Brexit

Macchina batte uomo nel trading sulla Brexit

30 Giugno 2016 - 7:05
financialounge - news
financialounge - news
Mentre si contano vincitori e vinti dello tsunami che ha investito i mercati dopo il voto dei britannici per lasciare l’Unione Europea, emerge che tra i primi si contano le macchine e tra i secondi gli umani, cioè i trader in carne e ossa.

Lo scrive il Wall Street Journal (WSJ) portando a supporto una serie di esempi, come quello di Yves Balcer, co-fondatore di Fort LP, una casa di investimento che ricorre a modelli computerizzati e gestisce 2 miliardi di dollari: si aspettava che vincesse il remain (ovvero la permanenza nell’Unione), ma ha lasciato fare ai computer che invece si erano focalizzati sui timori per l’economia globale e avevano continuato a comprare yen e debito sovrano, uscendo dalla tempesta in profit: +3% alla chiusura di venerdì scorso.

Secondo il WSJ troppi investitori hanno scommesso sull’esito del referendum che avrebbero preferito invece di tener conto delle probabilità pur elevate dei Brexit.

Un altro che non si è fidato dei sondaggi è stato Steven A. Cohen, che ha detto ai suoi trader di astenersi da qualunque tipo di scommessa legata al referendum. E questa volta non hanno indovinato neanche i sofisticati hedge fund azionari, che secondo i dati della Hedge Fund Research di Chicago solo venerdì hanno perso il 2,1% del valore per essersi affidati troppo ad azioni cicliche come le linee aeree e i titoli finanziari, che invece sono risultati quelli colpiti più duramente. In generale i modellini hanno fatto meglio degli uomini perché da settimane si erano posizionati su strategie difensive e non hanno cambiato nell’imminenza del voto.
Trending