intelligenza artificiale

Intelligenza artificiale: un mercato in esplosione

Non è solo una potente innovazione tecnologica che cambierà il modo di vivere e lavorare ma anche un'importante opportunità di investimento

19 Novembre 2018 00:01

È la nuova frontiera della rivoluzione tecnologica che affascina e anche spaventa. Apre la porta a un mondo migliore, più efficiente e con meno sprechi, dove al lavoro umano viene riservata la parte ‘alta’ del processo economico e produttivo, quella di governarlo, al resto ci pensano le macchine e i robot guidati appunto dall’Intelligenza Artificiale. L’altra faccia della medaglia, quella temuta, è la perdita di milioni di posti di lavoro e in prospettiva un mondo governato dalle macchine che imparano da sole e non hanno più bisogno dell’uomo.

IL REPORT DI KLECHA & CO.


A mettere in prospettiva il tema evidenziando le opportunità, anche per l’investitore, è arrivato un approfondito report di Klecha & Co. un’investment bank privata focalizzata sulla tecnologia e in particolare su software, servizi IT, sistemi di pagamento, hardware e Internet of Things. Klecha punta molto sull’intelligenza artificiale e sul mondo della tecnologia e dell’innovazione che vi ruotano attorno, non solo come investitore e gestore, ma anche in un ruolo attivo di advisor delle aziende che scelgono di crescere in questo settore anche con fusioni e acquisizioni.

CINA, INDIA, GIAPPONE E USA IN PRIMA FILA


La casa di consulenza McKinsey stima che le tecnologie delll’automazione potrebbero impattare fino al 50 per cento dell’economia mondiale, vale a dire 1,2 mld di lavoratori che corrispondono in termini di salari erogati a $14.600 miliardi, con Cina, India, Giappone e Stati Uniti a far la parte del leone con poco più della metà di questi numeri. Allo stato attuale non bisognerebbe parlare tanto di Intelligenza Artificiale quanto di Intelligenza Assistita dal momento che, almeno per ora, si tratta di software e tecnologie che facilitano la collaborazione uomo-macchina con una divisione del lavoro che vede affidati all’uomo sempre più i compiti che richiedono conoscenza e competenze e sempre più alle macchine quelli più ripetitivi e a minor valore aggiunto. Ma l’Intelligenza Artificiale è un processo dinamico in costante evoluzione. Solo 10 anni fa il GPS o il computer capace di giocare a scacchi sarebbero stati classificati come IA, oggi sono normalissime app montate su smartphone.

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UN FUTURO A DUE STADI


Klecha classifica due attitudini della IA allo stato attuale: l’autonomia, cioè la capacità di eseguire compiti in ambienti complessi senza bisogno di guida umana, e l’adattabilità, vale a dire la capacità di migliorare la performance apprendendo dall’esperienza. Un ruolo fondamentale lo svolgono le masse sempre più grandi e profonde di dati. Per quanto riguarda il futuro, Klecha vede due fasi. Nella prima la AI creerà valore penetrando in tutti i settori produttivi e aumenterà il valore aggiunto realizzato. Nella seconda ancora più estesa fase l’IA comincerà ad utilizzare dati meno facilmente reperibili e meno ‘maneggiabili’ dagli algoritmi, che possono essere ricavati in aree come la gestione dei servizi ai consumatori, che tuttavia richiedono l’interazione umana. A questo punto il processo, trasferendosi dalla fabbrica all’intera società, diventerà più lento e comincerà a incontrare colli di bottiglia, come i vincoli regolatori o la protezione della privacy, che costituiranno un argine più che giustificato a una pervasività totale della IA.

NUMERI IMPORTANTI ANCHE PER L’INVESTITORE


Guardato con l’occhio dell’investitore, il fenomeno va tenuto sotto stretta osservazione per individuare nei vari settori produttivi e dei servizi quelle aziende che aprono nuove frontiere di applicazione della IA e si posizionano così per generale rendimenti superiori agli azionisti. Tra gli sviluppi più promettenti la ricerca di Klecha individua la visione computerizzata e il riconoscimento linguistico, la capacità di processare linguaggi naturali, la raccolta non programmata di informazioni, fino a processi ‘razionali’ per orientarsi in assenza di input precisi da parte umana o del software e alla capacità di elaborare modelli cognitivi che innalzerebbero la capacità di interagire con gli umani.

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CAPACITÀ DI CREARE VALORE


L’impatto economico di queste potenzialità è enorme. Sempre secondo McKinsey la IA combinata con il Deep Learning, che in italiano potremmo tradurre apprendimento profondo, ha il potenziale di creare tra $3.500 e $5.800 miliardi di valore a livello globale su base annua, che vuol dire qualcosa tra il 4,4% e il 7,3% del PIL globale attuale che viaggia intorno ai $80.000 mld. Tradotto in ritorno sull’investimento, Teradata ha calcolato che per ogni dollaro investito oggi in IA ne torneranno indietro 1,99 nei prossimi 5 anni e 2,87 nei prossimi 10. In quali settori? La risposta più ovvia è l’ICT ma l’impatto sarà forte anche nei viaggi e trasporti, nell’Automotive, in tutte le tecnologie legate all’Oil & Gas. A livello geografico invece il paese chiave resta la Cina che vuol diventare il leader globale della IA.
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