Investire in azioni

L’azionario resta l'asset class favorita, ma serve più attenzione nella scelta

Con i tassi in aumento le valutazioni azionarie virano in discesa. L'approccio attivo deve sfruttare il passaggio dai beni di consumo ai servizi e la transizione energetica

di Leo Campagna 17 Gennaio 2022 10:20

financialounge -  AllianzGI Columbia Threadneedle Investments Natixis Investment Managers Solutions Pictet Asset Management Robeco Schroders Vontobel

TASSI IN AUMENTO, VALUTAZIONI AZIONARIE IN DISCESA


Storicamente si registra una correlazione tra rialzo dei tassi d’interesse e calo delle valutazioni azionarie. “Per chi ha un’esposizione value inferiore alla propria allocazione strategica, il 2022 potrebbe offrire un contesto propizio per incrementarla. Ciò detto, puntare sui titoli sottovalutati non è una tesi d’investimento; in un contesto di accresciuta dispersione, è essenziale valutare i fondamentali di un’azienda rispetto al prezzo”, commenta nell’articolo Columbia Threadneedle Investments: azioni al rialzo? Sì ma la strada è turbolenta Melda Mergen, responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments. Le azioni più interessanti risultano quelle europee e dei mercati emergenti, rispetto ai titoli degli Stati Uniti.

POTENZIALE DI RIALZO LIMITATO, MEGLIO MANTENERE UN APPROCCIO ATTIVO


Il potenziale di rialzo delle asset class rischiose è frenato dall’affievolirsi del supporto fiscale e monetario, dalle crescenti incertezze sull’andamento della pandemia e dalla possibile accelerazione dell’inasprimento da parte delle banche centrali. Inoltre, come si legge nell’articolo Perché il 2022 sarà l'anno degli investitori attivi, i rischi geopolitici potrebbero alimentare le oscillazioni delle quotazioni, e le notizie inattese aumenteranno la volatilità che dovrà essere affrontata dagli investitori, ma apriranno anche opportunità per chi adotta uno stile di gestione attivo. La buona notizia, afferma Ann-Katrin Petersen, Investment Strategist, Global Economics & Strategy di AllianzGI, è che il nuovo anno cinese che inizia il 1° febbraio 2022 è in Cina l’anno della “Tigre d’acqua”: un animale pieno di grinta che si muove senza paura anche su terreni sconosciuti, mentre l’acqua simboleggia sia movimento che stabilità. Per cui il suggerimento conclusivo dell’esperta di AllianzGI è di “mantenere un approccio attivo”.

GUARDARE AL 2022 CON MAGGIORE OTTIMISMO


Ci sono i presupposti per guardare al 2022 con maggiore ottimismo. Soprattutto se gli utili, che guidano i prezzi dell’azionario, non deluderanno. “Le premesse sembrano esserci dal momento che le aziende statunitensi hanno mostrato di saper gestire l'aumento dei costi di produzione e dei salari, facendo svanire gran parte delle preoccupazioni per la compressione dei margini. Le prime indicazioni sulla stagione degli utili indicano finora una robusta crescita organica, continui miglioramenti dei margini e un deciso incremento dei profitti” fa sapere nell’articolo Natixis IM: “Perché gli utili ci possono far guardare al 2022 con maggiore ottimismo” Jack Janasiewicz, lead portfolio strategist and portfolio manager, Natixis Investment Managers Solutions. “Vediamo all’attivo diversi catalizzatori in grado di alimentare un regime di crescita del PIL nominale più alto, almeno per il 2022. Un contesto capace di propiziare una maggiore flessibilità aziendale e una più dinamica spinta imprenditoriale delle imprese statunitensi. Inoltre, con i rendimenti obbligazionari ancora ben al di sotto dei tassi di inflazione previsti a lungo termine, tutto lascia intendere che il modello ‘TINA’ (there is no alternative to equity) resti ancora valido” conclude il lead portfolio strategist and portfolio manager, Natixis Investment Managers Solutions.

CONSUMI: POSSIBILE IL PASSAGGIO DAI BENI DI CONSUMO AI SERVIZI


È probabile, come argomentano nell’articolo Natixis: crescita sostenuta nel 2022 con rallentamento dopo l’estate James Beaumont e Nuno Teixeira, di Natixis Investment Managers Solutions, che le difficoltà delle filiere produttive permangano per qualche tempo, ma con la progressiva riapertura i consumatori dovrebbero aumentare la spesa per servizi a scapito di quella per l’acquisto di beni, favorendo così l’eliminazione dei colli di bottiglia delle catene di fornitura, anche se resta da capire se l’inflazione da domanda di beni sarà sostituita da un’inflazione da domanda di servizi, cui si aggiunge la possibilità che il mercato del lavoro diventi ancora più teso, vista anche la carenza di manodopera in USA.

