Rischio correzione significativo se riparte la guerra dei dazi

Amundi
di Redazione 8 Maggio 2019 - 9:38

È l’avvertimento di Amundi Sgr dopo l’attacco di Trump via tweet. Intanto la buona salute dell’economia USA frena la colomba Powell che non si sbilancia sulla possibilità di abbassare i tassi nei prossimi mesi

Mentre la Fed di Jerome Powell delude il mercato ed evita ogni riferimento a tagli dei tassi, l’economia USA continua a mandare segnali di forza, anche se l’inflazione resta saldamente sotto l’obiettivo della banca centrale a causa di una dinamica debole del costo del lavoro nonostante la disoccupazione ai minimi da 50 anni. Il colpo di reni di venerdì, sulla scorta dei dati su occupazione e salari, ha permesso allo S&P 500 di chiudere in territorio leggermente positivo la settimana, mentre l’azionario dell’Area euro si è scrollato di dosso agevolmente l’incertezza post elettorale in Spagna, con Eurostoxx 50 praticamente invariato e l’Italia che ha fatto capolino in territorio positivo grazie anche agli indici PMI oltre il consenso e nonostante le rinnovate tensioni nella maggioranza di governo. Nel reddito fisso poche variazioni mentre sul forex il dollaro chiude in leggero indebolimento su euro, mentre per le commodity da segnalare lo storno del petrolio.

TRIMESTRALI USA SENZA SORPRESE NEGATIVE

È la fotografia scattata da Giordano Beani, Head of Multi-Asset Fund Solutions Italy di Amundi Sgr, secondo cui la cavalcata dei mercati azionari da inizio anno sembra avere perso un po’ di vigore. Ma, nota l’esperto, dati economici in generale miglioramento, una salute di ferro dell’economia USA e una stagione dei risultati che pur non esuberante non ha riservato sorprese negative mantengono i mercati sui livelli massimi dell’anno e nel caso degli USA sui massimi assoluti. A questo punto è arrivato come un fulmine a ciel sereno il “tweet” del Presidente USA Donald Trump, che minaccia di rompere la tregua sulle tariffe con la Cina e di alzare al 25% le tariffe su 200 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina, accusata di causare troppa lentezza nei negoziati commerciali.

SE RIPARTE LA GUERRA DEI DAZI RISCHIO CORREZIONE

La reazione cinese non si è fatta attendere e la contromossa è stata quella di minacciare il rinvio del prossimo round di riunioni previsto per questa settimana. Di fronte al nuovo scenario, secondo Beani, bisogna prepararsi ad una settimana difficile sui mercati, nella speranza che si tratti di pretattica, “ma consapevoli che una riapertura delle dispute commerciali può innescare una correzione più duratura e significativa”.

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