Europa

High yield Europa, la ricerca di rendimento proseguirà

Il confronto con i prestiti a leva mostra che le obbligazioni high yield Europa sono ancora interessanti anche grazie alla liquidità e ai buoni fondamentali.

27 Ottobre 2017 09:00
financialounge -  Europa High Yield indebitamento J.P. Morgan Asset Management spread
financialounge -  Europa High Yield indebitamento J.P. Morgan Asset Management spread

Nonostante i ristretti livelli di spread (extra rendimento rispetto ai titoli di stato), i mercati degli high yield Europa vantano migliori fondamentali nei confronti dei prestiti a leva (quali, per esempio, i leveraged loan in euro erogati a supporto di operazioni di leveraged buyout da parte di private equity, ndr).

Lo conferma il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management nel Bond Bulletin settimanale.

In primis, c’è da segnalare il calo ininterrotto del livello medio di indebitamento netto degli emittenti, che attualmente risulta inferiore a 2,9, il più basso dal 2007 mentre, in secondo luogo, è al massimo il valore mediano del rapporto di copertura degli interessi (oltre 5 volte l’EBITDA).

“Sebbene ci aspettiamo una minore espansione degli utili nel terzo trimestre, rispetto ai due precedenti, prevediamo comunque che sarà un trimestre positivo per le aziende del Vecchio Continente” specifica il team che, osservando invece il mercato europeo dei prestiti a leva nota alcuni segnali di fine ciclo.

“Mentre per le obbligazioni high yield con rating B la leva media sulle nuove emissioni è rimasta relativamente stabile,  quella sulle operazioni di prestito first lien ha continuato a crescere dall’inizio della crisi finanziaria. Inoltre il 60% della raccolta derivante dalle emissioni nel mercato dei prestiti è stata utilizzata per finanziamento di fusioni e acquisizioni (M&A), mentre la cifra corrispondente per le emissioni di obbligazioni High Yield è di appena la metà” spiegano gli esperti del team, convinti, peraltro anche dalla liquidità che continua ad affluire verso l’high yield europeo, con un forte effetto tecnico propulsivo.

“In base alle nostre proiezioni, nei prossimi sei mesi tra l’8% e il 10% del mercato potrebbe beneficiare di una revisione positiva del rating, passando da High Yield a Investment Grade. Ma c’è di più. I rifinanziamenti annunciati di recente, le offerte di acquisto e le IPO restringeranno il mercato fino al 4% nei prossimi mesi, a meno che non siano sostituiti da nuove emissioni” puntualizza il team che, di conseguenza, resta particolarmente positivo sul segmento High Yield europeo nel suo insieme alla luce anche del fatto che la qualità creditizia fondamentale regge molto bene il confronto con il mercato dei prestiti a leva di fine ciclo.

“Esistono spazi per un ulteriore restringimento degli spread mentre il quadro macro potrebbe rafforzare ancora di più questa ipotesi: la Banca Centrale Europea ha lasciato intendere chiaramente la propria intenzione di evitare un rialzo dei tassi di interesse fino all’inizio del 2019, e questo fa pensare che probabilmente la ricerca di rendimento proseguirà” conclude il team.
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