Le lauree per trovare subito lavoro: ecco quelle che fanno guadagnare di più

La ricerca
di Antonio Cardarelli 4 Agosto 2021 - 11:38

Nell’anno della pandemia l’ingresso nel mondo del lavoro dei neolaureati ha subito un rallentamento. Le lauree del gruppo medico-sanitario e ingegneristico si confermano quelle più remunerative

La pandemia ha avuto impatti sul rapporto tra occupazione e titolo di laurea e sul reddito mensile dei laureati? Una ricerca di Almalaurea ha approfondito, tra i vari temi, anche questi aspetti. Il primo dato rilevante riguarda l’ingresso nel mondo del lavoro dei neolaureati. La pandemia, infatti, ha rallentato il conseguimento del primo impiego a un anno dalla laurea. Il tasso di occupazione è del 69,5% tra i laureati di primo livello e del 68,1% tra quelli magistrali, in calo rispettivamente del 4,9% e del 3,6% rispetto alla precedente rilevazione.

PIÙ SMART WORKING

Lo smart working è sicuramente l’elemento più dirompente rispetto all’ultima ricerca condotta da Almalaurea. Nel complesso, ha riguardato il 19,8% dei laureati di primo livello e il 37% dei laureati di secondo livello nel 2020. Numeri nettamente in crescita rispetto al 3,1% e 4,3% rispetto alla ricerca del 2019. A cinque anni dal titolo, il tasso di occupazione vede favoriti i laureati del gruppo informatica e tecnologie (ICT) con il 97,2% mentre i laureati del gruppo arte e design chiudono la classifica (vedi grafico) con il 76,6%.

(Fonte: AlmaLaurea)

RETRIBUZIONE MEDIA IN AUMENTO

La retribuzione mensile media a un anno dal titolo è leggermente cresciuta: 1.270 euro netti per i laureati di primo livello e 1.364 per quelli di secondo livello, sempre a un anno dal conseguimento del titolo. Un incremento rispettivamente del 5,4% e del 6,4% rispetto al 2019, spiegabile soprattutto con il grande numero di laureati del gruppo medico-sanitario e farmaceutico entrati nel mondo del lavoro nel 2020.

I COMPENSI A UN ANNO DALLA LAUREA

Se il compenso medio evidenzia una differenza di 161 euro netti mensili tra una laurea di primo e una di secondo livello, il gruppo disciplinare impatta in modo rilevante sul compenso. La differenza più rilevante è tra i laureati del gruppo medico-sanitario e farmaceutico rispetto a quelli del gruppo letterario-umanistico. A un anno dalla laurea i primi guadagnano in media 302 euro netti in più rispetto ai secondi. Sempre in confronto ai laureati del gruppo letterario-umanistico, quelli del segmento ICT (informatica e tecnologie) guadagnano 225 euro in più mentre il compenso dei laureati del gruppo ingegneria industriale è superiore di 178 euro mensili.

(Fonte: AlmaLaurea)

I COMPENSI A CINQUE ANNI DALLA LAUREA

Tra i laureati magistrali biennali sono soprattutto i laureati di informatica e tecnologie ICT e del gruppo di ingegneria industriale e dell’informazione che possono contare sulle più alte retribuzioni a cinque anni dalla laurea: rispettivamente 1.841 e 1.837 euro mensili netti. Non raggiungono invece i 1.300 euro mensili le retribuzioni dei laureati dei gruppi psicologico, educazione e formazione nonché arte e design. Tra i magistrali a ciclo unico le retribuzioni più elevate sono percepite dai laureati del gruppo medico e farmaceutico (1.789 euro). Più contenute quelle dei gruppi di architettura e ingegneria civile e giuridico, che raggiungono, rispettivamente, i 1.453 e 1.477 euro mensili.

DIFFERENZE DI GENERE E TERRITORIALI

Restano, infine, le differenze di genere. Secondo la ricerca 2020 di Almalaurea, a parità di condizioni, gli uomini percepiscono in media, a un anno dalla laurea, 89 euro netti in più al mese. Chi lavora al Nord, inoltre, guadagna in media 109 euro mensili netti in più rispetto a chi lavora al Sud.

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