Principali economie verso una crescita più lenta ma più equilibrata nel 2019

PIMCO continua a reputare abbastanza probabile una recessione, ma non nell’arco dei prossimi 12 mesi, bensì in un periodo più lontano compreso tra 3 e 5 anni.

Gli investitori, spesso, sono inclini a non guardare oltre le previsioni di brevissimo termine sebbene, il più delle volte, si dimostrino meno significative di quelle di medio periodo. A questo proposito, per discutere di quali siano le prospettive per le economie e per i mercati nell’orizzonte ciclico di sei-dodici mesi, PIMCO ha riunito a Newport Beach, per il Cyclical Forum di settembre, i professionisti degli investimenti e molti dei propri consulenti senior di fiducia.

I BRUSCHI RISVEGLI DEGLI ULTIMI MESI

“Come hanno osservato fin da subito alcuni partecipanti, negli ultimi mesi si sono manifestati alcuni dei ‘bruschi risvegli’ che erano stati inseriti nel tema di lungo periodo scaturito dal nostro Secular Forum annuale di maggio” fanno sapere da PIMCO. Il riferimento è, in particolare, alla progressione delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino, all’incremento della conflittualità tra l’Unione Europea e il governo populista italiano e alle recenti turbolenze nei mercati emergenti: tutti elementi che avvalorano l’approccio di PIMCO di lungo periodo che predilige la prudenza e la liquidità.

CONDIZIONI MONETARIE MENO ACCOMODANTI

In particolare, è la sottolineatura degli esperti di PIMCO, questi recenti sviluppi politici e di mercato hanno determinato condizioni finanziarie globali molto meno accomodanti e, al contempo, hanno alimentato le incertezze politiche ed economiche: un mix micidiale che potrebbe compromettere la fiducia delle imprese e dei consumatori a livello mondiale. Alla luce di tutto questo, nello scenario di riferimento ciclico di PIMCO, la divergenza economica di quest’anno cederà il passo a una decelerazione più sincronizzata della crescita nel 2019.

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CRESCITA 2019, PIÙ LENTA MA PIÙ EQUILIBRATA

“Nelle nostre previsioni, le tre grandi economie mondiali – Stati Uniti, Eurozona e Cina – dovrebbero registrare nel 2019 un’espansione del PIL inferiore a quella di quest’anno: ancora in crescita, ma più lenta e più equilibrata” spiegano i professionisti di PIMCO. Una tesi che parte dalle prossime mosse della FED. Dopo il praticamente ‘scontato’ rialzo a settembre dei Fed Fund al 2,0-2,25%, le aspettative di PIMCO sono per un FOMC (Federal Open Market Committee, il comitato interno alla Fed che governa i tassi statunitensi) che proceda con tre ulteriori rialzi entro la fine del 2019, allineando così i tassi alla stima media del tasso neutrale di lungo periodo formulata dai propri membri, collocata intorno al 2,75% – 3%.

BCE FOCALIZZATA SULL’INFLAZIONE CHE NON C’È

In parallelo, sempre secondo le previsioni di PIMCO, la BCE potrebbe addirittura rinviare oltre la seconda metà del 2019 il primo rialzo del tasso sui depositi (attualmente fissati a -40 punti base, cioè a -0,40%) qualora l’inflazione della zona euro non registri un’accelerazione nella misura attualmente prevista dall’Eurotower. Nel caso invece della Banca del Giappone (BOJ) è invece plausibile l’adozione di un’ulteriore modifica della politica di controllo della curva dei rendimenti nel corso del prossimo anno, con l’obiettivo di agevolare un maggiore irripidimento della curva in modo da fornire un supporto alle istituzioni finanziarie giapponesi.

DAZI COMMERCIALI, L’AGO DELLA BILANCIA

In questo scenario, per PIMCO la politica commerciale resta il principale fattore di svolta in senso positivo o negativo. Lo scenario di guerra commerciale più sfavorevole potrebbe prevedere Washington che introduce tariffe su tutte le importazioni dalla Cina e sulle importazioni di auto e componenti da diversi paesi, i partner commerciali che rispondono con misure analoghe e Pechino che orienta un brusco deprezzamento dello yuan. Nel caso più favorevole, invece, finirebbero le ostilità sui dazi internazionali con la sigla di nuovi accordi commerciali che riducano le tariffe di recente introduzione. Nel primo scenario sarebbe plausibile un significativo rallentamento della crescita negli Stati Uniti e a livello globale sebbene senza una recessione mentre nello scenario più favorevole la crescita globale potrebbe proseguire al ritmo attuale nell’orizzonte ciclico di PIMCO.

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ALTRI RISCHI IN DISCUSSIONE

Per quanto riguarda gli altri rischi discussi nel corso del forum, sono da segnalare l’acuirsi del conflitto tra il governo populista italiano e Europa e i potenziali rischi al rialzo per gli investimenti delle imprese negli Stati Uniti in risposta alla crescita sostenuta degli utili, alla deregolamentazione e al crescente utilizzo della capacità.

NESSUNA RECESSIONE ALL’ORIZZONTE

“In ogni caso, prevediamo di rimanere nella fase avanzata del ciclo ancora per qualche tempo perché non intravediamo una recessione il prossimo anno anche perché, finora, non si è verificato alcuno degli squilibri interni che precedono tipicamente le recessioni: consumi eccessivi, investimenti esorbitanti, bolla immobiliare o crescita smisurata dei salari” sottolineano da PIMCO. A patto, tuttavia, che la Fed non spinga i tassi nettamente al di sopra del livello neutrale cosa che per PIMCO non dovrebbe materializzarsi almeno non il prossimo anno: la banca centrale americana dovrebbe fermarsi al livello pressappoco neutrale del 2,75-3,00%, e concludere il ridimensionamento del bilancio alla fine del 2019.

 

guvendemir / E+


FinanciaLounge
2 Ottobre 2018
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