Andrea Delitala

Protezionismo e tassi reali USA: le prossime prove del fuoco per gli investitori

Approccio neutrale sull’azionario alla luce del calo delle prospettive su profitti aziendali, inflation linked e selezione sulla curva dei tassi americana. Il commento di Andrea Delitala.

26 Luglio 2018 12:44
financialounge -  Andrea Delitala duration fed funds FOMC John Williams p/e Pictet
financialounge -  Andrea Delitala duration fed funds FOMC John Williams p/e Pictet

I portafogli degli investitori dovranno fare i conti nelle prossime settimane con due elementi che si stanno imponendo sulla scena: il protezionismo e la possibilità che i tassi reali USA (al netto cioè dell’inflazione) restino entro lo 0,5% nel prossimo biennio. Alla luce di questi due fattori Andrea Delitala, Head of Investment Advisory di Pictet Asset Management, ha cominciato ad intervenire sia nella parte obbligazionaria che in quella azionaria del portafoglio di investimento.

FINE DELL’IRRIPIDIMENTO DELLA CURVA AMERICANA


Nel segmento a reddito fisso l’esperto ipotizza la conclusione del flattening della curva americana (ovvero l’appiattimento dei tassi di interesse USA) se la Federal Reserve rinunciasse all’overshooting dei Fed funds (cioè la progressione dei tassi previsti dalla stessa Fed al 3,375% prima di ripiegare verso il punto d’arrivo di lungo termine al 2,875%) come atteso finora. Ne deriva, secondo l’esperto, che si potrebbe tentare di trarre profitto da uno spread contro l'Europa sulla parte intermedia della curva. Una strategia di portafoglio che Andrea Delitala motiva sulla base del rafforzamento della figura di John Williams, economista a Berkeley, in seno al nuovo Board della Fed

TASSO NEUTRALE USA ALLO 0,25%


“L’economista, in particolare, sostiene che i tassi di interesse debbano essere guidati da un tasso neutrale che, nel caso dell'economia USA, è calato strutturalmente dopo la grande recessione e non mostra di fatto di voler risalire nel prossimo futuro, e che non dovrebbe andare oltre lo 0,25%” fa sapere Andrea Delitala. Di conseguenza, nel momento in cui John Williams diventasse un leader all’interno del FOMC (Federal Open Market Committee, l’organismo della Federal Reserve incaricato di sorvegliare le operazioni di mercato aperto negli Stati Uniti e di prendere decisioni sui tassi USA), il punto di neutralità a cui tendere non andrebbe oltre lo 0,5%, soglia che si toccherebbe nel giro di un anno con soli due o tre rialzi.

INFLATION LINKED NEL MIRINO


“In Pictet AM è proprio questo lo scenario atteso e, in parallelo, ci attendiamo un dissolversi del paventato overshooting che, peraltro non sembra giustificato neppure dai dati relativi all’inflazione” specifica Andrea Delitala. Per queste ragioni, l’esperto ha deciso di acquistare da subito la parte centrale della curva dei tassi americana e intende, in caso Williams comunicasse posizioni ancora più estremiste, aumentare in portafoglio la quota di inflation-linked, che sarebbero i grandi beneficiari delle idee del professore.

P/E USA RIENTRATO A FINE FEBBRAIO


Passando al mercato azionario, Andrea Delitala fa notare che il rapporto price/earning (p/e) che a inizio anno si attestava a 18 in America ha poi ripiegato a fine febbraio a seguito della correzione dei listini. I mercati emergenti, invece, hanno registrato le più pesanti perdite (sia in ambito azionario che in quello obbligazionario) da inizio anno, sulla scia di tre fattori contrari: il rialzo dei rendimenti americani, il rafforzamento del dollaro e le tensioni commerciali.

POSIZIONE NEUTRALE SULL’AZIONARIO


“Non è chiaro se il movimento correttivo dei mercati azionari sia del tutto esaurito. Riteniamo comunque le attuali valutazioni accettabili e pertanto la scommessa sull’azionario dovrebbe basarsi sulle attese in merito agli utili che restano però vulnerabili alla minaccia della guerra commerciale” sottolinea Andrea Delitala.

LE OPPORTUNITA’ NEI MERCATI EMERGENTI


L’esperto, tornando sui mercati emergenti, si dichiara persuaso che ulteriori correzioni dai livelli attuali si configurerebbero come interessanti opportunità di acquisto. “In ogni caso, la nostra esposizione ai mercati emergenti è al momento limitata mentre sull’equity globale appena al di sotto della neutralità (27% contro un 30% tipico di esposizione azionaria) ma con protezioni che derivano dalla duration americana (scadenza media dei titoli che decide la sensibilità all’andamento dei tassi, ndr), dallo Yen giapponese sul fronte valutario e da una quota, per ora non ancora rilevante, di volatilità” conclude Andrea Delitala.

Analisi dei mercati di luglio 2018


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