La giornata dei mercati

Le Borse europee si preparano a chiudere un 2022 in netto calo, ma meno di Wall Street

Le principali piazze del Vecchio Continente hanno accumulato un ribasso annuale intorno al 12%, il più pesante dal 2018 ma decisamente meglio di quella USA, verso il peggior anno dal 2008. Bitcoin -60%

di Virgilio Chelli 30 Dicembre 2022 14:56
financialounge -  azionario borse mercati obbligazionario
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Le principali Borse europee proseguono sotto la parità nell’ultima seduta di un 2022 pesante, che ha accumulato un ribasso del 12% per lo Stoxx 600, reduce da una corsa di oltre il 22% l’anno prima, il calo più pesante dal 2018 ma decisamente meno peggio di Wall Street, che sta avviandosi a chiudere l’anno peggiore dal 2008, quello della grande crisi finanziaria. Bilancio decisamente pesante anche per le criptovalute, con il Bitcoin che ha accumulato una perdita intorno al 60% nei 12 mesi.

MINACCIA COVID


Sull’umore degli investitori che guardano al 2023 continuano a pesare molte incertezze, dalla rinnovata minaccia Covid che arriva dalla Cina, all’alta inflazione contrastata dalla Bce con una stretta monetaria attesa anche nel 2023, alla guerra in Ucraina, anche se il prezzo del gas si avvia a chiudere l’anno sotto i livelli immediatamente precedenti l’aggressione russa.

FTSE MIB IN AREA 24MILA PUNTI


A Milano l’indice Ftse Mib cerca di non perdere il contatto con quota 24.000 punti mentre gli investitori digeriscono la prima manovra di bilancio del governo Meloni, appena convertita definitivamente in legge al Senato. Piazza Affari si prepara ad archiviare un 2022 complessivamente in calo del 14%, un po’ peggio di Francoforte. Sul fronte corporate sotto i riflettori i principali dossier all’esame del governo, a cominciare da Tim.

OBBLIGAZIONARIO PEGGIORE DELL'AZIONARIO


Il mercato obbligazionario globale si avvia alla chiusura del 2022 con una performance peggiore dell’azionario, la più negativa da almeno due generazioni, appesantito soprattutto nella prima parte dalla raffica di aggressivi rialzi dei tassi da parte delle banche centrali per contrastare l’inflazione.
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