Brexit, i mercati hanno già chiarito la loro posizione

Sono circolate molte previsioni sull’impatto della Brexit (l’uscita del Regno Unito dalla UE), le più pessimistiche delle quali stimano un calo del PIL tra il 6,3 e il 9,5%, nel caso in cui Londra non riuscisse a concludere accordi commerciali favorevoli, mentre, nello scenario più ottimistico, dove buone condizioni commerciali sono accompagnate della de-regulation, la Gran Bretagna potrebbe guadagnare circa l’1,5% del PIL l’anno nel lungo periodo.

“Ma, mentre nessuno sa con precisione quale sarà l’impatto, i mercati hanno già chiarito la loro posizione, visto che la sterlina si è indebolita e i prezzi azionari hanno perso terreno” fa sapere Victoria Leggett, gestore azionario europeo, Union Bancaire Privée (UBP) secondo la quale, in caso di Brexit, le conseguenze per l’Europa potrebbero essere notevoli, persino sismiche. Non tanto, o soltanto, perchè il Regno Unito è sede di un hub finanziario globale, rappresenta la quinta economia mondiale ed ha un programma di armamento nucleare, quanto per la tempistica del referendum.

L’Unione europea attualmente è infatti messa sotto pressione su vari fronti. La crisi migratoria, le difficoltà dell’euro, le diverse agende nazionali e la delusione in diversi Stati membri sono motivi sufficientemente gravi perché l’UE manifesti preoccupazioni di fronte all’eventualità dell’uscita della Gran Bretagna. È però possibile che l’UE sopravviva a questi shock. Non è escluso che, con un partner commerciale forte al di là della Manica, sia possibile che l’economia britannica non venga danneggiata troppo e che sia Bruxelles che Londra abbiano successo nel tempo, anche se su strade indipendenti.

“Nel caso contrario, esiste un rischio, limitato ma significativo, che la separazione inneschi qualcosa di peggiore. Molti dei nuovi membri dell’UE sono democrazie vacillanti. Uno shock in questa fase del loro sviluppo potrebbe renderli ancora più vulnerabili. La Russia di Putin ha già manifestato mire espansionistiche” sottolinea Victoria Legget che si chiede, infine, se l’uscita della Gran Bretagna possa mettere a rischio la pace di cui gode l’Europe dalla fine della Seconda Guerra mondiale.




FinanciaLounge
3 marzo 2016
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