Attese e mercati: trimestrali Usa, la settimana dei big dell’energia

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di Virgilio Chelli 19 Ottobre 2020 - 9:57

La Cina mostra i muscoli, PIL in accelerazione nel terzo trimestre. Non è scontato che una vittoria di Biden spinga giù il prezzo del petrolio. Sulle azioni europee pesa il rischio lockdown, anche se le trimestrali sono attese positive

LA CINA MOSTRA I MUSCOLI ECONOMICI

Nell’anno della pandemia che ha bloccato le economie globali e inflitto segni meno a due cifre ai dati sulla crescita dei principali paesi, ce n’è uno che ha messo a segno un +3,2 % del PIL reale anno su anno nel secondo trimestre, quello terribile per Europa e Stati Uniti, ed è riuscito addirittura ad accelerare al +4,9% nel terzo. Si tratta ovviamente della Cina, dove è cominciata la storia del Covid, che sta mostrando una straordinaria resilienza dell’attività economica, trainata di consumi interni. Certo non siamo ancora al target di crescita fissato dal governo di Pechino attorno al 6%, ma questo prima della pandemia, ma sicuramente di fronte a un’economia che sembra avere una marcia in più e che dipende sempre meno dalle esportazioni verso il resto del mondo. A prenderne atto, come ha sottolineato Financialounge.com, è stata in primo luogo la moneta nazionale, lo yuan, che anche qui a differenza del resto del mondo si apprezza senza dare fastidio, come fa invece in Europa un euro un po’ troppo forte. Alle autorità sicuramente non dispiace, visto che i tassi di interesse sono tenuti fermi da sei mesi consecutivi.

SE GLI ENERGETICI RIALZANO LA TESTA

Il piatto forte delle trimestrali USA in settimana sono i grandi titoli energetici, si comincia con Halliburton e si va avanti con Baker Hughes e Kinder Morgan. Il prezzo del petrolio è stato tra le principali vittime della crisi da Covid, si presenta all’appuntamento elettorale americano sotto di circa il 20% rispetto all’insediamento di Trump a gennaio 2017, e molti stimano che una presidenza Biden lo penalizzerebbe ulteriormente insieme ai titoli Oil & Gas. Non così Goldman Sachs, che secondo quanto riporta Reuters resta rialzista su petrolio e gas nel 2021, citando le recenti oscillazioni dei prezzi, che si girano al rialzo quando aumentano le attese di nuovi stimoli, che darebbero impulso all’economia. Inoltre, secondo Goldman, i piani di economia verde di Biden per essere realizzati richiedono nuove infrastrutture, che almeno per la loro realizzazione hanno bisogno di consumare energia tradizionale, creando una domanda che si aggiungerebbe a quella generata dagli ingenti stimoli fiscali.

LE AZIONI EUROPEE APPESE AL VIRUS

Dopo quelle americane, la cui stagione entra nella seconda settimana, tra poco è la volta delle trimestrali dell’azionario europeo, da cui potrebbe arrivare qualche raggio di luce. Secondo i dati di Refinitiv, gli analisti sono sempre più ottimisti sugli utili delle società che compongono l’indice pan-europeo STOXX 600, con le attese di declino degli utili, che avevano toccato il picco di -50% in primavera quando l’intero continente era in lockdown, si sono ridimensionate successivamente a un -40% e secondo le ultime rilevazioni si assestano al -36,7% anno su anno. E c’è chi pensa che siano ancora valutazioni troppo prudenti. Lo STOXX 600 viaggia oggi appena sotto la linea mediana del range di 10 punti percentuali entro il quale si sta muovendo da giugno, e sorprese positive dalle trimestrali potrebbero dargli una spinta. Ma sul tutto pende la spada di Damocle della nuova ondata di contagi che potrebbe riportare i lockdown e spegnere sul nascere ogni spunto positivo che arrivasse da trimestrali migliori delle attese.

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