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Valutazioni e crescita: GAM vede possibilità concrete negli emergenti

Non si possono escludere nel breve rischi estremi che trascinerebbero al ribasso anche i mercati emergenti, ma le attuali valutazioni costituiscono un interessante entry point per gli investitori.

24 Settembre 2018 15:42

“Le azioni emergenti sono, dal nostro punto di vista, ciclicamente convenienti e posizionate per beneficiare di un solido supporto sottostante secolare”. Lo sostiene Tim Love, responsabile strategie azionarie paesi emergenti di GAM Investments, convinto che esistano concrete opportunità da cogliere nei mercati in via di sviluppo ‘investment grade’ dopo la recente correzione. Il riferimento dell’esperto è al fatto che la filosofia di investimento di GAM di acquistare titoli di gran qualità cercando un prezzo di ingresso il meno caro possibile, potrebbe essere stata messa in discussione. Ma Tim Love resta persuaso che un buon titolo non può restare al ribasso per sempre, soprattutto se è quotato in un paese con rating investment grade.

INVESTIMENTO ATTRAENTE


“Riteniamo che le azioni emergenti siano generalmente un investimento attraente in termini di valore/crescita a un prezzo ragionevole o in termini di rendimenti. Pur consapevoli dei rischi, siamo intenzionati a sfruttare le distorsioni dei prezzi e approfittare della volatilità” specifica l’esperto.

RAPPORTI DI BORSA CONVENIENTI


D’altra parte le valutazioni correnti mostrano rapporti di Borsa estremamente attraenti: rapporto prezzo/utili (p/e) di 11,6, rapporto prezzo-valore contabile (p/bv) pari a 1,5, rapporto prezzo/fatturato di 1,2, ROE (return on equity) del 14%, dividend yield pari al 2,9% e rendimento del flusso di cassa all’8,5%.

COMBINAZIONE DI ANALISI TOP DOWN E BOTTOM UP


Un altro aspetto da tenere poi in considerazione è la convinzione, errata, che gli emergenti siano un unico grande insieme indistinto. Al contrario, combinando opportunamente le analisi top-down (macroeconomiche) e quelle bottom-up (selezione rigorosa dei singoli paesi) è possibile ridurre il rischio di errore sfruttando i prezzi di ingresso più convenienti secondo un modello ripetitivo.

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TURCHIA E ARGENTINA, CASI ISOLATI


A questo proposito, sottolinea Tim Love, le notizie negative riguardanti la Turchia (alle prese con il Fondo Monetario Internazionale e il rischio di controlli sui capitali) e l’Argentina “avviata a grandi passi verso il fallimento” stanno gettando discredito su tutti i mercati emergenti con la conseguenza che gli investitori hanno preferito alleggerire (se non addirittura azzerare) le posizioni in portafoglio sugli asset di tutti i mercati emergenti pur in assenza di un contagio.

ASIMMETRIA POSITIVA


È però anche vero che, nel momento in cui dovesse materializzarsi lo scenario più pessimistico, anche le azioni degli emergenti calerebbero. Tuttavia, secondo Tim Love, il loro calo non dovrebbe essere di entità significativamente superiore agli omologhi dei mercati sviluppati. Proprio per questo, per l’esperto, le attuali valutazioni (in termini relativi più interessanti rispetto a quelle dei paesi sviluppati) mostrano un’asimmetria positiva in termini di rendimento: cioè maggiori potenzialità di rialzo a parità (quasi) di probabilità di ribasso.

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AL NETTO DI RISCHI ESTREMI


“Se escludiamo rischi estremi quali un contagio sistemico dovuto ai sell-off (vendita sul mercato senza limitazione di prezzo e di quantità, ndr) di obbligazioni societarie e valute emergenti, un crollo di Wall Street innescato o dall’impeachment di Trump o dall’irrigidimento della Fed, o, ancora, una nuova epidemia di SARS, siamo persuasi che la proposta di valore delle azioni emergenti resti solida e inalterata” conclude Tim Love.
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