Idee di investimento – Obbligazioni – 3 dicembre 2018

La parola d’ordine per il 2019 nel reddito fisso è ‘prudenza’: nelle obbligazioni societarie, nel debito emergente, nelle maggiori aspettative di inflazione. Lo scudo di cat bond, MBS e multi asset a bassa volatilità

ULTIMO STADIO DELLA FASE DI ESPANSIONE

“Stiamo percorrendo l’ultimo stadio del ciclo, quello relativo alla fase di espansione” afferma nell’articolo Bond societari, non esagerare con il rischio in vista della fase di contrazione Alasdair Ross, Responsabile credito investment grade, EMEA di Columbia Threadneedle Investments, che poi aggiunge: “I profitti delle società sono particolarmente solidi, ma vengono trasferiti agli azionisti sotto forma di dividendi, riacquisti di azioni (buy back) e M&A (operazioni di fusione e acquisizione): la risultante è che i bilanci societari non registrano alcun miglioramento in termini di indebitamento”. La fase successiva, puntualizza l’esperto, prevede un’inversione della dinamica dei profitti aziendali e una minore predisposizione da parte dei prestatori (banche, istituzioni finanziarie ecc) a concedere finanziamenti. “Siamo convinti che la prossima tappa importante sarà il passaggio alla fase di contrazione, che generalmente non coincide con un periodo molto favorevole per gli attivi rischiosi. Una fase nella quale prevarrà la tendenza al ribasso dei prezzi e per gli investitori non sarà certo il momento di adottare un posizionamento aggressivo sul rischio di credito nei portafogli” sottolinea Alasdair Ross.

L’APPEAL DI PESO MESSICANO E REAL BRASILIANO

Kirstie Spence, Gestore di portafoglio – Reddito fisso di Capital Group, però, si dichiara fiduciosa nell’ambito delle valute emergenti. Negli ultimi anni, infatti, molti dei paesi in via di sviluppo hanno saputo migliorare il deficit di finanziamento della bilancia dei pagamenti mentre il differenziale di inflazione rispetto ai sviluppati si è ridotto. Elementi che, secondo l’analisi di Kirstie Spence, delineano un margine di apprezzamento delle divise emergenti nel lungo termine, una volta che l’attuale fase volatile tenderà a ridimensionarsi. Dal punto di vista dei fondamentali l’esperta, nell’articolo Azioni, bond e valute dei mercati emergenti a sconto dopo la correzione, segnala in particolare il real brasiliano e il peso messicano le cui sottovalutazioni sembrano più evidenti. Per quanto riguarda invece il mercato obbligazionario, sebbene le valutazioni del debito siano divenute interessanti dopo la correzione, Kirstie Spence opta per un atteggiamento prudente orientato ai fondamentali. L’esperta è convinta che il debito in valuta locale offra valore ma pensa che i guadagni, dal punto di vista dell’investitore, deriveranno principalmente dal flusso cedolare piuttosto che da un rialzo dei prezzi (che deriverebbe da un ribasso dei redimenti che si muovono in direzione opposta ai prezzi): questo perché è probabile che i cicli di allentamento monetario non potranno durare a lungo alla luce dell’aumento delle pressioni dei prezzi al consumo.  A questo proposito diventano interessanti anche le obbligazioni indicizzate all’inflazione.

IL RITORNO DELL’INFLAZIONE

A proposito di prezzi al consumo, il focus di Zehrid Osmani, Head of Global Long-Term Unconstrained di Martin Currie (Legg Mason) è proprio sul ritorno dell’inflazione, una prospettiva che consiglia di puntare su aziende che hanno potere di determinazione dei prezzi, ma osserva che anche le preoccupazioni sui rischi di recessione potrebbero restare un tema importante nel 2019, visto che siamo in fase avanzata del più lungo ciclo di crescita della storia. Il tutto punta a scenari di maggior volatilità, ma, come spiega il gestore nell’articolo Alla ricerca delle opportunità del 2019 in Europa, emergenti e M&A, questo offrirà agli investitori a lungo termine buone opportunità per inserirsi in alcune aree interessanti, facendo leva su fattori come la crescita del ceto medio dei mercati emergenti, i trend della robotizzazione, o le aziende esposte sul mercato dei veicoli elettrici. Con l’aumento delle pressioni inflazionistiche nel 2019 sarà comunque sempre più importante concentrarsi su aziende con un forte potere di determinazione dei prezzi e dunque capaci di mantenere i margini di profitto.

DURATION CORTA PER L’EUROZONA E FOCUS SUGLI EMERGENTI

Più in generale, nel suo Investment Outlook 2019, illustrato nell’articolo 2019: ciclo economico prolungato, recuperano azioni e obbligazioni emergenti, Credit Suisse vede un moderato aumento dei rendimenti dei titoli di Stato core e un allargamento degli spread creditizi societari (extra rendimenti dei corporate bond), il che rende le obbligazioni investment grade meno interessanti di un mix di titoli di Stato in dollari e di obbligazioni ad alto rendimento. Nelle regioni con valute forti – Eurozona, Svizzera e Giappone – il suggerimento è di una duration breve, visti i bassi rendimenti e la prospettiva di una normalizzazione dei tassi, mentre le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta forte e in valuta locale dovrebbero sovraperformare se si concretizzerà lo scenario di base elaborato da Credit Suisse.

MBS, CAT BOND E MULTI ASSET A BASSA VOLATILITÀ

Carlo Benetti, Market Specialist di GAM (Italia) SGR, invece, nell’articolo Consulenti finanziari, il ruolo cruciale del responsabile dell’ultimo miglio,  alla luce di tutte le variabili in gioco e della fase del ciclo che stiamo percorrendo, suggerisce di ridurre l’esposizione azionaria e di azzerare (o quantomeno limitare al minimo) il rischio duration (la scadenza media dei titoli obbligazionari che determina la sensibilità del portafoglio all’andamento dei tassi di interesse). Tra le possibili nicchie interessanti a cui guardare, Carlo Benetti cita il segmento MBS (titoli garantiti da mutui ipotecari statunitensi), quello dei Cat bond (i bond che coprono il rischio assicurativo per le catastrofi naturali) e le soluzioni multi-asset a bassa volatilità.




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3 dicembre 2018
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