Iva più bassa se si paga con carta di credito

Moneta elettronica
di Fabrizio Arnhold 1 Luglio 2020 - 17:00

La misura su cui sta ragionando il governo prevederebbe uno sgravio dell’Iva per chi utilizza sistemi di pagamento tracciabili. Da oggi scende il limite per l’uso dei contanti

Pagare tutti ma un po’ meno. Il dibattito sul taglio dell’Iva ha tenuto banco nei giorni scorsi, con premier Giuseppe Conte che puntava ad introdurlo e il ministro dell’Economia Gualtieri che ha subito precisato come mancassero le coperture. Potrebbe esserci però un modo per ridurre l’Iva, ossia quello di prevedere degli sgravi per chi paga con un metodo tracciabile, ossia una carta di credito o di debito, “per far sì che tutti paghino le tasse e tutti possano pagare meno”.

MENO IVA SE SI PAGA CON LA CARTA

L’obiettivo del governo è quello di ridurre l’evasione fiscale e pagare con moneta elettronica è uno dei modi per raggiungerlo. “L’ipotesi su cui si può ragionevolmente lavorare delineando un meccanismo efficace e produttivo di effetti è di mettere insieme le due istanze dando una scossa ai consumi attraverso un possibile sgravio dell’Iva a chi ricorre alla moneta elettronica”, ha commentato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo al question time alla Camera.

MODERNIZZARE IL PAESE

“Si potrebbe cioè ricorrere – osserva il premier – a un meccanismo incentivante che consente di rilanciare la domanda modernizzando il paese, incentivare i pagamenti digitali e quindi far sì che tutti paghino le tasse e tutti possano pagare meno”.

LE NOVITÀ FISCALI IN VIGORE DA OGGI

Dal 1° luglio, entrano in vigore i nuovi limiti all’uso del contante: la nuova soglia per i pagamenti sarà di 2mila euro. Sempre oggi entrano in vigore anche due incentivi introdotti dal Dl Rilancio, ossia l’ecobonus al 110% e il bonus vacanze. Previsto anche un aumento in busta paga per i lavoratori dipendenti, grazie al taglio del cuneo fiscale. Infine, scatta l’obbligo anche per i professionisti di accettare i pagamenti tramite Pos, ma potranno beneficiare di un credito di imposta del 30% delle commissioni applicate dalle banche.

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