Dazi, la doccia fredda di Trump innesca il nuovo “sell in May”

cina
di Chiara Merico 6 Maggio 2019 - 11:01

I mercati di tutto il mondo aprono in forte ribasso dopo l’annuncio a sorpresa del presidente Usa, che si è detto pronto ad aumentare le tariffe doganali sui prodotti cinesi dal prossimo venerdì. Ma secondo vari osservatori la mossa avrebbe lo scopo di dare una svolta decisiva ai negoziati

Come per non smentire il vecchio adagio “sell in May and go away”, nel primo lunedì di maggio i mercati si sono svegliati in preda all’agitazione. Il “trigger” è stato, ancora una volta, un tweet del presidente Usa Donald Trump, che proprio nella settimana decisiva per i colloqui con la Cina sulle controversie commerciali ha forzato la mano, annunciando che le trattative con Pechino “avanzano, ma troppo lentamente” e che per questo gli Usa si preparano ad aumentare da venerdì prossimo dal 10% al 25% i dazi americani su 200 miliardi di prodotti made in China.

IL TONFO DEI LISTINI ASIATICI

Una mossa “necessaria”, secondo lo stesso Trump, che però rischia di far naufragare i negoziati e ha portato a fondo tutti i mercati azionari mondiali. A partire, ovviamente, da quelli asiatici: chiusa Tokyo per l’ultimo giorno di festeggiamenti per l’insediamento del nuovo imperatore Naruhito, le Borse cinesi hanno accusato il colpo. L’indice Composite di Shanghai è crollato del 5,58%, a 2.906,48 punti, mentre quello di Shenzhen è sprofondato del 7,38%, a quota 1.515,80, dopo aver sfiorato la perdita record a -8%. Da notare che le Borse cinesi sono tra quelle che hanno corso di più in assoluto: a inizio aprile il saldo per l’indice Shanghai Composite era positivo per il 28%, mentre quello della piazza di Shenzen risultava in rialzo addirittura del 40%.

ANCHE L’EUROPA APRE IN CALO

L’effetto Trump si è fatto sentire anche sui listini europei, che hanno aperto in netto calo la prima seduta della settimana: Milano ha ceduto in avvio di contrattazioni il 2,05%, e hanno iniziato in profondo rosso anche Francoforte (-1,94%), Parigi (-1,77%) e Madrid (-1,6%), mentre Londra è chiusa per festività. Giù anche i future sugli indici americani, sulla scia delle minacce di Donald Trump su nuovi dazi alla Cina. I future sul Dow Jones perdono più di 400 punti, mentre quelli dello S&P 500 crollano dell’1,6% e i future sul Nasdaq perdono l’1,5%.

Europa nuovo fronte della guerra commerciale?

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UNA SPINTA DECISIVA?

La Cina ha provato a gettare acqua sul fuoco, annunciando che la delegazione di Pechino “si sta preparando per andare negli Usa” per il nuovo round negoziale dell’8 maggio, come da programma: il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha aggiunto di sperare che Washington e Pechino possano trovare una soluzione a metà strada”. E non è escluso che un accordo alla fine si trovi, visto che il tweet di Trump contraddice apertamente quanto aveva dichiarato il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, impegnato in prima linea a trattare con la Cina, secondo cui la trattativa era “ai giri finali”. Secondo alcuni osservatori, le parole di Trump potrebbero avere lo scopo di dare una spinta decisiva ai negoziati.

LA GUERRA TECNOLOGICA

Sul tavolo non ci sono solo i dazi: sullo sfondo della controversia commerciale ce n’è un’altra, tenuta sottotraccia ma non meno importante, che riguarda il predominio tecnologico, in particolare per lo standard di telefonia 5G. E come nota un’analisi di Eoin Murray, head of investment di Hermes Investment Management, “in patria, Trump è consapevole di dover dimostrare ai propri elettori di essere ancora un uomo d’affari e in grado di definire un accordo con la Cina nell’ambito dei negoziati commerciali – soprattutto dopo il disastro del vertice nordcoreano di Hanoi – per assicurarsi la rielezione e, perlomeno, salvare la faccia. Non vi è dubbio che dovrà fare delle concessioni, ma non sappiamo ancora quali saranno”.

LA CINA HA IN MANO IL FUTURO

Da parte sua la Cina, grazie al dominio nello sviluppo della tecnologia 5G, “ha preso in mano il futuro e sta correndo con esso”. E per questo, sottolinea Murray, “anche se la guerra tecnologica può essere nascosta in bella vista con le sembianze di una guerra commerciale, le linee d’azione sono già profondamente definite e una parte sembra aver già superato l’altra”.

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