Azioni, bond e valute dei mercati emergenti a sconto dopo la correzione

Per Spence (Capital Group) le aree azionarie e valutarie offrono le migliori opportunità mentre il debito dei paesi emergenti richiede una più attenta selezione dei titoli e degli emittenti

Il 2018, finora, si è rivelato un anno arido di soddisfazioni per gli investitori che hanno puntato sui mercati emergenti. Dal primo gennaio al 22 novembre l’indice MSCI emerging markets segna un -11,4% in valuta locale e un -15,6% in dollari Usd. Le cose non sono andate meglio neppure a coloro che hanno optato per il debito emergente: l’indice Fideuram dei fondi obbligazionari Paesi emergenti accusa infatti un arretramento di otto punti percentuali in euro da inizio anno. Tuttavia, trattandosi di investimenti con profilo di rischio medio alto, la giusta visione deve essere proiettata nel medio termine (almeno tre anni per il debito e almeno cinque per le azioni).

VALUTAZIONI INTERESSANTI

In quest’ottica, Kirstie Spence, Gestore di portafoglio – Reddito fisso di Capital Group, reputa che la correzione abbia creato le condizioni per investire nelle asset class dei mercati emergenti sulla scia di valutazioni che rimangano interessanti. L’esperta, tuttavia, preferisce distinguere la ricerca di valore nei mercati emergenti a seconda della tipologia di asset class.

RAPPORTO PREZZO/UTILI

In ambito azionario, Kirstie Spence, osserva che l’appeal dei listini in via di sviluppo è aumentato alla luce di parametri di mercato, a cominciare dal rapporto prezzo/utili (p/e) forward (basato sui profitti attesi per i prossimi 12 mesi), più convenienti rispetto ai mercati sviluppati. “Nello specifico, riteniamo che le valutazioni attuali e la forte espansione degli utili suggeriscano la presenza di alcune opportunità nel settore dell’healthcare e in quello dei materiali” specifica l’esperta.

L’APPEAL DI PESO MESSICANO E REAL BRASILIANO

La quale si dichiara altrettanto fiduciosa in ambito valutario. Negli ultimi anni, infatti, molti dei paesi in via di sviluppo hanno saputo migliorare il deficit di finanziamento della bilancia dei pagamenti mentre il differenziale di inflazione rispetto ai sviluppati si è ridotto. Elementi che, secondo l’analisi di Kirstie Spence, delineano un margine di apprezzamento delle divise emergenti nel lungo termine, una volta che l’attuale fase volatile tenderà a ridimensionarsi. Dal punto di vista dei fondamentali, l’esperta segnala in particolare il real brasiliano e il peso messicano le cui sottovalutazioni sembrano più evidenti.

Mercati in via di sviluppo miglior alleato dell’investitore

Mercati emergenti miglior alleato dell’investitore

BOND, MEGLIO ESSERE PRUDENTI

Per quanto riguarda invece il mercato obbligazionario, sebbene le valutazioni del debito siano divenute interessanti dopo la correzione, Kirstie Spence opta per un atteggiamento prudente orientato ai fondamentali. L’esperta è convinta che il debito in valuta locale offra valore ma pensa che i guadagni, dal punto di vista dell’investitore, deriveranno principalmente dal flusso cedolare piuttosto che da un rialzo dei prezzi (che deriverebbe da un ribasso dei redimenti che si muovono in direzione opposta ai prezzi): questo perché è probabile che i cicli di allentamento monetario non potranno durare a lungo alla luce dell’aumento delle pressioni dei prezzi al consumo.  A questo proposito diventano interessanti anche le obbligazioni indicizzate all’inflazione.

TRE TEMI CHIAVE

Le scelte di portafoglio illustrate da Kirstie Spence sono frutto anche dell’analisi di tre temi chiave che potrebbero avere ripercussioni sui mercati emergenti: le tensioni commerciali, la forza del dollaro e il rialzo dei tassi USA, e le situazioni specifiche locali.

DAZI COMMERCIALI

La strategia dell’amministrazione Trump di introdurre dazi commerciali di tra Stati Uniti e alcuni altri paesi in tutto il mondo, tra cui Unione Europea, Canada, Messico, Russia, Cina e Turchia, potrebbe compromettere la crescita degli scambi commerciali globali. Questo, che costituisce un fattore prioritario per l’attività economica dei paesi emergenti, potrebbe portare a limitare il commercio mondiale e, a cascata, impattare sul sentiment di mercato in generale e sull’universo dei paesi in via di sviluppo più in particolare.

Le classi medie dell’Asia trascinano i consumi globali

Le classi medie dell’Asia trascinano i consumi globali

DOLLARO USA E TASSI DI INTERESSE

Per quanto riguarda il rafforzamento del biglietto verde e dei tassi statunitensi, se è vero che hanno contribuito quest’anno alla correzione delle asset class emergenti, è altrettanto vero che oggi le economie dei paesi in via di sviluppo (e, in parallelo, le loro monete) risultano meno esposti alla forza del dollaro e dei tassi USA.

PROBLEMATICHE LOCALI

Il problema, e siamo alle situazioni locali, è che in alcune economie (in particolare Turchia, Brasile e Argentina), si sono configurate una serie di circostanze specifiche che hanno portato le asset class di questi paesi a soffrire in modo più severo rispetto alla già forte correzione dei mercati emergenti in generale. Ma, almeno per il momento, non si è materializzato nessun effetto contagio.

chee gin tan / E+


FinanciaLounge
26 Novembre 2018
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