Economia e lavoro

Occupazione femminile in crescita grazie al comparto servizi

Floriana Tomassetti, vice presidente Anip Confindustria, commenta i dati emersi dallo studio della Banca d'Italia sul gender gap nel mondo del lavoro

di Redazione 24 Settembre 2022 12:00
financialounge -  ANIP Floriana Tomassetti lavoro
financialounge -  ANIP Floriana Tomassetti lavoro

Nei primi 8 mesi dell'anno, da gennaio ad agosto 2022, sono state create, al netto dei fattori stagionali, circa 300.000 posizioni lavorative alle dipendenze nel settore privato non agricolo. Il dato emerge dalla nota "Il mercato del lavoro: dati e analisi" redatta congiuntamente dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dalla Banca d'Italia e dall'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal).

L'OCCUPAZIONE IN ITALIA


Secondo il report nel periodo estivo la dinamica dell'occupazione dipendente ha marcatamente rallentato: i nuovi posti di lavoro sono stati meno della metà di quelli registrati nel bimestre maggio-giugno. Tra luglio e agosto, infatti, sono stati registrati quasi 35.000 nuovi posti di lavoro, meno della metà degli oltre 80.000 del bimestre precedente (100.000 nel periodo marzo-aprile).

LO STUDIO SUL GENDER GAP


Congiuntamente alla nota sul mercato del lavoro la Banca d'Italia ha diffuso un paper dedicato al gender gap denominato, appunto, "Mappa internazionale dei gender gap" sulla base di dati della Banca mondiale e dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO). Floriana Tomassetti, vice presidente Anip Confindustria (Associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati) con delega alla Cultura d'impresa, e amministratore unico di Ecosfera Servizi Spa, commenta quanto emerso dallo studio, che segnala un aumento delle donne presenti nel mondo del lavoro.

L'APPORTO DEL SETTORE SERVIZI


"Nei Paesi sviluppati tale aumento è dovuto principalmente all’espansione del comparto dei servizi - spiega Tomassetti - Lo studio prende in considerazione gli ultimi trent’anni e sottolinea, inoltre, come la crisi da Covid-19 abbia colpito soprattutto l'occupazione delle donne proprio in virtù della loro grande presenza nei servizi. È la prova della bontà di forme di incentivazione a ridurre il gender gap messe in campo in Italia e nelle economie più avanzate, ma occorre puntare a forme di sostegno stabile e a misure di welfare più incisive per potenziare la presenza delle donne in tutti i settori produttivi e combattere il divario salariale".
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