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Ecco le strategie di Robeco per investire in un contesto recessivo

James Stuttard, Head of Global Macro team e Portfolio Manager di Robeco analizza i risultati ottenuti nel 2022 e indica come investire nel 2023, con opportunità da cogliere nel reddito fisso

di Anna Patti 30 Dicembre 2022 12:22
financialounge -  inflazione James Stuttard reddito fisso Robeco

Tutto il 2022 è stato caratterizzato dalla lotta all’inflazione e dalla politica monetaria restrittiva delle banche centrali. A partire da marzo 2022 si è compreso che l’arrivo della recessione è molto probabile. Tuttavia non tutti i mercati scontano la recessione.

LA RECESSIONE IN EUROPA E NEL REGNO UNITO


Per James Stuttard, Head of Global Macro team e Portfolio Manager di Robeco, la maggior parte dei rendimenti governativi è finalmente calata e ritiene che alcuni mercati abbiano raggiunto un picco in termini di rendimento. Tuttavia ricorda l’esperto di Robeco i mercati possono essere incostanti e rimane un certo divario tra i leading e i lagging indicator dell'economia statunitense. Dunque non bisogna dare per scontato un picco dei rendimenti su tutti i mercati. In Europa e nel Regno Unito le difficoltà legate alla crisi energetica e lo shock in termini reali per i consumatori fanno prevedere una recessione con un hard landing.

LE OPPORTUNITÀ NEL REDDITO FISSO


E’ da tenere in considerazione, secondo l’analista di Robeco, che le recessioni offrono opportunità nell’ambito del reddito fisso, ovvero nei titoli di stato e nel credito. Il 2022 è stato l’anno peggiore per i rendimenti totali nel reddito fisso. Per il 2023 c'è spazio per un'inversione di tendenza e, a seconda dei punti di ingresso, si prevedono rendimenti a doppia cifra in diversi settori dello spettro del reddito fisso di alta qualità.

LE DIFFERENZE CON LE PRECEDENTI RECESSIONI


La recessione che stiamo per vivere è diversa da quelle avvenute negli ultimi 35 anni, in quanto è probabile che si verifichi con un'inflazione sostanzialmente superiore al target. Ad esempio nel 2008 c’è stata una recessione con un indice dei prezzi al consumo elevato, stavolta le differenze sono sufficientemente marcate da rendere più significative la roadmap e le misure sui prezzi delle recessioni negli anni Settanta.

L’ANDAMENTO DELL’INFLAZIONE


James Stuttard prevede che entro giugno 2023 l’inflazione sarà prossima allo zero per quanto riguarda i prezzi dei beni statunitensi. Inoltre anche l'inflazione dei prezzi degli affitti comincerà a scendere più tardi, nel primo semestre del 2023. A prescindere da ciò che accadrà all'inflazione nell'orizzonte secolare, il 2023 dovrebbe essere un anno in cui i modelli ciclici domineranno, portando a rendimenti positivi per i titoli di Stato di alta qualità.

LA CURVA DEI RENDIMENTI


È stato ampiamente riconosciuto che le curve dei rendimenti degli Stati Uniti (e di molti altri Paesi) sono ai massimi dell’inversione degli ultimi 40 anni. Secondo l’analista di Robeco tutto ciò assume senso in quanto il contesto inflazionistico ha reso necessaria una risposta della banca centrale che ha portato i tassi al di sopra dei livelli neutrali stimati. Questo tende a portare a curve invertite come è accaduto tra il 1968 e il 1982. Negli anni successivi si è assistito a una reversione media ciclica verso curve con inclinazione positiva. Non c’è alcuna ragione per cui questo schema possa essere diverso stavolta, soprattutto se la crescita dovesse arrestarsi, portando le banche centrali a dover affrontare questa situazione nel 2023 e nel 2024.

STRATEGIA CROSS MARKET


Una delle strategie preferite da Robeco è quella cross market. James Stuttard ritiene che non tutti gli operatori del mercato del reddito fisso sono in grado di considerare, ad esempio, l'Australia rispetto agli Stati Uniti. Non tutti hanno la liquidità o l'agilità per negoziare, ad esempio, la Svezia. E ancora non tutti hanno la flessibilità di mandato per negoziare il debito dei mercati emergenti in valuta locale come il Messico, rispetto ai mercati AAA/AA come il Canada. In conclusione sostiene Stuttard in seguito alla politica monetaria delle banche centrali del 2020-21 che ha comportato la volatilità sui mercati nel 2022, “molti di questi rapporti si trovano agli estremi di due o tre decenni, con conseguenti interessanti opportunità”.
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