L'analisi

Pictet AM: ecco le opportunità da cogliere nei mercati emergenti

Paolo Paschetta, Country Head per l’Italia di Pictet Asset Management, indica i paesi che offrono le migliori opportunità, dal Kenya al Vietnam, ma anche i trend su cui puntare, dalla logistica ai sistemi di pagamento

di Virgilio Chelli 26 Aprile 2022 18:00
financialounge -  investimento mercati emergenti Paolo Paschetta Pictet
financialounge -  investimento mercati emergenti Paolo Paschetta Pictet

I Paesi emergenti pesano per il 40% del Pil mondiale, ma rappresentano solo l’11,54% in indici mondiali come l’MSCI All Country World. Sotto l’etichetta Emergenti convivono aree e Paesi molto diversi con Stati che nei decenni hanno conquistato un potere considerevole e un ruolo imprescindibile nella catena del valore globale. La storia dei mercati emergenti è contrassegnata da crisi violente e profonde, ma anche da recuperi molto più rapidi delle economie sviluppate. Paolo Paschetta, Country Head per l’Italia di Pictet Asset Management, spiega come cogliere le opportunità di investimento in questo universo complesso.

IMPORTANZA NELLE CATENE DEL VALORE


Dalla pandemia alla guerra Russia-Ucraina, gli ultimi due anni hanno ricordato in modo drammatico quanto il mondo sia interconnesso e quanto siano importanti i mercati emergenti nella catena del valore mondiale, fra crisi energetica e scarsità di componenti fondamentali per i mercati occidentali, come i microchip. I Paesi Emergenti sono ancora sottopesati negli indici mondiali rispetto ai fondamentali, che rappresentano un mondo con molte opportunità e premiato da tendenze di lungo periodo.

NON SERVONO LE VECCHIE ETICHETTE


A differenza del tradizionale approccio basato sul successo di un Paese o area geografica, Pictet AM ha sempre cercato l’individuazione precoce dei principali trend di crescita. Oggi individua almeno tre grandi tendenze. La prima è la tecnologia e in particolare l’Asia, in particolare Corea, Vietnam e Taiwan, ma senza dimenticare la leadership high tech della Cina, da cui provengono le componenti fondamentali per la vita digitale. Ma anche dal Sud America, con realtà come Mercado Libre, gigante dell’e-commerce con mezzo miliardo di clienti, o Delivery Hero, il cui fatturato è generato prevalentemente in Medio Oriente e Africa.

MATERIE PRIME E POST PANDEMIA


Il secondo tema sono le materie prime, che accomuna paesi dell’America Latina, dell’Africa e del Medio Oriente, e infine ci sono i consumi, un trend che non riguarda solo Cina e India, ma si estende all’Africa e a molti Paesi del Sud America, sulla scia della crescita demografica, dell’urbanizzazione e della ripresa del reddito pro-capite. Il Covid è stato un volano di tutti questi temi, ma l’uscita dalla pandemia è anche alla base del rincaro delle materie prime, per le interruzioni lungo le catene di approvvigionamento che ricordano quanto gli stessi consumi dei Paesi sviluppati dipendano dalla produzione dei Paesi Emergenti.

LE NUOVE OPPORTUNITÀ


Il Dna di Pictet consente di individuare le nuove frontiere delle opportunità di investimento nei Mercati Emergenti, come ad esempio in Africa, dove il Kenya, secondo il Global Innovation Index, è il secondo Paese africano per innovazione e investe molto nella formazione, ha un rapporto debito-PIL virtuoso al 60% e bond in dollari con rendimenti dell’8%, in linea con le emissioni delle migliori economie emergenti. L’esperto di Pictet cita anche il Vietnam, paese di frontiera che comincia a essere percepito come alternativa alla manifattura cinese ed è il terzo esportatore mondiale di pesce. A livello di temi, Pictet AM vede opportunità nella logistica, nel commercio, nei trasporti sostenibili, e in tutto il mondo dei sistemi di pagamento.

CADUTE BRUSCHE E RIPRESE VELOCI


Gli investitori internazionali spesso sottovalutano i mercati emergenti per l’instabilità e i maggiori livelli di rischio, dimenticando il loro dinamismo e l’elevato tasso d’innovazione. Vengono colpiti dalle crisi in modo più violento e profondo, ma hanno capacità di recupero molto più rapide, riducendo il cosiddetto “time under water”. Nella crisi del 2008, l’MSCI World dei Paesi sviluppati e l’MSCI Emerging mostrano che il tempo sott’acqua per i primi è stato 4 anni e 6 mesi, mentre per i secondi di soli 2 anni e 5 mesi. E proprio dai mercati emergenti, e in particolare dalla Cina, che la crisi ha iniziato ad allentare la sua morsa.

EVITARE LE TRAPPOLE


Investire negli emergenti richiede strumenti giusti e saper evitare le trappole. Le performance delle attività finanziarie emergenti nell’ultimo trimestre del 2021 presentano differenze notevoli, con le azioni turche che hanno registrato un differenziale di rendimento del 46% rispetto a di Taiwan. Guardando agli ultimi 30 anni, i mercati emergenti sono stati colpiti da crisi di diversa natura più o meno ogni due o tre anni, per cui è difficile riuscire sempre a investire sui migliori ed evitare costantemente i peggiori.

LA DIVERSIFICAZIONE PUÒ NON BASTARE


Pictet investe nei mercati emergenti da oltre 30 anni maturando un ampio know-how per cogliere opportunità in contesti complessi, ma avverte che durante crisi globali la diversificazione può non bastare e diventa necessario un approccio attento al rischio, che offra ulteriore protezione anche fuori della cerchia degli emergenti. Va in questo senso la filosofia del fondo di Pictet-EMMA, strategia multi-asset a gestione attiva che offre esposizione a tutto lo spettro emergente e permette di risolvere due problemi: scegliere dove e come investire nell’universo emergente, e offrire un approccio disciplinato al contenimento del rischio.
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