Dollaro, sei cause di possibile indebolimento e i modi per trarne profitto

dollaro Usa
di Redazione 4 Aprile 2019 - 9:52

Il dollaro si è apprezzato di altri due punti percentuali sull’euro da inizio anno portando il guadagno degli ultimi 12 mesi al +9,5%. Ma ora con la Fed che ha congelato i tassi le prospettive cambiano

Con l’indice S&P 500 di Wall Street che ha archiviato il suo miglior trimestre dal 2009 e il sentiment degli investitori che si sta affievolendo sulla scia di dati macro in decelerazione e profitti aziendali rivisti al ribasso, potrebbe essere un buon momento per guardare oltre le azioni per ottenere profitti e il dollaro potrebbe costituire una buona idea di investimento. Ma non per puntare su un ulteriore rialzo, quanto piuttosto ad un suo indebolimento. Scopriamo insieme perché e come trarne profitto.

SEI MOTIVI CHE POSSONO INDEBOLIRE IL DOLLARO

La valuta di Washington si è apprezzata di altri due punti percentuali sull’euro da inizio anno portando il guadagno degli ultimi 12 mesi al +9,5% rispetto alla valuta unica europea. Alcuni esperti valutari tra cui Jeffrey Gundlach di DoubleLine Capital, già all’inizio di settembre 2018 avevano previsto la debolezza del biglietto verde ma sono stati smentiti dai fatti: da allora il biglietto verde ha stazionato la maggior parte del tempo su livelli di cambio più alti. Ma ora sembra che questi esperti ‘ribassisti’ possano finalmente avere ragione per almeno sei motivi.

IL DESIDERIO DI TRUMP

In primis, Trump richiede in misura insistente una moneta più debole. Per riuscire a mantenere la crescita economica ereditata da Obama, il presidente Donald Trump (che si attribuisce il merito di una disoccupazione quasi record) deve assolutamente preservare questa tendenza per vincere le elezioni del prossimo anno. Un dollaro più debole aiuterà in quanto capace di aumentare la domanda di beni degli Stati Uniti all’estero perché rende più convenienti i prodotti made in USA e ciò potrebbe supportare la forza lavoro manifatturiera in stati chiave come l’Ohio e il Wisconsin.

UN TRADING AFFOLLATO

In secondo luogo la strategia rialzista (long) sulla divisa di Washington è un trading tra i più affollati sul mercato. In base ai dati della Commissione sul commercio di materie prime a termine degli Stati Uniti, gli speculatori hanno recentemente aumentato la loro posizione netta long sulla moneta USA a quasi 30 miliardi di dollari, il livello più alto dalla fine di dicembre. Ciò rende questa scommessa un trading affollato che permette, a chi volesse speculare contro (posizione short ), di assumere posizioni a costi bassi: è probabile che nelle prossime settimane ci possano essere flussi in questa direzione contrarian.

SE MANCA L’INFLAZIONE

In terzo luogo, gli investitori pensano che l’inflazione degli Stati Uniti sia destinata a risalire. Ma questa tendenza potrebbe danneggiare il dollaro, prima o poi. Gli economisti calcolano le aspettative di inflazione incorporate sottraendo il rendimento dei TIPS (Treasury inflation-protected securities, cioè i titoli del Tesoro Usa protetti dai prezzi al consumo) a 10 anni dal rendimento delle obbligazioni a 10 anni normali: la differenza aumenta con l’aumentare delle aspettative di inflazione.

MINORI PREOCCUPAZIONI GEOPOLITICHE

In quarto luogo le preoccupazioni per le questioni geopolitiche si dovrebbero attenuare riducendo i flussi di acquisto sulla moneta americana in ottica difensiva: il biglietto verde è infatti considerato, insieme al franco svizzero e allo yen giapponese, una valuta rifugio durante le turbolenze dei mercati e geopolitiche.

L’APPEAL DEI MERCATI EMERGENTI

In quinto luogo un dollaro in declino aiuta le economie dei mercati emergenti, che sono spesso basate sulle materie prime. La forza economica dei mercati emergenti indebolirebbe ulteriormente il cambio con il dollaro USA perché attira investimenti dagli Stati Uniti verso la crescita dei mercati emergenti.

DEBITO PUBBLICO USA IN AUMENTO

Infine, e siamo alla sesta ragione che delinea un biglietto verde in declino nei prossimi mesi, è probabile che le preoccupazioni sul debito degli Stati Uniti possano aumentare. Da quando Trump è entrato in carica, i deficit annuali e il livello del debito sono cresciuti in modo significativo in un’economia ragionevolmente forte. Ma se la crescita rallenterà è possibile che gli investitori internazionali richiedano meno titoli di stato in dollari indebolendo la valuta di Washington.

Il favore degli astri per i mercati emergenti è destinato a durare

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COME INVESTIRE SUL RIBASSO

Ma se il dollaro è destinato a scendere come approfittarne? Un modo diretto è quello di puntare su Etf quotati sul listino di Borsa italiana che permettono di guadagnare su un ribasso del biglietto verde rispetto alle principali monete: euro, sterlina, franco svizzero, yen giapponese, le valute canadese e australiana, corona norvegese e corona svedese.

SECONDA OPZIONE

Una seconda opzione riguarda i metalli preziosi che tendono a salire quando la divisa americana si indebolisce. Oltretutto, come specificato nell’articolo Perché adesso l’argento ha più potenziale dell’oro , l’oro e, soprattutto, l’argento hanno valutazioni molto sacrificate e possono svolgere una funzione di ‘polizza’ contro le turbolenze dei mercati. Anche i prezzi delle commodity e dei mercati emergenti potrebbero beneficiare di una spinta dalla debolezza della divisa americana.