azionario Usa

Il virus rallenta e spinge al rialzo le Borse

Il team di gestione di Raiffeisen Capital Management sottolinea il rimbalzo avvenuto specialmente sull’azionario Usa, ma tiene la guardia alta sui potenziali rischi

di Chiara Merico 16 Maggio 2020 15:00

Il rallentamento dei contagi è diventato un trend evidente: nelle ultime settimane la diffusione della pandemia ha frenato in Europa e in gran parte dell'Asia, e anche negli Stati Uniti la tendenza dei nuovi contagi e dei decessi ora punta verso il basso. Questo sta consentendo i primi allentamenti evidenti delle contromisure in molti Paesi, e anche i mercati finanziari sono stati stimolati in modo significativo, spiega una nota a cura del team di gestione di Raiffeisen Capital Management.

RALLY PER GLI INDICI AMERICANI


Per quanto riguarda i mercati azionari, “l'indice S&P500 ha ridimensionato le perdite da inizio anno a meno del 10%, mentre il Nasdaq è di nuovo in territorio positivo, così come alcuni settori, tra cui quello dei titoli healthcare”. Livelli di prezzo che non farebbero pensare al fatto che “il tasso di disoccupazione statunitense sia passato dal livello minimo degli ultimi 50 anni ai massimi degli ultimi 90 anni, e che gran parte dell'economia stia lottando con le conseguenze della pandemia e dei conseguenti blocchi imposti in tutto il mondo”, osserva il team.

RIPRESA PIÙ CAUTA NEL RESTO DEL MONDO


Secondo gli esperti di Raiffeisen, “si potrebbe pensare che i titoli statunitensi abbiano scontato la peggiore recessione degli ultimi decenni ancora prima che iniziasse, ma questo è vero solo in parte. In effetti, sono soprattutto le enormi iniezioni delle banche centrali globali a guidare i prezzi sui mercati finanziari”. Anche negli Stati Uniti un gran numero di titoli sono lontani dai loro massimi - in particolare quelli delle società più piccole e orientate al mercato interno. Fuori dagli Usa, invece, la ripresa è stata forte in molti luoghi ma senza avvicinarsi alla dinamica dei mercati azionari americani. “L'indice mondiale MSCI World deve ancora affrontare importanti ostacoli tecnici”, spiega il tema.

UN ANNO PERDUTO


L’anno 2020, spiega il team di gestione, è già stato contrassegnato come un "anno perduto" per gli utili aziendali e l'attenzione si concentra ora sull’attesa di un forte recupero ("a forma di V") degli utili societari nel 2021 e nel 2022. “Tuttavia, gli scenari economici per i prossimi anni sono tutt'altro che sicuri. Molti scenari di ripresa diversi rimangono possibili e plausibili, anche quelli meno ottimistici della tanto citata curva a V". Ad esempio, nessuno può dire quali conseguenze a lungo termine avrà l'attuale crisi sulle economie e sulle aziende.

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DIFFICILE FARE PREVISIONI AFFIDABILI


In questo quadro, “molto dipenderà da quanti e quali posti di lavoro verranno effettivamente persi solo temporaneamente e da quanti posti di lavoro e aziende semplicemente non esisteranno più, nonostante tutti i programmi di aiuti pubblici. La perdita di reddito e quindi il crollo della domanda di un soggetto si traduce generalmente nella perdita di fatturato per un altro. È ancora difficile fare previsioni affidabili sullo scenario definitivo, anche se si presume ottimisticamente che le economie ripartiranno gradualmente e che non vi saranno ricadute importanti relativamente agli scenari di lockdown”, spiegano gli esperti di Raiffeisen, secondo i quali nel breve termine le oscillazioni e la volatilità sui mercati finanziari non si fermeranno e la ripresa dei titoli azionari diventerà sempre più difficile.

POCHE CONSEGUENZE DALLA SENTENZA DI KARLSRUHE


Guardando all’Europa, uno dei temi più dibattuti degli ultimi tempi sui media è stata la sentenza della corte costituzionale federale tedesca di Karlsruhe, che tuttavia “ha influenzato relativamente poco i mercati, soprattutto perché la domanda immediata della suprema corte tedesca può probabilmente essere soddisfatta in modo relativamente semplice”. Per ora la Bce dovrebbe continuare ad attuare le misure di allentamento quantitativo - che Karlsruhe ha in linea di principio accettato - e il nuovo programma PEPP (ovvero “programma di acquisto di emergenza pandemica”) non è per ora in pericolo.

CONFLITTO SULLA CONFIGURAZIONE DELL’EUROPA


Al di là delle soluzioni di breve respiro, però, secondo Raiffeisen il tema di più lungo periodo è “l'attuale, più profondo conflitto sulla futura configurazione dell'Europa. Che la Commissione Europea (in risposta al giudizio di un tribunale indipendente dal governo) stia al momento prendendo in considerazione una procedura di infrazione contro il governo federale tedesco appare politicamente discutibile nel contesto attuale. Per i mercati finanziari, tuttavia, questo non è che un problema marginale”.
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