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Generali Investments preferisce il reddito fisso di qualità, difensiva sull’azionario

L’Outlook 2023, firmato dall’Head of Research Vincent Chaigneau, è positivo su Treasury USA e Investment Grade, mentre è prudente sul rimbalzo azionario, nella previsione che la Fed allenti solo a fine del 2023

di Virgilio Chelli 20 Dicembre 2022 19:15
financialounge -  Generali Investments mercati outlook 2023 Vincent Chaigneau
financialounge -  Generali Investments mercati outlook 2023 Vincent Chaigneau

Dopo un 2022 critico per la diversificazione dei portafogli, Generali Investments si aspetta che la correlazione tra obbligazioni e azioni diminuisca nel 2023, quando i rendimenti reali a lunga si stabilizzeranno o addirittura ridurranno. La volatilità dei tassi è destinata a diminuire ulteriormente, mapermano il dubbio su quanto a lungo questo possa supportare la ripresa degli asset rischiosi. Per questo Generali Investments inizia l'anno con una preferenza per il reddito fisso di maggior qualità, in particolare Treasury USA, credito Investment Grade in euro, ed un approccio difensivo su azioni e High Yield.

IL SOCCORSO DELLA FED NON ARRIVERÀ NELLA PRIMA METÀ DEL 2023


La Fed Put, ovvero l’intervento della Fed in soccorso dei mercati con una politica monetaria accomodante, scrive nell’Outlook 2023 Vincent Chaigneau, Head of Research, mancherà nella prima parte del 2023, ma selezionati Mercati Emergenti sono un buon target per investitori decisi a posizionarsi in anticipo, in vista di una svolta politica. Il crollo degli indici obbligazionari del 2022 è stato eccezionale, circa 4 volte superiore a quelli generalmente osservati negli ultimi due decenni. Lo shock inflazionistico e il repricing delle banche centrali sono stati brutali, e Chaigneau non può escludere che la persistenza dell'inflazione e la resistenza economica iniziale portino ad un ulteriore repricing.

MENO FIDUCIOSI SUI BUND RISPETTO AI TREASURY


Ma negli ultimi mesi i rendimenti dei Treasury a 10 anni si sono completamente dissociati dal picco implicito dei Fed Fund e continuano a muoversi in sincronia con il tasso terminale. Generali Investments è meno fiduciosa nei Bund, dopo che lo shock negli scambi commerciali derivante dalla crisi energetica ha peggiorato drasticamente le partite correnti dell'area euro, rendendo l'Europa più dipendente dagli investitori esteri. Ciò si verifica proprio mentre la BCE è destinata a ridurre il proprio portafoglio nell’ambito del Programma di Acquisto Titoli.

POLITICA FISCALE PIÙ ESPANSIVA IN EUROPA


Inoltre, nel 2023 la politica fiscale sarà più espansiva nell'area euro, soprattutto in Germania, rispetto agli USA. Per questo, secondo l’Outlook di Generali Investments, è difficile giustificare che i rendimenti reali tedeschi a lungo termine continuino ad essere scambiati con un ampio premio rispetto alle Treasury Inflation-Protected Securities statunitensi. Chaigneau continua invece a privilegiare il credito Investment Grade in euro che, più conveniente rispetto all'High Yield globale e al credito statunitense. Il punto centrale dell’analisi di Generali Investments prevede un moderato allargamento degli spread sovrani nel 2023, ma i difetti originari dell’Unione Monetaria mantengono alti i rischi di una divergenza più ampia man mano che si presenta uno scenario di recessione.

POSSIBILE SORPRESA GIAPPONE


Generali Investments rimane difensiva sull'High Yield, in quanto le insolvenze stanno iniziando a salire e gli spread sembrano valutare male le pressioni recessive. Secondo Chaigneau, la ‘carta jolly’ nello spazio delle obbligazioni sovrane e societarie di alto livello potrà giocarla il Giappone, dove la curva dei Bond governativi è già relativamente ripida e rende le obbligazioni occidentali a lunga scadenza poco interessanti per gli investitori giapponesi con copertura valutaria.

SVANISCE PER ORA IL RIMBALZO AZIONARIO


Sul versante azionario, secondo Generali Investments “svanisce per ora il rimbalzo”, ma vede opportunità legate a un taglio della Fed nel quarto trimestre. Per questo la grande casa inizierà l'anno con una posizione di sottopeso nelle azioni, dato un contesto politico ostile, con il Quantitative Tightening della BCE poco favorevole. Inoltre, la recente sovraperformance dei titoli ciclici è giudicata in dissonanza con il sentiment economico depresso e con il segnale di recessione proveniente dall'inversione delle curve dei rendimenti.

MULTIPLI AZIONARI ANCORA TROPPO ALTI


Secondo l’Outlook di Generali Investments viene sottostimato l’impatto della politica restrittiva della BCE. I multipli azionari sono scesi nel 2022, ma secondo Chaigneau appaiono ancora troppo elevati rispetto ai rendimenti obbligazionari reali, mentre anche il consenso positivo sugli utili per il 2023 sembra troppo ottimistico. La preferenza settoriale e stilistica di Generali Investments è mista, ma i ciclici sembrano avere valutazioni elevate a fine anno, mentre la sovraperformance del Value nel 2022 si esaurirà insieme ai rendimenti obbligazionari.

VALORE NEI MERCATI EMERGENTI


Selezionati Mercati Emergenti, sottolinea in conclusione Chaigneau, offrono invece valore dopo anni di sottoperformance, con l'affaticamento del dollaro statunitense e il lieve rimbalzo della Cina. Generali Investments vede i Mercati Emergenti come un obiettivo su cui posizionarsi in anticipo per il contesto post-recessione.
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