PIMCO: mercati emergenti di corsa con manifattura e materie prime

Focus sull'inflazione
di Leo Campagna 1 Giugno 2021 - 19:00

Secondo Pramol Dhawan (PIMCO) i dati demografici favorevoli e la distribuzione dei vaccini sembrano destinati a limitare il Covid-19 spianando la strada ad una robusta ripresa economica degli emergenti

Una forte accelerazione della crescita economica nella seconda metà di quest’anno in parallelo ad una diminuzione della tragedia umana di portata globale causata dalla pandemia. Sono le previsioni formulate sui paesi in via di sviluppo da Pramol Dhawan, Global Head of Emerging Markets di PIMCO.

SUDAFRICA, TURCHIA E INDIA

“Ci sono buone possibilità che, grazie alle attuali campagne di vaccinazione, si possa raggiungere il 60% di copertura della popolazione nel terzo trimestre in Europa centrale e in Cile, seguite da una serie molto più ampia di emergenti nel quarto trimestre (Cina, Messico, Brasile, Malesia e Corea)”, fa sapere il manager. Dhawan, sottolinea inoltre che anche in paesi come Sudafrica, Turchia, la regione andina dell’America Latina e l’India, dove le soglie del 60% potrebbero non essere raggiunte fino alla prima metà del 2022, le popolazioni giovani con tassi più alti di immunità naturale dovrebbero alleviare la necessità di lockdown persistenti o rigorosi.

TASSI DI INTERESSE REALI USA AI MINIMI DI 50 ANNI

Nel frattempo, l’ondata di riaperture ha impresso un’accelerazione ai prezzi delle materie prime che costituiscono un potenziale motore economico chiave per i molti mercati emergenti che dipendono dalle esportazioni di commodity. Inoltre, come fa notare Dhawan, i tassi d’interesse reali a breve termine degli Stati Uniti sono recentemente scesi ai minimi di 50 anni, fornendo un ulteriore sostegno ai flussi di capitale verso il mondo in via di sviluppo da parte degli investitori alla ricerca di rendimento. “In ogni caso, non tutte le economie emergenti si riprenderanno in maniera uniforme. Il turismo, in particolare, sarà l’ultimo settore a normalizzarsi, e questo costituirà un freno che sembra ben prezzato in mercati come la Turchia, la Thailandia e la Repubblica Dominicana”, puntualizza il manager di PIMCO.

RISCHI E INCERTEZZE

Più in generale, restano sul tavolo rischi e incertezze che possono influenzare le previsioni. Prendiamo la Cina che, adottando una combinazione di rigidi lockdown e forti stimoli al credito, è stata la prima economia a normalizzare la crescita dopo l’iniziale scoppio del virus l’anno scorso. Pechino ha iniziato a ritirare gli stimoli esponendo la crescita economica a rischi qualora i casi di virus dovessero aumentare, in particolare alla luce della popolazione più anziana di questa regione. “Tuttavia, in quel caso, crediamo che ci siano spazi fiscali per ammortizzare tali shock”, riferisce Dhawan.

INFLAZIONE TRANSITORIA

Il manager non trascura nemmeno i possibili disordini sociali che potrebbero scatenarsi con il ritiro degli stimoli. Questo tipo di incertezza, tuttavia, è di solito incorporata nei prezzi delle attività e raggiunge i picchi poco prima del momento delle elezioni, offrendo opportunità potenzialmente interessanti quando i premi di rischio svaniscono dopo il voto. Per quanto riguarda invece l’impennata dell’inflazione nominale secondo Dhawan, l’ampio output gap negativo, la debolezza della domanda interna e l’apprezzamento dei tassi di cambio suggeriscono che il picco dei prezzi al consumo sia di tipo transitorio.

UNA SOLIDA RIPRESA DELLA CRESCITA DEGLI EMERGENTI

“Dovrebbe materializzarsi una solida ripresa della crescita degli emergenti per il resto del 2021, guidata da un forte ciclo manifatturiero e dei prezzi delle materie prime, tale da spingere la domanda di valute locali, seguita dal credito sovrano”, argomenta Dhawan. Il Global Head of Emerging Markets di PIMCO, riguardo alle obbligazioni denominate in valuta locale, ricorda come gli investitori richiedano premi di tasso reali più elevati per compensare i livelli di debito e i deficit primari che continuano a essere significativi. Una fase nella quale si configurano occasioni di raccolta di un carry elevato nei mercati con curve ripide quando l’inflazione raggiunge i picchi e le pressioni sul deficit fiscale si allentano sulla scia della probabile prossima ripresa ciclica.

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