Investire in azioni

Utili USA su anche nel 2022 ma la strategia è acquistare al giusto punto di ingresso

Dopo le ottime trimestrali, si prevede un aumento degli utili USA anche nel 2022 con ricadute positive in Messico dove è boom del private equity. Spazio a energia, finanza, viaggi e al lusso, uno scudo all’inflazione

di Leo Campagna 23 Agosto 2021 - 8:29
financialounge - news
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CRESCITA DEGLI UTILI USA ANCHE NEL 2021-22


Le trimestrali del secondo trimestre delle aziende quotate nello S&P 500 hanno battuto le stime di consenso su tutti i fronti. Gli analisti prevedevano una crescita degli utili per azioni del 61% anno su anno che invece si è cifrata in un +86%, calcolato su 457 società che all’11 agosto avevano presentato i risultati, e che rappresentano il 90% della capitalizzazione del principale indice azionario di Wall Street. Tra le società che hanno pubblicato i risultati, inoltre, il 71% ha battuto le stime per almeno una deviazione standard, se non più, contro una media di lungo termine del 48%, con un tasso di sorprese positive sempre in termini di utili per azione pari al 17%, contro una media di lungo termine del 6%. Lo rileva, nell’articolo “Margini di profitto record a Wall Street, continueranno a crescere nel 2021-22”, una Portfolio Strategy Research di Goldman Sachs, che prevede per il 2021 e il 2022 una crescita degli utili per azione, sempre delle società dello S&P 500, rispettivamente del 45% e del 2%, sostenuta da forti ricavi e dalle prospettive positive dei margini.

IL BOOM DEL PRIVATE EQUITY IN MESSICO


A distanza di un anno le prospettive dei mercati finanziari messicani hanno registrato una positiva inversione di tendenza. A fare da traino la crescita dell’economia nel secondo trimestre (+19,7% su base annua) sulla scia del forte rimbalzo della ripresa statunitense che ha consentito le consistenti rimesse dei cittadini messicani che lavorano negli USA. Per la ripresa del paese rimarrà un fattore importante la solidità dell’economia USA mentre i problemi politici non sono scomparsi. “E’ tuttavia promettente il contesto economico interno e la dinamicità dell’attività imprenditoriale locale, come testimoniato dal boom del private equity. E molte di queste nuove ed interessanti aziende, sebbene non ancora quotate, stanno attirando l’interesse degli investitori globali” fa presente nell’articolo “Schroders: “Le nuvole sul cielo del Messico adesso sembrano diradarsi” Pablo Riveroll, Head of Latin American Equities, Schroders.

PREFERENZA ALLE AZIONI TEDESCHE, SPAGNOLE E BRITANNICHE


“Nell’ambito delle azioni dei mercati sviluppati, prevediamo rendimenti interessanti e preferiamo le azioni tedesche, spagnole e britanniche a discapito di quelle svedesi e francesi. Londra offre una valutazione allettante, abbinata a un interessante dividendo, e beneficia di una composizione positiva dei settori negli indici. Le azioni tedesche hanno margini di ulteriore rialzo dal momento che la ciclicità del mercato conduce a una certa qualità. Madrid infine, dovrebbe approfittare della sensibilità al tema delle riaperture e del miglioramento del quadro fondamentale” specificano nell’articolo “Credit Suisse:“Ecco perché siamo positivi sull’azionario” gli esperti dell’istituto svizzero. A livello settoriale, invece, le preferenze vanno ai finanziari e ai materiali di base, mentre tra i meno preferiti figurano i servizi pubblici e gli immobili quotati (REIT). “A favorire i materiali di base contribuiscono fondamentali interessanti e la prospettiva di beneficiare degli investimenti nelle infrastrutture. I finanziari, dal canto loro, esprimono valutazioni attraenti e fanno intravedere ulteriore potenziale di recupero: inoltre dovrebbero rappresentare i principali beneficiari di una riaccelerazione economica” spiegano i manager di Credit Suisse.

ACQUISTARE I TITOLI AL GIUSTO PUNTO D’INGRESSO


Steven Watson, Equity Portfolio Manager di Capital Group, nell’articolo “Le cinque lezioni d’investimento di Capital Group nell’era della pandemia”, tratta il confronto tra growth e value. “L’aspetto importante è acquistare i titoli al giusto punto d’ingresso. Per esempio durante i giorni peggiori del 2020, grazie ad una selezione abbastanza limitata di titoli orientati alla crescita, in particolare nel settore dei semiconduttori, in alcune società Internet di vendita al dettaglio e di e-commerce, sono riuscito a fronteggiare gli scossoni del mercato” sottolinea il manager. Molti dei suoi investimenti legati alla tecnologia sono posizioni a lungo termine inserite in portafoglio prima che il mercato ne riconoscesse il potenziale, acquistate quando sono in calo e in difficoltà: a mano a mano che il loro valore saliva durante la pandemia, ne ha gradualmente ridotto l’esposizione per fare spazio ad aree meno amate del mercato, tra cui energia, finanza e viaggi.

LE AZIENDE DEL LUSSO UNO SCUDO ALL’INFLAZIONE


Dal punto di vista degli investitori, ricorda nell’articolo “Perché le aziende del lusso proteggono dall’inflazione più dell’oro” Carlo Benetti, Market Specialist di GAM (Italia) SGR, l’inflazione agisce come un acido sulle obbligazioni, corrodendone il valore reale delle cedole e dei capitali rimborsati a scadenza. Va un po’ meglio per le azioni, in particolare per le società in grado di adeguare ricavi, utili e dividendi. Tra queste si distinguono le società del settore del lusso che beneficiano di prezzi capaci di crescere fuori scala rispetto ai comuni indici di inflazione. “Lo dimostra l’andamento dell’indice della Classe Agiata, messo a punto da Forbes (il CLEWI , Cost of Living Extremely Well Index), una specie di un paniere di quaranta beni e servizi esclusivi. I prezzi dei beni e servizi di lusso salgono senza vincoli perché non compromettono il gradimento e l’acquisto, prevalentemente circoscritto presso un certo segmento di clientela. Le società del lusso rispondono perfettamente alla possibilità di imporre il prezzo senza il pericolo di diminuire le vendite, facendone una protezione dall’inflazione migliore dell’oro”, puntualizza il Market Specialist di GAM (Italia) SGR.
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