Titoli ciclici, Italia, small cap e real asset i trend da seguire

Idee di investimento
di Leo Campagna 10 Maggio 2021 - 11:32

Mentre l’ascesa del Nasdaq ora è pilotata dagli utili aziendali realizzati, la ripresa è guidata da Cina e Stati Uniti e favorisce i titoli ciclici, le small cap e i real asset. Il piano PNRR di Draghi spinge l’Italia

RIPRESA TRAINATA DA USA E CINA

Lo scenario di base Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager, di Pictet Asset Management, al momento prevede una ripresa a V trainata soprattutto da Stati Uniti e Cina, quindi sostanzialmente costruttivo, ma che presenta appunto tre rischi: la divergenza di politiche in USA e Eurozona, il graduale esaurimento della liquidità attraverso il Quantitative Easing di Stati Uniti ed Unione Europea e valutazioni degli utili brillanti ma da verificare, anche per la possibile revisione della tassazione sui capital gains e sulle società statunitensi. Negli Stati Uniti, si legge nell’articolo “Politiche monetarie: Europa più a rischio degli Usa in caso di errore di policy”, il quadro resta comunque incoraggiante, con i consumi che spingono la crescita del PIL, e con la possibilità concreta di ulteriori sorprese positive. In Europa invece il riassorbimento dello “slack” economico richiederà non meno di un altro anno e mezzo/due.

FOCUS SU TITOLI CICLICI, SMALL CAP E REAL ASSET

La ripresa, fa notare nell’articolo “Perché puntare su azioni cicliche, small cap e real asset per i prossimi 12-18 mesiErik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman, è stata sospinta da supporti senza precedenti: dalle politiche monetarie delle banche centrali ai piani di stimolo fiscale su entrambe le sponde dell’Atlantico, rivoluzionari da un punto di vista delle dimensioni, dagli elevati livelli di risparmio e dalla robusta domanda dei consumatori. Questi fattori, secondo Knutzen, continuano a sostenere un’esposizione agli asset rischiosi, con alcune sfumature importanti a cominciare dalle pressioni inflazionistiche maggiori rispetto ai due o tre cicli precedenti. Il manager di Neuberger Berman, di conseguenza, predilige sia le azioni cicliche e le aziende di dimensioni più piccole, ma anche i real asset, attraverso le materie prime, il settore immobiliare o i titoli azionari collegati a questi settori.

INDICE NASDAQ GUIDATO DALLA CRESCITA DEGLI UTILI

Le valutazioni elevate, in termini di rapporto prezzo – utili (p/e), rendono i titoli tecnologici vulnerabili, tuttavia la dinamica dei profitti sembra scongiurare l’ipotesi di correzioni profonde. Attualmente il rapporto p/e forward (cioè in base agli utili attesi a 12 mesi) è a 32. A parte il boom della new economy del 2000, rappresenta uno dei valori più alti della storia dell’indice tecnologico. Il confronto rispetto a 10 mesi fa offre però una interessante chiave di lettura del mercato. “Il 10 giugno 2020 il Nasdaq era a circa 10.000 punti, con utili attesi di 320 dollari (e un p/e di 31,2) mentre al 27 aprile 2021, con l’indice oltre i 14.000 punti, il p/e si attestava a 32 grazie ai 435 dollari di profitti attesi. In sintesi, dopo la grande espansione dei multipli avvenuta nella primavera 2020, il successivo +41% del Nasdaq è riconducibile quasi interamente alla crescita degli utili attesi dell’indice”, puntualizza Antonio Anniballe, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR nell’articolo “Adesso sono gli utili realizzati a guidare lo slancio della tecnologia”.

SEMICONDUTTORI DA 15 AZIENDE A SOLI 3 COLOSSI

Anche il settore dei semiconduttori ha mostrato una certa esuberanza in Borsa: è infatti uno dei segmenti growth con la crescita più impetuosa, ma in larga parte commisurata all’andamento degli utili (+70% dai minimi del 2020). Come spiega nell’articolo “Ecco perché i semiconduttori stanno diventando il nuovo petrolioMathews Cherian, Portfolio Manager di Capital Group, il segmento dei chip di memoria è sempre stato ciclico, come le materie prime, e nel tempo si è ridotto da circa 15 aziende a livello globale a soli tre colossi, primo fra tutti la coreana Samsung Electronics, mentre il settore è divenuto più disciplinato e razionale. Anche se la Corea ospita quasi 3/4 dei produttori globali di chip di memoria, gli Stati Uniti continuano a dominare il mercato globale dei semiconduttori con una quota del 47% circa proprio per la loro predominanza nell’intellectual design, nelle attrezzature e nel cosiddetto “fabless”.

