Le risorse annuali della Terra sono già finite: è ora di investire nel futuro

di Redazione

Nel 2019 l’overshoot day è caduto il 29 luglio. Dopo aver consumato le risorse annuali del pianeta stiamo consumando quelle delle generazioni future

Rispetto al 2018 l’overshoot day – il giorno in cui gli esseri umani hanno consumato le risorse naturali del pianeta disponibili per un anno – è arrivato prima come accade ormai ogni anno dagli anni ‘70. L’altra cattiva notizia è che anche quest’anno, dal 29 luglio, in poi stiamo sfruttando le risorse delle generazioni future “limitandoci” a produrre rifiuti ed emissioni inquinanti. In pratica: stiamo vivendo al di sopra delle possibilità del nostro pianeta, soprattutto in Occidente. L’Italia, ad esempio, ha raggiunto l’overshoot day il 15 maggio. Al contrario, l’Indonesia (favorita ovviamente dalla quantità di risorse naturali che produce) lo raggiungerà solo il 18 dicembre.

RISORSE DELLA TERRA CONSUMATE

A riportare l’attenzione sull’overshoot day sono gli esperti di Pictet Asset Management. La società di investimento però è andata oltre, aggiungendo ai dati raccolti dalla Global Footprint Network (GFN) quelli di una ricerca proprietaria. Ebbene, dallo studio di Pictet AM emerge un quadro analogamente preoccupante, che mostra come l’attività umana stia producendo cambiamenti potenzialmente irreversibili per l’ecosistema del pianeta.

L’ANALISI AGGIUNTIVA

“La nostra analisi, basata su di uno strumento di misurazione della bio-capacità chiamato Quadro dei Confini Planetari (PB) – spiegano da Pictet AM – quantifica il consumo di risorse e le emissioni di scarico di oltre 100 settori che compongono l’economia globale. Sviluppato dallo Stockholm Resilience Centre, il modello valuta lo stato dell’ecosistema rispetto a nove parametri ambientali, che comprendono l’utilizzo idrico, del suolo e la riduzione dello strato di ozono, tra gli altri, per definire lo ‘spazio operativo sicuro’ all’interno del quale dovrebbero svolgersi le attività umane”. Attualmente, già cinque di questi confini sono stati superati, a cominciare dal flusso biochimico di azoto e fosforo.

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LA PROPOSTA DI PICTET AM

“La nostra analisi a livello settoriale – spiegano gli esperti di Pictet AM – indica che i rifiuti biochimici vengono rilasciati ad un ritmo superiore del 40% rispetto a quanto l’ambiente può gestire. Tuttavia, la situazione non è poi così drammatica. Ci sono segnali che indicano che gli sforzi per arrestare i danni ambientali, che siano provvedimenti politici o nuove tecnologie innovative per affrontare il degrado ecologico, stanno iniziando a dare i loro frutti”. Gli stessi esperti di Pictet AM propongono un modo di investire per ridurre l’inquinamento biochimico. Una soluzione che passa per il portafoglio Pictet-Global Environmental Opportunities (GEO) , che utilizza proprio lo schema PB-LCA.

SELEZIONE DEI TITOLI

Nel dettaglio la strategia Global Environmental Opportunities di Pictet investe nelle azioni di società che stanno contribuendo in maniera attiva alla salvaguardia delle risorse naturali del nostro pianeta. Una selezione che, partendo da un universo di 3.500 società quotate che rispettano criteri di responsabilità, arriva a scegliere 50-60 titoli di aziende che operano in settori quali il controllo dell’inquinamento, la fornitura idrica, le energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti e l’agricoltura sostenibile.

Mak3t / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
7 Agosto 2019
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