Perché il Covid-19 dà un vantaggio ai titoli tech cinesi

azioni tecnologiche
di Virgilio Chelli 29 Maggio 2020 - 7:45

Capital Group analizza le conseguenze della pandemia per il settore tecnologico, che dopo alcuni vantaggi iniziali dovrà affrontare la disgregazione della domanda globale, con i grandi player cinesi favoriti

La pandemia di Covid-19, tra gli altri effetti, ha determinato inizialmente uno sconvolgimento in tutto il settore tecnologico che è partito in Cina, con interruzioni della catena di fornitura principalmente nell’hardware. Ma la Cina è tornata al lavoro proprio mentre la pandemia diventava globale, e ora nel suo complesso il settore della tecnologia si trova ad affrontare un problema ancora più grande, vale a dire la disgregazione della domanda globale, soprattutto nei prodotti di consumo, proprio mentre l’economia mondiale è entrata in recessione.

LE RICADUTE ARRIVERANNO NELLA SECONDA METÀ DEL 2020

Partendo da questa premessa, Julie Dickson, Investment Director di Capital Group, prevede che le ricadute di questa disgregazione della domanda si presenteranno nella seconda metà del 2020, a causa dei lunghi tempi di produzione, mentre per ora non si osserva un grande impatto sulle aziende dei semiconduttori. Secondo l’esperta di Capital Group è anche importante considerare come il lancio di nuovi prodotti, come per esempio nuovi cellulari, sarà ritardato a causa dei lockdown e delle limitazioni ai viaggi.

IL COVID-19 HA IMPRESSO UNA FORTE ACCELERAZIONE

Nei settori di internet e del software, il Covid-19 ha velocizzato alcune tendenze che erano emerse negli ultimi cinque o dieci anni, come l’adozione accelerata dell’e-commerce, dei servizi di consegna di prodotti alimentari, del tempo trascorso sulle piattaforme video e l’adozione sempre più frequente di servizi basati sul cloud da parte delle aziende. Secondo la Dickson, è probabile che questa accelerazione spinga la domanda dei data center, che potrebbe a sua volta guidare la domanda di semiconduttori e potenzialmente contribuire a compensare la debolezza delle applicazioni legate ai consumatori.

IN CINA CON IL VIRUS SI È ALLARGATA LA BASE DI UTENTI

L’esperta di Capital Group osserva che molte internet company in Cina hanno acquisito tanti nuovi utenti in questo periodo, come ad esempio, la generazione più anziana, che non aveva mai fatto acquisti online prima, e che invece sta adottando sempre più l’e-commerce. Ma hanno subito l’impatto anche le internet company che dipendono fortemente dalle entrate pubblicitarie, soprattutto perché ne hanno risentito le piccole-medie imprese che rappresentano importanti inserzionisti per queste realtà.

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LO STREAMING IN DIRETTA HA ACCELERATO L’E-COMMERCE

Per l’e-commerce, la tendenza più importante del 2020 è lo streaming in diretta, un fenomeno unico in Cina, che probabilmente si diffonderà anche in altri Paesi Emergenti come quelli del Sudest asiatico. Il live streaming era già popolare in Cina prima del virus, ma durante il blocco, i rivenditori online hanno abbracciato sempre più il servizio, che ha il pregio di ridurre il tempo tra lo stimolo dell’interesse del cliente e l’effettivo acquisto, un processo ormai di soli cinque-dieci minuti, mentre nell’esperienza di consumo tradizionale passa molto tempo tra la pubblicità, la ricerca e il completamento dell’acquisto.

LA CINA ERA INDIETRO NEL CLOUD MA CON LA CRISI HA ACCELERATO

Anche il governo cinese stia iniziando a riconoscere pienamente il valore dei pagamenti in mobilità ed è pronto a esportare le tecnologie nazionali in altri Paesi emergenti dell’Asia, mentre per quanto riguarda il cloud, rispetto agli Stati Uniti la Cina storicamente è stata più lenta nell’adozione, anche se si è assistito a una rapida crescita di alcune piattaforme, guidata principalmente da start-up e società internet e non da business tradizionali. Il Covid-19 ha cambiato questo panorama, afferma l’esperta di Capital Group, poiché le piattaforme cloud sono la soluzione per operare in remoto durante il blocco. In passato molte aziende erano riluttanti ad adeguare i loro processi di business ad alta intensità di lavoro, ma ora guardano alla trasformazione dei processi. E in Cina, le opportunità a livello domestico rimangono enormi per l’e-commerce e il cloud.

DIVENTATA PIÙ DIFFICILE LA PENETRAZIONE IN CINA

Capital Group prevede che sarà un’ardua battaglia per le aziende tecnologiche globali penetrare in Cina, poiché le realtà locali sono forti nel loro mercato locale e hanno già modellato il comportamento degli utenti. Al contrario, invece, alcune aziende cinesi hanno ambizioni globali, mentre altre potrebbero essere meglio posizionate per servire i mercati emergenti. Probabilmente, è la conclusione di Julie Dickson, ci sarà un’attenzione sempre maggiore da parte delle autorità di regolamentazione se le aziende tecnologiche cinesi cercheranno di acquisire player negli Stati Uniti e in Europa.