Dollaro USA, per i prossimi sei mesi prevalgono i fattori a sostegno

Secondo Trump il dollaro forte ostacola gli USA ma le politiche monetarie divergenti, la crescita economica americana più solida e le tensioni commerciali sostengono il biglietto verde.

Due recenti mosse del presidente Donald Trump sembrano aver aperto un nuovo fronte nella guerra fredda valutaria. In primo luogo, Trump sostiene (con tweet e interviste) che il dollaro forte ostacola la competitività degli Stati Uniti mentre la Cina e l’Unione europea hanno manipolato le loro monete e ridotto i tassi di interesse. In secondo luogo, il presidente degli Stati Uniti ha criticato apertamente la Federal Reserve per l’inasprimento della politica monetaria.

LE CINQUE FORZE DI SUPPORTO AL DOLLARO

Sebbene si tratti di due mosse che potrebbero provocare nelle prossime settimane un ribasso del dollaro, Joachim Fels, Managing Director e consulente economico globale di PIMCO, si dice persuaso che altre forze, invece, sosterranno il biglietto verde determinandone un possibile ulteriore apprezzamento durante il resto del quest’anno.

IL BIGLIETTO VERDE NON SEMBRA SOPRAVVALUTATO

La prima delle quali è la constatazione che il biglietto verde non sembra eccessivamente forte in questo momento. Infatti nonostante un suo apprezzamento del 6% rispetto al minimo del febbraio 2018, l’indice della divisa americana rimane inferiore dell’8% rispetto al picco di dicembre 2016.

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DIVERGENZA NEI TASSI

In secondo luogo i tassi di crescita sono diversi. Se il deprezzamento del dollaro dello scorso anno venne favorito dalla ripresa più energica nel resto del mondo rispetto a quella americana, quest’anno gli Stati Uniti continueranno a crescere ad un ritmo sostenuto grazie allo stimolo fiscale, mentre l’economia cinese sta rallentando e quella dell’Eurozona è meno brillante rispetto al 2017.

LA FED PROSEGUIRA’ PER LA SUA STRADA

In terzo luogo, l’indipendenza della Federal Reserve dovrebbe consentire a Jerome Powell e al FOMC (Federal Open Market Committee, l’organo della baca centrale che si occupa di tassi di interesse USA), di escludere qualsiasi cedimento alle denunce del Casa Bianca. Ciò dovrebbe pertanto garantire che il differenziale di tassi tra gli Stati Uniti e altre economie sviluppate si allarghi ulteriormente, fornendo supporto al dollaro.

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LA SVALUTAZIONE DELLO YUAN CINESE

La quarta forza in campo proviene dalla Cina che continua a drenare liquidità nel tentativo di snellire il processo di deleveraging (riduzione della leva fiscale) e sostenere la sua economia e i mercati. Ciò suggerisce ulteriori pressioni al ribasso sullo yuan cinese rispetto al dollaro, con le autorità cinesi che vorranno probabilmente evitare un deprezzamento brusco e improvviso della valuta.

LE TENSIONI COMMERCIALI

Ultimo ma non meno importante supporto al biglietto verde è il fatto che le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e altri paesi sembrano destinate a continuare nel periodo antecedente alle elezioni di metà novembre. L’aumento dell’avversione al rischio in genere supporta le attività statunitensi relative alle attività estere, incluso il dollaro rispetto alla maggior parte delle valute con l’unica eccezione dello yen.

Ismailciydem / E+ / Getty Images


FinanciaLounge
27 Luglio 2018
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