L’apertura dei mercati

Borse europee in calo dopo la mossa della Banca centrale del Giappone sui bond

Avvio in rosso per i principali listini del Vecchio Continente, restano i timori di recessione e quelli per l’aumento dei casi di Covid in Cina. Cala il prezzo del gas dopo l’accordo Ue sul price cap

di Fabrizio Arnhold 20 Dicembre 2022 09:20
financialounge -  BOJ borse Gas inflazione mercati
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Le Borse europee iniziano la giornata di contrattazioni sotto la parità, con i timori degli investitori legati all’inflazione e all’aumento dei casi Covid in Cina. A Milano il Ftse Mib apre a -0,86%, il Dax di Francoforte a -0,90%, il Cac 40 di Parigi a -0,84%, l’Ibex 35 di Madrid a -0,60% e il Ftse 100 di Londra a -0,55%. La Borsa di Tokyo archivia al seduta in netto ribasso, con l’indice Nikkei a -2,46%, dopo le decisioni della BoJ sui tassi e in scia ai cali di Wall Street.

BOJ MODIFICA I RENDIMENTI BOND


A deprimere ulteriormente il sentiment degli investitori c’è stata anche la mossa a sorpresa della Banca centrale giapponese che ha modificato la banda di oscillazione dei rendimenti dei titoli di Stato provocando una caduta dei rendimenti. Preoccupano anche i casi di Covid in Cina, in aumento, a poche settimane dall’allentamento della rigida politica Covid zero. Il sistema sanitario rischia così di andare ancora in difficoltà e i nuovi lockdown inevitabilmente avranno un impatto sull’economia.

PAURA PER LA RECESSIONE


A tenere banco è anche il rischio di una recessione più profonda di quanto previsto, dopo l’inasprimento delle politiche restrittive delle banche centrali per contrastare la corsa dei prezzi. La Bce, intanto, dopo l’ultimo aumento di 50 punti base dei tassi, ha fatto sapere che proseguirà con la stretta fino a che l’inflazione non tornerà in area 2%, il valore target individuato da Francoforte.

SCENDE IL GAS


All’indomani dell’accordo Ue sul tetto al prezzo del gas, scende la quotazione sulla piattaforma olandese Ttf del 6%, a poco più di 102 euro per megawattora. Il prezzo del petrolio è in rialzo con il Brent scadenza febbraio che tratta a 80,2 dollari al barile, mentre il Wti gennaio viene scambiato a 76 dollari al barile. Sul versante valutario, l’euro si mantiene stabile a 1,06 dollari. A livello macro, oggi sono in calendario i numeri sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona e dagli Usa arriveranno i dati sull’edilizia di novembre. Lo spread apre a 218 punti base, il rendimento del decennale italiano sale di 7 punti base al 4,43%.
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