Investire in obbligazioni

Diversificare con bond globali e materie prime per contrastare l’inflazione

L'aumento dei prezzi rimane il nemico numero uno per i mercati. Protezione nel dollaro, nei bond globali e nelle materie prime, e opportunità selettive nel debito emergente

di Leo Campagna 21 Marzo 2022 12:18
financialounge -  Amundi Candriam Columbia Threadneedle Investments Generali Investments Invesco Investment Solutions J.P. Morgan AM Pictet Asset Management t.rowe price TwentyFour Asset Management
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LA FED TERRA’ CONTO DEI MERCATI


Nel complesso, la comunicazione della Fed nell’ultima riunione ha avuto un tono molto da falco, rileva nell’articolo Fed decisa a contrastare l’inflazione, ma ascolterà anche la voce dei mercati Karen Ward, Chief Market Strategist per la regione EMEA di J.P. Morgan AM. I rendimenti dei Treasury sono aumentati dopo l'annuncio, mentre le azioni hanno registrato inizialmente un sell-off, prima di recuperare. I mercati stavano comunque già scontando 6-7 rialzi dei tassi quest'anno e di conseguenza le condizioni finanziarie si erano già inasprite. Guardando al futuro, i mercati potrebbero benissimo determinare l'azione della Fed nei prossimi mesi. In altre parole, spiega l’esperta di J. P. Morgan AM, “ciò che è appetibile per i mercati, sarà tenuto in considerazione dalla Fed”.

IL QUANTITATIVE TIGHTENING (QT) PUÒ VALERE TRE O QUATTRO RIALZI


David Norris, Portfolio Manager di TwentyFour Asset Management, nell’articolo La Fed deve sciogliere l’enigma: più inflazione o meno crescita sottolinea che il quantitative tightening, vale a dire il drenaggio di liquidità conseguente alla cessazione di acquisti e reinvestimenti, è una parte importante del mix di politiche, e si aspetta maggiore chiarezza su tempi e entità della riduzione del bilancio della Fed. Gli analisti della Deutsche Bank suggeriscono una riduzione di 800 miliardi di dollari nel 2022 e di ulteriori 1.100 miliardi nel 2023, che equivarrebbero cumulativamente a circa tre o quattro aumenti di 25 punti base, mostrando quanto importante possa essere questo strumento nel plasmare la politica monetaria e la gestione della curva dei rendimenti in futuro.

INFLAZIONE NEMICO PRINCIPALE


"La guerra in Ucraina - commenta nell’articolo Candriam, la Fed ha scelto il suo "nemico": è l'inflazione Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income di Candriam - non sembra aver alterato i piani di normalizzazione monetaria, anche se le dichiarazioni della Fed hanno preso in considerazione le pressioni inflazionistiche aggiuntive causate da questi eventi". La riunione del Fomc è stata anche un'opportunità per chiarire la politica di riduzione del bilancio - il cosiddetto quantitative tightening - che dovrebbe venir attuata nella prossima riunione. Secondo l'esperto di Candriam, "l'inflazione è ora il principale nemico della Fed". Dopo aver tollerato uno slittamento al di sopra del suo obiettivo, il Presidente della Fed Jerome Powell vuole riprendere la normalizzazione monetaria, rallentando lievemente l'economia americana.

RIBILANCIARE I PORTAFOGLI


La strategia di Columbia Threadneedle Investments è di non avere in portafoglio nessuna esposizione diretta a titoli russi, bielorussi o ucraini, malgrado gli effetti indiretti su alcune banche e titoli energetici. Anche l’esposizione indiretta è contenuta e in linea con il benchmark. “Quest’anno, per la prima volta in un decennio – commenta nell’articolo Columbia Threadneedle: la guerra penalizza l'Europa, ma le banche non sono a rischio Francis Ellison di Columbia Threadneedle Investments - l’Europa avrebbe dovuto sovraperformare gli Stati Uniti, con previsioni di crescita del Pil pari rispettivamente al 4% e al 3,5%, anche se le prospettive europee sono rafforzate dalla fine delle restrizioni pandemiche, laddove gli Stati Uniti ne hanno già beneficiato. Il motore di questa espansione avrebbero dovuto essere i consumatori europei, propensi a spendere i notevoli risparmi accumulati durante la pandemia”.

