Libra, la criptovaluta di Facebook punta a quasi due miliardi di “unbanked”

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di Chiara Merico 19 Giugno 2019 - 10:30

Si rivolge a una platea potenzialmente sterminata la valuta virtuale lanciata ieri dal social network più famoso al mondo. Che non vuole porsi come antagonista al sistema bancario

Lo sbarco di Facebook nel mondo delle criptovalute, con il lancio di Libra, è un’operazione audace, che punta a raggiungere una platea potenzialmente sterminata: non solo i due miliardi e mezzo di utenti del social, ma soprattutto alle persone che nel mondo hanno uno smartphone ma non un conto bancario.

UNA VALUTA VINCOLATA

Ma cos’è Libra? A differenza del Bitcoin e delle duemila altre criptovalute tradizionali, la moneta virtuale di Facebook sarà una stablecoin, cioè sarà vincolata alle monete a corso legale, permettendo così di evitare i problemi legati alla volatilità. Il suo obiettivo, come spiega Valeria Portale, direttrice degli Osservatori innnovative payments e blockchain del Politecnico di Milano, è “dare accesso ai servizi finanziari agli oltre 1,7 miliardi di adulti che a livello globale sono attualmente unbanked”, cioè non hanno un conto bancario.

COLLABORARE CON IL SETTORE BANCARIO

Per il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, gli utenti potranno utilizzare la nuova moneta nei negozi virtuali, per inviare denaro e in futuro anche per pagare caffè e bollette. Secondo Portale “Libra rappresenta la più audace incursione di Facebook nel mondo dei servizi finanziari e dei pagamenti”, ma “non si pone come antagonista al settore bancario. Ha invece manifestato il proprio interesse a collaborare con esso, come testimonia la presenza di Mastercard, PayPal, Stripe e Visa tra i sostenitori”.

UNA BASE UTENTI STERMINATA

Secondo Raffaele Mauro, managing director di Endeavor Italy, “con questa operazione Facebook cerca di entrare in modo deciso nell’ambito della finanza digitale. Si tratta di una mossa importante visto l’impatto potenziale legato alla dimensione della base utenti, circa 2,4 miliardi di persone, già profondamente interconnesse tra loro da un ecosistema di applicazioni e servizi come WhatsApp e Instagram”.

INTERROGATIVI APERTI

“Sarà interessante vedere la reazione di utenti, aziende e governi alla GlobalCoin”, sottolinea Fabio Pezzotti, cofounder di Iconium Blockchain Ventures Spa, la prima società fintech dedicata al lancio e allo sviluppo di progetti legati a cripto-valute, token e altri asset digitali. “Facebook ha creato un consorzio importante e tecnologicamente eccellente, ma sembra manchi uno dei pilastri della blockchain: la decentralizzazione. Da capire anche quali saranno le reazioni dei vari governi che stampano monete sovrane. Potrebbero essere rese inutili o almeno molto meno utilizzate nei pagamenti p2p e nell’ecommerce globale”.

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RISCHIO RESISTENZE

Inoltre, aggiunge Pezzotti, “visto che ogni Paese ha una sua normativa, i problemi che la stablecoin di Facebook dovrà risolvere saranno molto più simili a quelli ad esempio di PayPal che non a quelli delle criptovalute decentralizzate come Bitcoin. Detto questo, secondo noi Libra faciliterà e incrementerà l’adozione di criptovalute in generale dal mercato, quindi sarà funzionale all’intero eco-sistema, ma troverà forti resistenze negli ambiti più tradizionali (JPMorgan e Goldman Sachs, ad esempio, non partecipano al progetto)”.

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A OGNI PRODOTTO IL SUO MERCATO

“L’arrivo di Libra potrebbe smarcare definitivamente la differenza creatasi tra le criptovalute e le forme digitali private di trasferimento di valore”, commenta Andrea Ferrero, cofounder di Young Platform, exchange di criptovalute made in Italy incubato in I3P. “Finalmente ognuno di questi asset sta trovando la sua posizione all’interno del mercato: Bitcoin si configura come un bene rifugio attraente dal punto di vista speculativo, Libra come una moneta per effettuare pagamenti e chissà quali altri progetti riusciranno a trovare spazio in un mercato che è in continua espansione”.

L’ATTENZIONE DEI REGOLATORI SU LIBRA

La mossa di Facebook ha attirato l’attenzione di policymaker e regolatori in tutto il mondo, a partire dal G7, che ha intenzione di organizzare un forum di esperti per valutare i potenziali rischi di Libra per il sistema finanziario. A riportarlo è il Financial Times, che sottolinea come tra gli scopi del forum ci sia quello di scongiurare il pericolo di riciclaggio di denaro sporco, come segnalato in una lettera firmata dal ministro dell’Economia francese e dal governatore della Banca di Francia. Anche le banche centrali dei Paesi e l’Fmi, secondo il Financial Times, dovrebbero partecipare al forum.