azionario americano

Non solo fondamentali: tre fattori che ora giocano a favore dei mercati

Fondamentali macroeconomici più convincenti, valutazioni di diverse classi di attivo meno tirate e una maggiore propensione alla cautela da parte degli investitori sostengono i mercati.

18 Luglio 2018 - 9:53

Il barometro dei mercati azionari segna bel tempo da un paio di settimane. Dal 5 al 16 di luglio, infatti, tutti i principali indici di Borsa internazionali, evidenziano performance positive: dal Nasdaq (+2,85%) all’S&P500 (+2,22%), dall’MSCI world (+1,71%) all’MSCI emerging markets (+1,47%), dall’Eurostoxx (+0,76%) allo Stoxx 600 (+0,64%). Meglio di tutti è risultato il Nikkei 225 della Borsa di Tokyo che ha messo a segno un +3,47% sulle ali di uno yen che ha mostrato segnali di debolezza, permettendo così un incremento delle esportazioni e, di conseguenza, di margini e profitti aziendali.

LA FORZA RELATIVA DELL’AZIONARIO USA


Certo, allargando l’orizzonte alle performance da inizio anno, balza all’occhio la forza relativa dell’azionario americano, sia per quanto riguarda le azioni large cap di Wall Street (indice S&P 500 +7,4% in euro da inizio anno) e sia, soprattutto, per quanto attiene alla tecnologia (Nasdaq composite +16%). Allo stesso modo, mentre i listini europei oscillano poco sotto la parità (Eurostoxx segna un -0,5% e lo Stoxx 600 un -1,5%), i mercati emergenti restano ancora in territorio negativo (MSCI EM: -5,2%).

RITORNO DI FIAMMA PER GLI EMERGENTI


Tuttavia, se la leadership dei listini statunitensi non mostra cedimenti, c’è da segnalare un ritorno di interesse degli investitori verso i mercati emergenti dove, da qualche tempo, i flussi di disinvestimento sono in fase di rallentamento, soprattutto rispetto ai picchi di marzo-maggio. Nel frattempo gli spread obbligazionari (l’extra rendimento rispetto ai titoli di stato americani) evidenziano un progressivo restringimento.

TRE FATTORI A SOSTEGNO DEI MERCATI


Tornando al momentum di mercato, ovvero a quanto accaduto nelle ultime due settimane, secondo gli esperti di Euromobiliare AM SGR emergono tre principali fattori di sostegno. In primo luogo i fondamentali macroeconomici risultano ora più convincenti rispetto a qualche mese fa.

CRESCITE ECONOMICHE PIU’ OMOGENEE


“Sul finire del secondo trimestre è infatti apparsa evidente una certa attenuazione nella divergenza della performance macroeconomica tra Stati Uniti e resto del mondo, con Giappone ed Eurozona che sembrano ritrovare un pò di momentum congiunturale dopo una prolungata fase di appannamento” tengono a sottolineare i professionisti di Euromobiliare AM. In secondo luogo, le valutazioni di diverse classi di attivo, rispetto ai livelli di fine gennaio, si sono ridimensionate in modo sensibile, rendendole meno tirate e, in alcuni casi, abbastanza attraenti.

MAGGIORE PROPENSIONE ALLA CAUTELA


Infine, se si incrociano i cosiddetti indicatori di sentiment degli investitori e i flussi di acquisto e di riscatto sui fondi, si evince che la propensione alla cautela da parte degli investitori è aumentata in maniera sensibile rispetto all’inizio dell’anno: di norma, fanno sapere gli esperti di Euromobiliare AM, questa condizione risulta favorevole a generare performance di segno positivo.
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