Retribuzioni USA, ecco perchè salgono meno velocemente che in passato

lavoro
22 Agosto 2018 - 10:29

Le aziende statunitensi continuano ad appiattire la loro organizzazione: ci sono quindi meno opportunità per essere promossi e, di conseguenza, meno motivi per un aumento delle retribuzioni.

L’indebolimento delle posizioni di middle manager. Sembrerebbe essere questo l’imputato principale nel processo per individuare i motivi per cui i salari dei lavoratori statunitensi non aumentano più velocemente. Scopriamo insieme perché. Sebbene l’economia americana abbia saputo creare ulteriori 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro da inizio anno, la crescita delle retribuzioni è stata costantemente lenta.

APPIATTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

“Le aziende continuano ad appiattire la loro organizzazione. Ci sono meno opportunità per essere promossi e questo significa meno motivi per far incrementare gli stipendi” ha dichiarato Brian Kropp, responsabile delle pratiche HR presso la società di consulenza CEB, una divisione di Gartner, gruppo di consulenza e ricerca globale.

RETRIBUZIONI ORARIE +2,7% SU BASE ANNUA

Secondo i dati pubblicati venerdì 3 agosto dal Bureau of Labor Statistics, la retribuzione oraria media a luglio è aumentata di 7 cent portandosi a 25,07 dollari. Tuttavia, il tasso di crescita dei salari di 12 mesi è rimasto invariato, al 2,7%, un dato che molti economisti hanno definito più debole del previsto dal momento che, di solito, i salari aumentano ad un tasso compreso tra il 3% e il 4% quando l’economia si avvicina alla piena occupazione.

MIDDLE CLASS IN VIA DI ESTINZIONE DAI PRIMI ANNI ‘90

L’eliminazione delle posizioni di middle management è una tendenza che i ricercatori hanno notato fin dai primi anni ’90, in particolare quando la tecnologia ha iniziato a rendere obsolete molte delle attività svolte dai manager di livello medio e junior. Brian Kropp ha detto che questo trend ha raggiunto il culmine durante la Grande Recessione, quando le aziende hanno cercato di licenziare i middle manager nel tentativo di tagliare i costi.

DA FENOMENO TEMPORANEO A STRUTTURALE

La strategia di riduzione dei costi è infatti stata inizialmente introdotta come una soluzione temporanea, ma diverse aziende hanno cominciato a vedervi del valore in un assetto aziendale con minori livelli gerarchici. Hanno notato che le performance aziendali non sono sostanzialmente cambiate pur in presenza di una riduzione del personale, mentre la fidelizzazione della clientela non ne ha risentito. Inoltre alcune ricerche hanno dimostrato che ridurre la struttura burocratica può migliorare la cooperazione e la soddisfazione personale tra i lavoratori.

STRUTTURE AZIENDALI PIÙ PIATTE

“Le strutture più piatte sono ottime per molte ragioni”, ha dichiarato Andrew Challenger, vicepresidente della società di reclutamento Challenger, Gray e Christmas, che ha poi aggiunto: “Mantiene la compagnia agile, quindi le decisioni possono essere prese rapidamente. Mantiene i costi fissi bassi. E, inoltre, aiuta a evitare licenziamenti di massa di manager durante le recessioni”.

MENO AVANZAMENTI DI CARRIERA

La principale conseguenza involontaria dell’appiattimento aziendale è stata la mancanza di opportunità di avanzamento di carriera all’interno delle aziende e, in parallelo, degli aumenti retributivi. Piuttosto che dare al personale aumenti salariali più elevati o ricreare le posizioni di middle manager che sono state eliminate, le società preferiscono indirizzare gli investimenti in altre direttrici, inclusa la tecnologia di automazione. “I direttori finanziari hanno ancora in mente quanto accaduto dal 2008. Sono preoccupati di un possibile aumento medio dei salari perché se arrivasse poi una nuova recessione la situazione tornerebbe a farsi complicata” ha puntualizzato Brian Kropp. C’è però chi fa notare che la drastica riduzione dei middle manager non è la sola causa della mancata crescita dei salari.

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EFFETTO BABY BOOMER

Tra questi, per esempio, Paul McDonald, senior executive director di Robert Half, una società di staff globale, che segnala un altro fenomeno: i baby boomer che vanno in pensione. “La persona che lascia l’attività lavorativa con 30 anni di esperienza e viene sostituito da un altro lavoratore con meno esperienza e meno incarichi in azienda, la retribuzione di quest’ultimo sarà posizionata in una fascia di salario inferiore”, ha spiegato l’esperto.

CAMBIARE AZIENDA

Cosa fare per puntare a retribuzioni più elevate? Con la disoccupazione ai livelli più bassi dal dopoguerra e con le aziende che competono per la manodopera qualificata, i lavoratori che non si sentono apprezzati possono lasciare la loro azienda. Una scelta che sembra essere sempre più adottata dagli americani anche perché in grado di fruttare miglioramenti retributivi piuttosto sensibili. A giugno, secondo la Federal Research Bank di Atlanta, la crescita dei salari mediani tra i “job switcher” (cioè tra coloro che hanno cambiato azienda) era superiore di oltre il 40% rispetto a quella dei “job stayers” (lavoratori che restano in azienda).

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