DIVERSIFICARE CON LE MATERIE PRIME

Le principali conclusioni che Luca Tobagi, CFA – Investment Strategist, Invesco Investment Solutions, Product Directo trae nell’articolo Invesco: la crisi ucraina non dovrebbe interrompere il ciclo del Toro sono due. La prima è che l’attuale fase ascendente del ciclo dell’S&P 500 rispetto alle materie prime o al petrolio è più breve, e nonostante le preoccupazioni potrebbe durare ancora, anche se con qualche turbolenza. La seconda è che, quando la dinamica si inverte e la performance dell’S&P 500 diventa peggiore, si apre una fase che storicamente è durata vari anni. Di qui la raccomandazione di diversificare, ove possibile, un portafoglio che contenga azioni e materie prime, per contenere i rischi e ottenere performance migliori.

NOTE POSITIVE DALLA CINA

L’invasione russa dell’Ucraina ha cambiato lo scenario, che oggi presenta vincitori e vinti. Tra i primi un’America Latina lontana dal conflitto e ricca di commodity, ma anche un’India la cui storia di crescita rimane intatta, tra i secondi soprattutto le economie dell’Est Europa e la Turchia. È l’indicazione contenuta nell’articolo Emergenti e crisi ucraina: bene l'America Latina, impatti su Est Europa e Turchia sulla situazione Russia-Ucraina che ha come esperti Monica Defend, head dell’Amundi Institute e Yerlan Syzdykov, Global head of Emerging Markets di Amundi. La discussione è partita dalla nota positiva appena arrivata dalla Cina, impegnata a supportare la stabilità dei mercati e molto ben accolta dagli investitori. Ma, ha sottolineato Defend, restano sul tavolo motivi di preoccupazione, legati alla volatilità, con la Cina sotto i riflettori anche per il ritorno dei lockdown anti Covid.

PROTEZIONE NEL DOLLARO USA


Da qui in avanti, riferiscono nell’articolo Pictet Asset Management: crescita e utili in calo in Europa Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager, di Pictet Asset Management, le performance azionarie dipenderanno in larga misura dall’evoluzione dello scenario geopolitico. In uno scenario di compromesso, ci sono buoni spazi di recupero. Tra i pochi strumenti indiretti a disposizione dell’investitore europeo, i due esperti di Pictet AM indicano ancora il dollaro USA, il più indicato a fronte della prevedibile volatilità di notizie e mercati. Solo negli scenari peggiori tornerebbero interessanti i Treasuries o una riduzione dell’esposizione all’azionario USA.

DEBITO EMERGENTE DI AMERICA LATINA E ARABIA SAUDITA


Data l'elevata volatilità di questa fase, Guillaume Tresca, Senior Emerging Market Strategist di Generali Investments, preferisce i titoli Investment Grade rispetto a quelli High Yield, "che saranno influenzati da un rallentamento della crescita, condizioni finanziarie più restrittive". In particolare, Generali Investments mantiene una "forte attenzione" sui nomi Investment Grade nei paesi del Golfo Persico, che hanno sovraperformato. Secondo l'esperto, l'Arabia Saudita dovrebbe beneficiare maggiormente dell'aumento dei prezzi del petrolio mentre a livello regionale, l'attenzione è per l’America Latina, che beneficia dei prezzi delle materie prime più elevati. "L'Asia non è vulnerabile, anche se risente del calo degli scambi e del rallentamento della crescita globale", puntualizza Tresca nell’articolo Obbligazioni dei mercati emergenti, ecco le scelte di Generali Investments.

EXTRA RENDIMENTO DELLA STRATEGIA DYNAMIC GLOBAL BOND


Coniugare un solido screening di governance e l’analisi del credito permette di concentrarsi sul potenziale apprezzamento nel tempo, al fine di fare la differenza nella performance di portafoglio a medio e lungo termine. Relativamente all’extra rendimento realizzato negli ultimi 5 anni dalla strategia T. Rowe Price Dynamic Global Bond nell’articolo I principi ESG che potenziano la strategia globale obbligazionaria di T.Rowe Price si scopre che la core position, la componente del portafoglio centrale dedicata principalmente alla gestione attiva sui titoli di Stato di tutto il mondo, ha contribuito in media con 45 punti base all’anno (+0,45%). La componente dedicata al debito emergente invece ha generato un extra rendimento medio annuo di 16 punti base (+0,16%) mentre l’esposizione specializzata sul credito ha apportato in media 28 punti base in più all’anno (+0,28%).
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