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Investimenti, contrastare la volatilità senza rinunciare alle performance

In una fase complessa dei mercati, AB punta al contenimento della volatilità senza però fare a meno di partecipare ai rialzi: l’analisi di Giovanni De Mare, director Italy sales di AllianceBernstein

di Antonio Cardarelli 7 Ottobre 2019 15:02

In un momento non semplice per l’economia globale gli investitori sono alla ricerca delle soluzioni più adatte, non solo per preservare il capitale ma anche per avere un reddito aggiuntivo. Insieme a Giovanni De Mare, director Italy sales di AllianceBernstein, abbiamo fatto il punto sugli strumenti a disposizione dei risparmiatori per raggiungere questi obiettivi.

I TRE FATTORI DOMINANTI


Ma prima di arrivare alle soluzioni, è bene inquadrare il “problema”. O meglio, capire in quale contesto macroeconomico gli stessi investitori devono muoversi. “Possiamo dire che gli ultimi mesi del 2019 e i primi del 2020 sono dominati da tre elementi – spiega De Mare – una crescita globale al livello più basso degli ultimi 10 anni, la volatilità alimentata dai rischi geopolitici europei e asiatici, senza dimenticare le elezioni in arrivo negli Usa, l’impatto della trade war che è talmente importante da andare a incidere anche sulle politiche fiscali”.

GLI SFORZI DELLE BANCHE CENTRALI


Uno scenario non positivo, ma che non può neanche essere definito negativo. Se da un lato, infatti, troviamo i fattori appena elencati da De Mare, dall’altro ci sono le banche centrali che continuano a rivestire un ruolo cruciale. “La Federal Reserve ha cambiato atteggiamento con scelte più accomodanti – sottolinea De Mare – mentre in Europa con il passaggio di consegne tra Draghi e Lagarde non ha modificato le carte in tavola”. Di fatto, è l’analisi di Giovanni De Mare, l’Europa è indietro sia come ciclo che come investimenti e l’Italia è tra i Paesi più in ritardo “anche per colpa della trade war tra Cina e Usa che in realtà penalizza Paesi con economie più aperte come Italia e Germania”.

VISIONE POSITIVA SULL’AZIONARIO


Tuttavia, allargando lo sguardo a livello globale, i consumi sostenuti rappresentano un motivo per mantenere una view positiva sull’azionario. Anche se, come spiega De Mare, “da sole le banche centrali possono non bastare” perché c’è bisogno di “politiche fiscali più accomodanti” con l’Europa che dovrebbe seguire l’esempio degli Usa.

VOLATILITÀ E ALTRE MINACCE


Ma quali sono le soluzioni proposte da AllianceBernstein in questa fase così complicata e ricca di variabili? “Puntiamo come sempre su strategie non troppo complicate – commenta De Mare – cercando di partecipare ai rialzi e contenere le perdite perché quando si investe bisogna tenere a mente un incontro di boxe, alla fine, ai punti, vince chi dà più colpi e ne riceve meno”. Quindi la scelta di AB è quella di un approccio pensato per far crescere il capitale sul ciclo economico riducendo la volatilità, spiega De Mare.

Le cartucce a disposizione della Fed


Le cartucce a disposizione della Fed





L’IMPORTANZA DEL REDDITO


Senza però trascurare la generazione di reddito, o income, un’esigenza sempre più imprescindibile per una popolazione globale che, ad eccezione della maggior parte dei Paesi emergenti, continua ad invecchiare. E per raggiungere questo scopo AB punta su una gestione olistica basata sulla flessibilità nella duration (la sensibilità dei prezzi delle obbligazioni rispetto alla variazione dei tassi). Le soluzioni illustrate da De Mare, rispetto agli obiettivi descritti, sono l’[tooltip-fondi codice_isin="LU0861579778"]AB Low Volatility Equity Portfolio[/tooltip-fondi] (che ha ottenuto 5 stelle Morningstar); l’[tooltip-fondi codice_isin="LU1127386651"]All Market Income Portfolio[/tooltip-fondi], una strategia multi asset con contenimento della volatilità e generazione di income; l’[tooltip-fondi codice_isin="LU0633140644"]Emerging Markets Multi-Asset Portfolio[/tooltip-fondi], pensato per stare sulla crescita riducendo la volatilità.

ESG NON SIGNIFICA SACRIFICARE LE PERFORMANCE


“Tutto questo – conclude De Mare – potendo contare sull’approccio ESG presente nelle nostre strategie. Ma attenzione, utilizzare filtri di sostenibilità non è un vezzo e soprattutto non significa dover sacrificare le performance. Al contrario, permette di scegliere società e titoli con meno rischio di incappare in crisi reputazionali o scandali che minerebbero la redditività del portafoglio”.
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