gli esperti di PIMCO hanno notato come la solida attività economica e alcuni vincoli dal lato dell’offerta, stiano incrementando le prospettive di rendimento, e la generazione di reddito, degli investimenti diretti e collateralizzati (cioè indiretti, tramite strumenti specializzati come gli ETF) in materie prime. “Tali prospettive favorevoli non sono tuttavia valide in modo indistinto nell’intero universo delle commodity, soprattutto perché i vincoli dal lato dell’offerta differiscono a seconda del prodotto. Siamo molto ottimisti sul petrolio in quanto la decisione degli Stati Uniti di ripristinare le sanzioni contro l’Iran eliminerà di fatto qualsiasi capacità inutilizzata residua nei mercati petroliferi globali” concludono i professionisti di PIMCO.

Byjeng / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
9 Ottobre 2018
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