Il punto

abrdn:“Gestione dell’incertezza più difficile con infezioni, inflazione e tassi d’interesse”

Richard Dunbar (abrdn) segnala le ragioni di ottimismo per il 2022 ma suggerisce di tenere sotto controllo nuove infezioni, inflazione, tassi di interesse, Cina, investimenti aziendali e recupero dei mercati emergenti

di Leo Campagna 23 Dicembre 2021 08:00
financialounge -  abrdn investimenti mercati Richard Dunbar
financialounge -  abrdn investimenti mercati Richard Dunbar

Se gli investitori riescono a guardare oltre i titoli dei media di questi giorni ed esaminano i fondamentali dell’economia e delle aziende, emergono alcune ragioni di ottimismo in vista del 2022. Ne è convinto Richard Dunbar, Responsabile Multi-Asset Research, abrdn, che, tuttavia, ammette che tre aspetti rendono la gestione dell’incertezza più difficile: infezione, inflazione e tassi d'interesse.

TASSI DI INFEZIONE


“Le campagne vaccinali anti Covid-19 sono state un successo, in particolare nei mercati sviluppati. La variante Omicron ha accelerato le infezioni ma, al momento, il legame con i ricoveri sembra essere più debole. Dal momento che i leader globali sono impegnati nella riapertura dell’economia globale, occorre tenere presente che i rischi di varianti come la Omicron dipendono dall'anello più debole della catena vaccinale e cioè dalla capacità di vaccinazione a livello globale” sottolinea Dunbar.

INFLAZIONE


Un altro tema chiave per il prossimo anno sarà l’inflazione. “In base alle statistiche sui prezzi al consumo, è molto probabile che questi raggiungano il picco nel primo o nel secondo trimestre dell'anno prossimo. Previste anche meno turbolenze alla luce del fatto che le materie prime e i problemi della catena di approvvigionamento si stanno attenuando” spiega il manager di abrdn. Secondo il quale lo scacchiere sul quale si sta spostando la partita del carovita è quello del mercato del lavoro. “Più in generale, è evidente come l'inflazione stia diventando un problema politico oltre che economico, aggiungendo ulteriore complessità” puntualizza Dunbar.

TASSI D’INTERESSE


I prezzi al consumo sono peraltro l’osservato speciale dei banchieri centrali. Le preoccupazioni inflazionistiche sono ai massimi livelli nonostante le previsioni più ottimistiche per il percorso dell'inflazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito perché vedono il carovita persistere a livelli pericolosi. Se è vero che alcuni di questi interventi sui tassi d'interesse si riflettono già nelle aspettative del mercato, non si possono escludere scenari in cui le banche centrali siano costrette a politiche monetarie meno favorevole al mercato.

CINA


Allargando l’orizzonte, il manager di abrdn indica altri tre aspetti a cui gli investitori dovranno prestare attenzione nel 2022: Cina, investimenti aziendali e recupero dei mercati emergenti. Gli interventi normativi da parte delle autorità cinesi, l'aggravarsi dei problemi del settore immobiliare e gli impatti della strategia zero-Covid nel paese hanno appannato la crescita e le aspettative di breve termine della Cina. “Riteniamo tuttavia che la crescita economica cinese continuerà a superare la media globale, anche se non al ritmo a cui siamo abituati. Nel paese è lungo l’elenco di aziende di alta qualità mentre il mercato obbligazionario è ampio e profondo: due aspetti che continuano ad offrire delle opportunità agli investitori” argomenta Dunbar.

INVESTIMENTI AZIENDALI


Per quanto riguarda invece gli investimenti aziendali è probabile, secondo il manager di abrdn, che l'incremento del costo del lavoro, la razionalizzazione delle catene di fornitura e l’innovazione tecnologica possano spingere a maggiori investimenti. Una tendenza che potrebbe anche riservare sorprese al rialzo. Infine, ma non per importanza, focus sui mercati emergenti. “È vero che soffrono i movimenti avversi nei tassi di interesse globali e sono in ritardo nella capacità di rispondere alla pandemia. Tuttavia, le banche centrali dei mercati emergenti sono state molto più veloci di quelle dei mercati sviluppati nell'aumentare i tassi di interesse per tentare di limitare le pressioni inflazionistiche. Inoltre, i mercati emergenti offrono valore rispetto a molti mercati sviluppati” conclude il Responsabile Multi-Asset Research di abrdn.
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