AllianzGI: “Se ci sarà pace su dazi e Brexit l’azionario è favorito”

Allianz Global Investors
di Fabrizio Arnhold 18 Ottobre 2019 - 17:07

“Meglio restare prudenti in attesa degli sviluppi commerciali tra Usa e Cina e sulla Brexit”, è il commento di AllianzGI. “Se le tensioni si attenueranno, occhi puntati sul mercato azionario globale”

I mercati finanziari internazionali hanno accolto con entusiasmo l’accordo commerciale preliminare tra Stati Uniti e Cina e quello tra Regno Unito e Ue che, con l’approvazione per ora ancora difficile di Westminster, sancirebbe l’addio di Londra nel 2020. I maggiori listini hanno segnato un rialzo delle quotazioni: S&P e Nasdaq si sono avvicinati ai massimi storici; Stoxx 600, EuroStoxx 50, DAX e Nikkei vicini ai massimi da inizio anno.

LE QUESTIONI ANCORA APERTE

Meglio restare prudenti. “Anche se Stati Uniti e Cina hanno abbozzato un accordo, che potrebbe essere siglato in occasione della riunione dell’APEC in Cile a metà novembre, le principali questioni strutturali del conflitto commerciale restano aperte”, commenta Stefan Scheurer, director global capital markets & thematic research di AllianzGI. “Non è chiaro, inoltre, se i dazi supplementari del 15% già annunciati sui beni di consumo per 160 miliardi di dollari entreranno in vigore a metà dicembre”. Sul fronte Brexit, invece, il punto caldo resta come evitare una frontiera fisica fra l’Irlanda del Nord e la Repubblica di Irlanda. La discussione passerà dall’ennesimo voto in Parlamento.

LA CRESCITA GLOBALE

“Quello che sappiamo è che Brexit e guerra dei dazi hanno un impatto negativo sulla crescita globale”, aggiunge Scheurer. “Lo confermano anche i dati sull’export cinese delle ultime settimane, per quanto tale debolezza sia ascrivibile a cause sia esterne che interne”. Anche l’economia statunitense non è immune al rallentamento globale, come testimoniato dalla flessione dell’indice ISM manifatturiero. E se ci spostiamo nell’area euro, anche qui la recessione industriale pare essere dietro l’angolo. A confermare il trend, ci sono anche i dati del Fondo monetario internazionale che prevede nel 2019 un calo della crescita nel 90% delle economie mondiali.

L’ATTEGGIAMENTO ACCOMODANTE DELLE BANCHE CENTRALI

In questo scenario è quasi scontato che le Banche centrali manterranno tassi di interesse bassi a lungo. “Dall’inizio dell’anno le autorità monetarie in tutto il mondo hanno operato nel complesso 40 tagli dei tassi di riferimento”, si legge nel report di AllianzGI. Da sottolineare come la Banca centrale di Singapore abbia ridotto il costo del denaro per la prima volta negli ultimi tre anni.

GLI APPUNTAMENTI DI SETTIMANA PROSSIMA

Negli Stati Uniti l’attenzione si sposta sull’indice Markit per il settore manifatturiero, in uscita giovedì. Il Markit, rispetto all’indice ISM, riporta un quadro della situazione attuale dell’economia domestica. Tornando in Europa, non sono attesi nuovi annunci dalla Banca centrale europea nella prossima riunione, l’ultima presieduta da Mario Draghi. In Germania, venerdì si attende l’indice della fiducia delle imprese Ifo. Nel Regno Unito, infine, è già stato fissato un incontro con l’Ue il 29 e 30 ottobre, in attesa di sviluppi sul voto Brexit in Parlamento.

IL MERCATO AZIONARIO GLOBALE

Cosa attenderci nelle prossime settimane? “Se davvero le tensioni sulla Brexit e sulla guerra commerciale si attenueranno – conclude l’analista di AllianzGI – il premio per l’incertezza politica potrebbe diminuire, supportando il mercato azionario globale”. A maggior ragione con un ulteriore allentamento, a livello internazionale, delle politiche monetarie.