Investire in obbligazioni

Il fascino dei rendimenti del debito immobiliare e dei mercati emergenti

Si diffonde l’approccio responsabile nei portafogli obbligazionari ma il focus dei rendimenti è su debito emergente, high yield e bond immobiliari. I tassi dei Treasury USA a 5-7 anni indicano il trend di mercato

di Leo Campagna 7 Giugno 2021 - 9:45
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TRE SCENARI PER IL 2021


Nell’articolo Amundi: torna l’inflazione ma non il rendimento, azioni scelta obbligata gli esperti di Amundi propongono tre scenari per la seconda parte del 2021. Quello di riferimento, a cui assegna un 60% di probabilità, prevede una ripresa economica ‘a più velocità’, più robusta negli Stati Uniti e in Europa e più modesta nei Mercati Emergenti, mentre la combinazione di ‘colli di bottiglia’ produttivi e distributivi, di pressioni sui costi e di tensioni salariali favorirà strappi al rialzo dell’inflazione, che si normalizzerà ma a livelli più elevati. La ripresa sarà supportata da politiche monetarie e fiscali accomodanti, che consentiranno anche la stabilizzazione del debito pubblico rispetto al PIL. In questo scenario si attenuano anche i rischi di default societari, specialmente per gli emittenti a rating più basso.

FOCUS SI RENDIMENTI DEI TREASURY USA 5-7 ANNI


L’inflazione Usa ha sorpreso al rialzo in aprile anche a livello di indice ‘core’, che esclude alimentari ed energia ed è molto guardato dalla Fed, che nei prossimi mesi si spingerà probabilmente ben oltre il 2,25% restando a quel livello per un periodo prolungato. In pratica viene raggiunto l’obiettivo della Federal Reserve, anche se mancano ancora importanti passi avanti dell’occupazione, e cresce la probabilità che la banca centrale riduca gli acquisti di asset prima del previsto. I rendimenti nella parte centrale della curva dei Treasury, tra 5-7 anni, dovrebbe anticipare il trend, e forzare la stessa Fed a variare la tempistica di rialzo dei tassi di interesse, attualmente previsto non prima del 2023. Lo sostiene nell’articolo L’inflazione negli Usa può spingere la Federal Reserve a ridurre gli stimoli Jared Franz, economista di Capital Group, aggiungendo però che i dati sono ancora troppo volatili e le prospettive troppo incerte perché la Fed possa procedere a importanti aggiustamenti.

GREEN BOND, L’IMPORTANZA DI UNA VALUTAZIONE ATTIVA


Evariste Verchere, Head of Public Debt Portfolio Management di BlueOrchard, società di gestione degli investimenti affiliata di Schroders, nell’articolo Green bond, perché l’etichetta ESG da sola non è più garanzia di sostenibilità ha provato a fare un po’ di chiarezza nell’universo sempre più ampio delle emissioni obbligazionarie ESG, sottolineando l’importanza di una valutazione attiva sull’impatto delle risorse provenienti dai proventi delle obbligazioni. Ci si potrebbe aspettare che un’azienda che emette un green bond abbia a cuore la riduzione dell’intensità di carbonio, ma in realtà gli attuali principi di emissione di questo tipo di obbligazioni non lo richiedono necessariamente.

UN APPROCCIO RESPONSABILE ALLA GESTIONE DEL BUSINESS


Con il fondo BlueBay Impact-Aligned Bond gli investitori possono coniugare rendimenti competitivi, diversificazione geografica e un portafoglio di aziende allineate a fornire contributi positivi ad ambiente e società. Il team di gestione del BlueBay Impact Aligned-Bond Fund riferisce infatti regolarmente su come il portafoglio e i suoi investimenti si stiano muovendo, adottando una serie di rigorose metriche ESG. Un capitolo importante è, come illustrato nell’articolo La strategia che investe nelle aziende che hanno un contributo positivo su ambiente e società, anche quello dedicato ad una migliore comprensione delle aziende che hanno un impatto positivo: attraverso l’analisi della loro rendicontazione sull’impatto sociale e ambientale, è possibile ottenere informazioni dettagliate su come stanno posizionando la loro attività per conquistare le opportunità di mercato, oltre a garantire che stiano sposando un approccio responsabile alla gestione del proprio business.

SCEGLIERE GLI EMITTENTI VINCENTI


È difficile che gli spread possano ampliarsi in misura consistente, a meno che non venga meno il sostegno delle Banche Centrali, mentre un ulteriore restringimento è possibile. Gli investitori lo sanno e comprano sui minimi. Sono le conclusioni cui giunge nell’articolo J.P. Morgan: gli high yield tengono bene, storni occasioni di acquisto il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, che esprime la convinzione che con l’avanzare del ciclo sarà sempre più importante per gli investitori operare con selettività, scegliendo gli emittenti vincenti nel lungo periodo in un mondo post-COVID ed evitando quelli che potrebbero non riprendersi mai o non riuscire a darsi sufficiente solidità di bilancio. Il Team sottolinea comunque la solidità dei fondamentali, dovuta al tendenziale miglioramento dei rating e al fatto che i tassi di insolvenza sembrano essere in calo rispetto a quelli che sono normalmente i massimi del ciclo, mentre anche i dati sugli utili societari del primo trimestre sono stati rassicuranti.

I RENDIMENTI ATTRAENTI DEL DEBITO IMMOBILIARE


Nell’articolo Schroders: il debito immobiliare mantiene un forte appeal emerge un outlook di medio termine positivo per il real estate, dopo che i mercati hanno superato la crisi da Covid-19 con un tasso di vacancy, cioè di spazi vacanti, ai minimi in molte aree. Al momento la crescita economica non è ancora ‘genuina’, ma piuttosto ancora un rimbalzo dopo la recessione causata dalla pandemia, e quindi il mercato degli affitti può essere debole. Ma questo è controbilanciato da un’offerta limitata, dovuta principalmente al permanere di una certa cautela, mentre le previsioni a cinque anni restano incoraggianti.
Inoltre, il debito immobiliare può offrire rendimenti attraenti, per il flusso di reddito che si aggiunge al “premio di illiquidità” rispetto al debito corporate con ranking simili, mentre anche le caratteristiche in termini di rischio sono favorevoli rispetto ai bond corporate e all’equity, grazie alla garanzia rappresentata dall’immobile fisico, mentre la sensibilità ai tassi di interesse è limitata dalle cedole variabili. Seza dimenticare, come rilevano gli esperti di Schroders, la correlazione con l’S&P 500 storicamente negativa.

UNA SOLIDA RIPRESA DELLA CRESCITA DEGLI EMERGENTI


Infine, come argomenta nell’articolo PIMCO: mercati emergenti di corsa con manifattura e materie prime Pramol Dhawan, Global Head of Emerging Markets di PIMCO “dovrebbe materializzarsi una solida ripresa della crescita degli emergenti per il resto del 2021, guidata da un forte ciclo manifatturiero e dei prezzi delle materie prime, tale da spingere la domanda di valute locali, seguita dal credito sovrano”. Riguardo alle obbligazioni denominate in valuta locale, il manager di PIMCO ricorda come gli investitori richiedano premi di tasso reali più elevati per compensare i livelli di debito e i deficit primari che continuano a essere significativi. Una fase nella quale si configurano occasioni di raccolta di un carry elevato nei mercati con curve ripide quando l’inflazione raggiunge i picchi e le pressioni sul deficit fiscale si allentano sulla scia della probabile prossima ripresa ciclica.
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