Approccio attendista per i mercati finanziari

Amundi Asset Management
di Redazione 1 Ottobre 2019 - 15:37

Per Amundi Asset Management le notizie negative sul fronte politico ed economico sono compensate dall’atteggiamento ultra accomodante delle banche centrali

I mercati finanziari hanno assunto una posizione attendista: come si legge nell’ultima newsletter di Amundi Asset Management, le notizie negative sul fronte politico, su tutte l’inchiesta che potrebbe portare all’“impeachment”, la messa in stato di accusa del presidente Usa Donald Trump, sembrano essere compensate dalle attese per una ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Cina sui temi dei dazi, mentre le notizie negative sul fronte macroeconomico, gli indici Pmi manifatturieri certificano una situazione di recessione dell’industria, appaiono compensate dall’atteggiamento ultra accomodante delle principali banche centrali.

AZIONARIO ATTENDISTA

In questo clima attendista, i mercati azionari hanno registrato un modesto ripiegamento. La Borsa Usa ha chiuso la settimana con un “moderato” -1%, l’area euro ha contenuto il passivo nel -0,7% dell’indice Eurostoxx 50, mentre tra i listini dei Paesi emergenti la situazione è più variegata, con la Cina che corregge del -2% e l’India che prosegue il suo recupero con un +2%, sull’onda lunga dell’effetto positivo della decisione del governo di ridurre le imposte sulle società annunciata la settimana precedente. Gli esperti di Amundi ritengono che la procedura di impeachment del presidente Usa avrà un impatto sui mercati solamente se ci saranno delle conseguenze economiche, cosa che appare improbabile. Il mercato appare focalizzato più sul commercio mondiale, sugli indici Pmi, sulle banche centrali e sugli utili societari che verranno pubblicati a breve e che, secondo Amundi, non dovrebbero fornire un grande supporto alle quotazioni.

CONTESTO ANCORA FAVOREVOLE PER I TITOLI CORPORATE

Anche per i mercati dei titoli di Stato è stata una settimana di transizione, con il rendimento dei Treasury decennali sostanzialmente invariato, mentre il Bund decennale è arretrato di 5 punti base a -0,57%, dopo la pubblicazione di dati deboli in Germania e nell’area euro. Più fragile il mercato del credito su entrambe le sponde dell’oceano, con gli spread che si sono ampliati in misura maggiore in Europa e nei segmenti a beta elevato per via dell’aumento della volatilità azionaria implicita. Il quadro d’insieme rimane tuttavia propizio alle obbligazioni societarie, si legge nella newsletter di Amundi. In questa fase, tra i forti fattori tecnici e i fondamentali macroeconomici che si stanno indebolendo, hanno prevalso questi ultimi, ma il supporto della Bce ai mercati europei del credito dovrebbe ben presto diventare più visibile, grazie alla ripresa degli acquisti mensili e ai reinvestimenti piùmassicci delle obbligazioni societarie in scadenza, e l’apertura della Fed alla crescita organica del suo bilancio, unitamente all’ultimo taglio dei tassi, è un fattore a sostegno del credito Usa.

Crescita globale appesa all’arrivo degli stimoli fiscali

Crescita globale appesa all’arrivo degli stimoli fiscali

DOLLARO FORTE ANCORA PER UN PO’

La stabilizzazione della domanda mondiale e dell’attività manifatturiera nella zona euro sono dei prerequisiti per il futuro rafforzamento della moneta unica. “Nonostante le discussioni riguardo al bisogno di stimoli fiscali nella zona euro, non ci aspettiamo che essi vengano implementati a breve e li consideriamo delle munizioni da usare nel caso di un ulteriore peggioramento dell’attività economica”, scrivono gli esperti di Amundi. La conclusione è che il dollaro dovrebbe continuare a essere vigoroso ancora per un po’ prima di iniziare a scendere.

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