IL DIFFICILE E DELICATO PERIODO DI TRANSIZIONE


La proposta che la Commissione europea possa classificare il gas e l'energia nucleare come ‘verdi’ nel quadro della tassonomia Ue ha il pregio di aprire il dibattito sull'attuale difficile e delicato periodo di transizione: quello che ci porterà a poter coprire l'intero fabbisogno energetico con le sole energie rinnovabili, senza gas naturale e nucleare. “In quest’ottica stiamo selezionando le aziende elettriche con una strategia di transizione responsabile. Imprese che indirizzano la maggior parte degli investimenti (CAPEX) verso nuove capacità rinnovabili, mantenendo operative, come riserva di scorta essenziale, le centrali elettriche convenzionali: eliminando dapprima quelle a carbone rispetto a quelle a gas e nucleari” puntualizza nell’articolo Vontobel: “Il futuro sarà con solare ed eolico senza bisogno dell'energia nucleare” Matthias Fawer, Analista ESG & Impact Assessment di Vontobel.

I QUATTRO TEMI 2022 NEGLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI


Robeco pone grande enfasi sull’importanza dell’engagement per favorire l’investimento sostenibile e ogni anno il team Active Ownership di Robeco sceglie i nuovi temi di engagement su cui concentrarsi nei tre anni successivi. L’attività di engagement coinvolge le società in portafoglio in cui Robeco ha partecipazioni seguendo un programma che si è dimostrato molto efficace nel migliorare le metriche ambientali, sociali e di governance (ESG) sulle questioni pertinenti nell’arco di molti anni. Per il 2022 Robeco propone quattro nuovi temi: “Azzeramento delle emissioni nette”, “Gestione delle risorse naturali: acqua e rifiuti”, “Diversità e inclusione”, e “Nature Action 100”. Carola van Lamoen, Head of Sustainable Investing di Robeco e Peter van der Werf, Senior Manager for Engagement di Robeco, li illustrano nel dettaglio nell’articolo Investimenti sostenibili: quattro temi da seguire secondo Robeco.

OPPORTUNITÀ NELL’ENERGIA E NELL’ESTRAZIONE MINERARIA


Storicamente, all'inizio di un ciclo di rialzi, l’andamento dell’azionario statunitense tende a restare in territorio positivo. In queste fasi, inoltre, le improvvise correzioni – che possono risultare anche profonde- e gli aumenti della volatilità dei mercati hanno una durata breve. “Le valutazioni azionarie restano piuttosto tirate ma esistono svariate opportunità, ad esempio nell’energia, estrazione mineraria e anche possibilità selettive nei mercati emergenti”, dichiara nell’articolo Pictet: “Sarà crescita a una cifra per l'azionario nel 2022” Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management.

PREMIO DI CRESCITA LIMITATO PER I MERCATI EMERGENTI

Andrew Rymer, CFA, Emerging Markets Investment Specialist di Schroders, nell’articolo
Schroders: a caccia di sorprese positive nei mercati emergenti specifica che l’outlook più debole della Cina avrà probabilmente implicazioni anche su altri Emergenti e cita ad esempio la ridotta attività del settore immobiliare che potrebbe portare a una domanda più debole di materie prime come i metalli industriali, che colpirebbe le esportazioni dell’America Latina e dell’Africa sub-sahariana. Inoltre peserà sulla crescita una politica monetaria e fiscale più rigida causata dal forte aumento dell’inflazione che ha costretto diverse banche centrali emergenti ad aumenti relativamente aggressivi dei tassi.
Secondo Schrders comunque le banche centrali potrebbero non realizzare tutto l’inasprimento prezzato sui mercati, aprendo una finestra di opportunità per gli investitori. In conclusione, Schroders si aspetta che la crescita del PIL nei Mercati Emergenti rallenti dal 6,5% stimato nel 2021 a circa il 4,5% nel 2022, per cui è improbabile che superi quella di alcuni mercati sviluppati. Non dovrebbe essere una sorpresa completa per gli investitori, ma un premio di crescita così ridotto ha creato un contesto difficile per i mercati.

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