IL MODO MIGLIORE PER INVESTIRE NELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

David M. Egan, Analista senior – Semiconduttori e Responsabile leadership di pensiero e ricerca di Columbia Threadneedle Investments, nell’articolo “Alla ricerca del modo migliore per investire nell’intelligenza artificiale”, afferma che prima le aziende si convertono all’automazione intelligente e prima acquisiscono un vantaggio di produttività e crescita rispetto agli altri competitor in ritardo. “Gli effetti di questa tendenza sono già evidenti nel settore tecnologico statunitense, ma siamo convinti che la diffusione dell’automazione intelligente in una più ampia gamma di settori possa determinare un’analoga divergenza di tassi di crescita e redditività tra le imprese leader e le altre”, riferisce Egan. Il manager, a questo proposito, interrogandosi su quale sia il modo migliore per investire in questo trend, non limita la propria analisi ai settori della tecnologia e di Internet, ma allarga il raggio d’azione anche alle opportunità presenti tra i produttori di strumenti per l’intelligenza artificiale.

AZIONI DI QUALITÀ PERFORMANCE DURATURE NEL TEMPO

Jonathan Allison, Investment Director, European Equities, di Aberdeen Standard Investments, suggerisce di guardare a società con modelli di business solidi e posizioni competitive, che stanno già offrendo rendimenti superiori alla media. Il loro vantaggio, si legge nell’articolo “Le azioni di qualità ripagano: ecco come sceglierle”, consiste nel fatto che hanno più probabilità di continuare a registrare ottime performance per più tempo di quanto il mercato non si aspetti. Gli elevati rendimenti a breve termine potrebbero rendere le azioni di queste società più costose della media, eppure gli operatori di mercato tendono ancora a non tenere conto di questo aspetto. Se le società raggiungono solide performance anno dopo anno, gli investitori dovranno rivalutarne le azioni, con il risultato di una sovra-performance.

I TREND DA SEGUIRE

Trasformazione digitale, classe media emergente, salute e benessere. Sono i trend da seguire secondo Jack Neele, Portfolio Manager del Robeco Global Consumer Trends di Robeco. L’esperto, nell’articolo “I trend che modificano i consumi globali: la strategia di Robeco”, parte proprio dalla trasformazione digitale dei consumi, che vede la crescita dell’e-commerce negli acquisti retail, con i consumatori sempre più propensi a scegliere pagamenti digitali e online anche per il food delivery. L’altro trend seguito da Neele è quello della classe media emergente, i cui consumi stanno crescendo molto rapidamente a favore di aziende operative nel gaming, nell’istruzione e nella cura della persona, senza dimenticare l’ottimo posizionamento dei brand di lusso. La ricerca di uno stile di vita sano è l’altro trend seguito in questo momento da Robeco, una tendenza che vede crescere i consumi di alimenti più sani, la spesa per le attività sportive e una maggiore inclinazione a possedere e prendersi cura di animali domestici.

FOCUS SULL’ITALIA

A proposito di trend da seguire, Guido Brera, Direttore Investimenti di Kairos non ha dubbi sulle prospettive positive dell’Italia: uno dei due posizionamenti strategici di Kairos è infatti proprio focalizzato esclusivamente sull’Italia. “Con il comparto KIS Italia PIR, privilegiamo i titoli più liquidi tramite i quali sfruttare al meglio gli sviluppi legislativi e gli incentivi fiscali introdotti. Il comparto KIS Patriot, invece, è orientato sui titoli small e mid cap mentre il fondo KAIS Renaissance ELTIF sta per chiudere con una raccolta di 50 milioni di euro, destinati ad asset liquidi e illiquidi, dove si annidano le più significative sacche di inefficienza del nostro Paese. Infine, per completare la nostra gamma d’offerta per investire sull’asset Italia, stiamo per lanciare un Venture Capital”, specifica nell’articolo “Kairos: come scegliere gli investimenti per sfruttare la ripartenza dell’Italia” il Direttore Investimenti di Kairos.

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