Gli effetti dalla guerra

Raiffeisen Bank valuta uscita dalla Russia

In una nota ufficiale, il gruppo bancario austriaco precisa di valutare “un'uscita ordinata” dal mercato russo, dal momento che la guerra in Ucraina sta avendo “effetti devastanti” sulla popolazione e sull’economia del Paese

di Redazione 17 Marzo 2022 17:52
financialounge -  Johann Strobl Raiffeisen Bank Russia
financialounge -  Johann Strobl Raiffeisen Bank Russia

La guerra in Ucraina porta Raiffeisen Bank a considerare la sua posizione in Russia. “Stiamo quindi valutando tutte le opzioni strategiche per il futuro di Raiffeisenbank Russia, fino a includere un'uscita attentamente gestita da Raiffeisenbank in Russia", ha affermato Johann Strobl, ceo di RBI (Raiffeisen Bank International) in una nota ufficiale.

GLI EFFETTI DELLA GUERRA


“La guerra in Ucraina sta avendo un impatto devastante sulla popolazione e sull’economia del Paese. I nostri pensieri e il nostro sostegno sono rivolti a tutte quelle persone le cui vite sono tragicamente cambiate a causa di questa guerra”, prosegue la nota.

L’ATTENZIONE PER DIPENDENTI E CLIENTI


La nota a firma del ceo Strobl continua sottolineando il dovere di “prenderci cura dei nostri dipendenti e dei nostri clienti. In tutto il Gruppo RBI, stiamo facendo tutto il possibile per sostenere gli aiuti umanitari”. Raiffesenbank Russia è la decima banca del Paese per asset e l'ottava per conti retail, con più di 9.300 dipendenti, 115 filiali e 1.600 miliardi di rubli di asset a fine 2021.

GRUPPO PRESENTE IN 13 PAESI


Il gruppo austriaco, presente in 13 Paesi dell'Europa Centrale e dell'Est, ha attività in Russia per 22,9 miliardi di euro, un'esposizione di 354 milioni verso istituzioni finanziarie sanzionate e di 119 milioni di euro ad altre società sanzionate, a cui si aggiungono 4,4 miliardi di esposizione verso l'Ucraina, dove è la quinta banca del Paese. Nei giorni scorsi anche UniCredit ha fatto sapere di valutare l’uscita dalla Russia, mentre Banca Intesa Sanpaolo ha precisato di essere esposta per circa 5 miliardi di euro.
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