Secondo un sondaggio di Natixis i mercati hanno ancora spazio per salire

Sentiment positivo
di Virgilio Chelli 26 Luglio 2021 - 14:19

La maggior parte degli esperti e strategist di Natixis Investment Managers non vede nell’inflazione il maggior rischio, la ripartenza ha ancora 6-9 mesi davanti

Anche se il mercato sta sperimentando il primo reale aumento dell’inflazione da 13 anni, il maggior rischio per gli investitori potrebbe essere la compiacenza. In ogni caso l’economia globale non è ancora del tutto ripartita, e ci vorranno altri 6/9 mesi perché le riaperture si dispieghino completamente, con i vincitori designati nei settori della tecnologia, dell’healthcare, degli investimenti ESG e dell’edilizia residenziale. Sono le indicazioni che emergono dall’ultimo sondaggio Natixis Investment Managers sulle prospettive del secondo semestre, cui hanno partecipato 42 esperti, compresi 32 esponenti di 16 affiliate del gruppo, 5 esponenti di Natixis Investment Managers e 5 di Natixis Corporate & Investment Banking.

RUGGENTI ANNI VENTI

Guardando al mondo post-pandemia, gli esperti di Natixis ritengono che le conseguenze a lungo termine dell’ultimo anno non si siano ancora completamente manifestate. Le prospettive per fine anno rimangono comunque costruttive, con pochi rischi all’orizzonte, suggerendo agli investitori di rimanere vigili, mentre gli effetti a lungo termine iniziano lentamente a concretizzarsi. I “Ruggenti Anni Venti” sono stati all’altezza delle aspettative nella prima metà del 2021, con la maggior degli indici che hanno segnato ritorni a doppia cifra, e guardando alla seconda metà il parere condiviso dagli strategist è che, in un contesto comunque di ritorni in aumento, gli investitori debbano tener d’occhio inflazione e valutazioni.

IL MURO DELLA PREOCCUPAZIONE

Jack Janasiewicz, Portfolio Manager & Portfolio Strategist di Natixis Investment Managers Solutions, rileva che “il muro della preoccupazione” continua a tenere sotto scacco il sentiment, con molti timori che riguardano il picco di crescita, e ricorda agli investitori di non confonderlo con il picco del momentum. Janasiewicz si aspetta che il ritmo della ripresa rallenti, ma restando su livelli ancora assolutamente in grado di sostenere gli utili aziendali. Dal sondaggio non emerge un rischio predominante, l’inflazione è vista come transitoria, guidata dai consumatori appena usciti dai lockdown e dai colli di bottiglia.

VALUE VISTO ANCORA VINCENTE

Secondo gli esperti interpellati, sui mercati azionari il value continuerà a farla da padrone, con il 64% che vede ancora qualche mese di corsa mentre solo un quarto crede che la sovraperformance possa andare avanti per qualche anno. Solo il 10% ritiene il rally dei ciclici concluso, un’opinione più diffusa tra gli strategist. Di tutti i fattori che potrebbero influenzare la performance di mercato nella seconda metà del 2021, gli strategist riconoscono la rilevanza della Fed, a cui sono legate anche le prospettive dei mercati emergenti nella seconda metà dell’anno, in quanto dipendono dalla stabilità del dollaro e dei tassi.

BENE GLI ESG, SCETTICISMO SULLE CRIPTOVALUTE

Prendendo in considerazione due delle principali storie di investimento emerse dalla pandemia, gli strategist di Natixis hanno mostrato maggior convinzione sugli investimenti ESG, che hanno generato risultati molto solidi, mentre le criptovalute, pur conquistando i titoli dei giornali non solo viste come un’alternativa valida alle monete tradizionali. Gli intervistati hanno infine visto pochi cambiamenti rispetto allo scorso anno per quanto riguarda i possibili vincitori.

STAY-HOME ECONOMY DESTINATA A DURARE

Quest’anno infatti le preferenze vanno alla tecnologia per l’88%, all’healthcare per l’83%, agli investimenti ESG per il 76%, e all’edilizia residenziale per il 74%. Ben sei strategist su dieci inoltre mettono nella colonna dei vincitori l’economia dello stay-at-home, sembra che molti pensino ci vorrà del tempo prima che riemerga il tema del ritorno in ufficio, mentre le convinzioni non sono altrettanto forti quando si parla di energia, vista solo dal 38% vincente rispetto al 62% che la giudica perdente, e di viaggi, con gli strategist divisi sulle due opzioni, in una prospettiva che si allinea con una riapertura completa nella prima metà del 2022 piuttosto che nell’ultima metà del 2021.

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