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Industria italiana, può crescere del 2% l’anno nel 2016-2019

9 Giugno 2015 10:45
financialounge -  industria italia Made In Italy PMI settore manifatturiero
financialounge -  industria italia Made In Italy PMI settore manifatturiero
Il dato sull’indice PMI manifatturiero italiano e spagnolo di maggio hanno sorpreso al rialzo gli analisti superando nettamente quelli di Germania e Francia. L'Italia ha mostrato il principale slancio degli ultimi mesi: i nuovi ordini per l’industria hanno infatti guadagnato quasi 10 punti dallo scorso dicembre. Questi dati confermano le previsioni di alcuni uffici studi indipendenti secondo i quali la crescita dell’industria manifatturiera italiana tenderà a rafforzasi nel corso del 2015 (con un fatturato che dovrebbe segnare un +1,8% in termini reali, con un guadagno di oltre 13 miliardi di euro) e dovrebbe riuscire a sostenere ritmi di sviluppo attorno al 2% nel periodo 2016 -2019. Merito, secondo questa tesi, degli elevati standard qualitativi raggiunti (soprattutto dopo la crisi), di una maggiore attenzione ai rischi e della più ampia gamma di offerta nel panorama europeo.

Il risultato complessivo dell’industria manifatturiera beneficerà della ritrovata vivacità internazionale di alcune filiere globali in cui l’Italia gioca un ruolo di primo piano: farmaceutica, largo consumo, elettrotecnica e soprattutto automotive. Si rafforzerà la leadership tecnologica e competitiva della meccanica e del suo indotto tra i prodotti in metallo, chiamati a guidare la seconda manifattura d’Europa nell’epoca della trasformazione digitale di modelli produttivi e di approccio al mercato. Un apporto in termini di volumi potrà venire anche dai produttori di beni intermedi, che dovrebbero rafforzare le dinamiche recenti di riqualificazione dell’offerta in ottica green (impatto ambientale di processi e prodotti, riciclo) e di sinergie commerciali per cogliere le opportunità sui mercati internazionali.

Il minor apporto complessivo alla crescita derivante dai beni tradizionali del Made in Italy sarà compensato dal loro contributo al miglioramento della redditività, in particolare alimentare e bevande e sistema moda che, a fine periodo, dovrebbero mostrare un ROI (return on investment) superiore al valore massimo raggiunto nel 2007. I risultati attesi per i settori manifatturieri nel prossimo quinquennio dovrebbero pertanto confermare l’elevato livello di diversificazione dell’industria italiana, grazie al mantenimento (al contrario di quanto avvenuto in altri paesi) di intere catene produttive e settori tradizionali: scelte che hanno permesso al manifatturiero italiano di riuscire a preservare la più ampia gamma d’offerta del panorama europeo.
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