Naspi, come fare domanda per chiedere lo sconto sulle tasse

Indennità di disoccupazione
di Fabrizio Arnhold 12 Luglio 2021 - 12:05

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato le nuove disposizioni per l’esenzione fiscale Naspi. Ecco quando e come lo sconto riconosce la non imponibilità ai fini Irpef

In alcuni casi la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) può considerarsi esentasse. Su questo aspetto si è espressa recentemente l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 55130/E/2021, che ha nello specifico chiarito i criteri e le modalità atte a consentire l’esenzione. Vediamo quando il contributo erogato a chi ha perso il lavoro non è imponibile ai fini fiscali.

COS’È LA NASPI

Prima di entrare nel merito della questione, potrebbe essere utile ricordare cos’è la Naspi. Si tratta di una indennità mensile di disoccupazione per lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, “erogata in relazione a eventi di disoccupazione involontaria verificatisi a partire dal 1° maggio 2015”, si legge sul sito dell’Inps. La Naspi sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI.

A QUANTO AMMONTA

L’importo della Naspi varia in base al reddito percepito nei quattro anni precedenti la domanda di disoccupazione. Nel caso in cui il reddito percepito sia inferiore all’importo di riferimento mensile stabilito dalla legge (1.277,55 euro per il 2021), l’importo della Naspi è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.

DIPENDE DALLA RETRIBUZIONE MEDIA

Se invece la retribuzione media è superiore all’importo di riferimento annuo, la Naspi sarà pari al 75% dell’importo di riferimento annuo, sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il predetto importo. L’importo massimo di indennità non può superare 1.335,40 euro al mese. Dal 91esimo giorno questo importo si riduce del 3% al mese.

CHI PUÒ CHIEDERE L’ESENZIONE NASPI

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che possono chiedere l’esenzione Naspi i lavoratori intenzionati a ricevere la liquidazione anticipata: in un’unica soluzione dell’importo complessivo spettante, non ancora erogato; a titolo di incentivo per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico abbia ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio.

I DOCUMENTI DA ALLEGARE ALLA RICHIESTA

Nel caso siano rispettate queste due condizioni, i soggetti interessati sono tenuti a presentare anche determinati documenti, al fine del riconoscimento dell’esenzione. Occorre allegare alla richiesta l’attestazione di avvenuta iscrizione della cooperativa nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio, nonché nell’Albo nazionale delle società cooperative gestito dalle Camere di Commercio unitamente all’indicazione degli estremi per la successiva verifica. Serve anche lo stralcio dall’elenco dei soci corredato da una dichiarazione del presidente della cooperativa. E, infine, si dovrà allegare la dichiarazione sostitutiva di atto di atto di notorietà, in cui il richiedente dichiara di destinare l’intero importo percepito al capitale sociale della cooperativa.

IL PROVVEDIMENTO DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate ha stabilito con il provvedimento n.155130/E/2021 è che in presenza dei requisiti spiegati (Naspi anticipata in un’unica soluzione e destinata alla sottoscrizione di capitale sociale di una cooperativa), l’importo dell’indennità non è imponibile ai fini Irpef. L’Istituto erogatore della Naspi, quindi l’Inps, non applicherà le ritenute fiscali Irpef, erogando di fatto l’importo esentasse. Agendo da sostituto di imposta, infine, certificherà l’erogazione del trattamento utilizzando gli appositi campi che saranno riservati nel modello di Certificazione unica.

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