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Per questo importante strategist di JP Morgan l'S&P 500 recupererà e chiuderà l'anno a 4.800 punti

Secondo l'analisi di Marko Kolanovic, l'indice appena entrato in territorio "orso" recupererà terreno nel secondo semestre

di Antonio Cardarelli 14 Giugno 2022 12:12
financialounge -  jp morgan Marko Kolanovic S&P 500 Wall Street
financialounge -  jp morgan Marko Kolanovic S&P 500 Wall Street

Marko Kolanovic, strategist di JP Morgan famoso per aver chiamato il "bottom" di marzo 2020, ha fiducia nelle capacità di recupero dell'indice S&P 500. Una previsione non banale, visto che arriva poche ore dopo il nuovo calo degli indici di Wall Street, che hanno imboccato la strada ribassista con un calo persistente del 20% dai picchi di gennaio. Inoltre, proprio oggi comincia l'atteso meeting della Federal Reserve, che domani potrebbe sorprendere con un rialzo di 75 punti base contro i 50 previsti.

QUOTA 4.800 PUNTI PER L'S&P 500


L'esperto di JP Morgan, tuttavia, prevede un rimbalzo dell'S&P 500, che chiuderà l'anno intorno ai 4.800 punti, quindi sostanzialmente piatto rispetto all'inizio del 2022. In base all'ultima chiusura di lunedì 13 giugno, l'indice S&P 500 è a quota 3.749 punti, in calo del 21% da inizio anno. Quidi, secondo Kolanovic, nel secondo semestre il recupero sarebbe più o meno di mille punti.

INVESTITORI TROPPO PESSIMISTI?


"Riteniamo che il repricing del mercato dei tassi sia andato troppo oltre e la Fed sorprenderà in modo accomodante rispetto a ciò che ora è prezzato nella curva", ha scritto l'esperto in una nota. Kolanovic ritiene che gli investitori siano troppo pessimisti riguardo il rischio recessione e sottolinea come i consumi siano rimasti sostenuti. Consumi, riaperture post Covid e stimoli economici in Cina, secondo l'esperto, basteranno ad evitare una recessione.

COSA TENERE D'OCCHIO


In vista di un recupero nel secondo semestre dell'anno, Kolanovic si prepara a fare acquisti, ma non in modo indiscriminato. L'esperto di JP Morgan, infatti, ha dichiarato di volersi concentrare sugli asset più colpiti dalle vendite, a partire da società più innovative, aziende cinesi quotate a Wall Street, small cap e biotech.
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