Credit Suisse

Settore bancario europeo, perchè le quotazioni restano ancora prudenti

Il settore bancario, dopo aver sofferto per anni, negli ultimi 12 mesi ha registrato ottime performance in borsa che, tuttavia, non incorporano ancora i fondamentali.

8 Settembre 2017 09:33
financialounge -  Credit Suisse Europa settore bancario
financialounge -  Credit Suisse Europa settore bancario

Negli ultimi tre anni il settore bancario europeo ha offerto rendimenti nettamente inferiori alla media di mercato. Per esempio a fronte di un +18% dell’indice Stoxx 600, il sotto indice Stoxx 600 banks ha registrato un rialzo limitato al +1,5%. Tuttavia dal 30 giugno dello scorso anno l’andamento del settore bancario europeo ha evidenziato un trend opposto, risultando molto al di sopra della media di mercato segnando un +49% contro il +16% dello Stoxx 600.

Le ragioni sono da ricercare nel miglioramento dei dati macro economici della zona euro, dell’inflazione al di sotto del due per cento, e della possibilità che la BCE posa gradualmente abbandonare la politica monetaria ultra accomodante adottata negli ultimi anni con tassi di interesse del mercato obbligazionario leggermente più alti: una situazione che tende a favorire le banche che possono in tal modo migliorare i propri margini.

Inoltre, un contesto macro economico più positivo e stabile permette agli istituti di credito di alleggerire pure le posizioni di crediti incagliati e di sofferenze che (soprattutto, ma non solo, in Italia) hanno bloccato l’attività delle banche.

Tuttavia, nonostante l’exploit in borsa dell’ultimo anno, i migliori fondamentali non sembrano essere ancora incorporati nelle quotazioni alla luce dello scenario di reflazione previsto. Ne sono convinti, per esempio, gli esperti di Credit Suisse che hanno analizzato i dati di bilancio delle principali banche europee quotate e sono arrivati alla conclusione che gli istituti sembrano leggermente economici in base al rapporto prezzo / patrimonio netto (p/bv) e al Rote (return on tangible equity, l’indicatore che misura la redditività operativa di una banca.).

“All’inizio dell’estate avevamo intravisto un rischio negativo per il settore, ma ora ci troviamo all’opposto per diverse ragioni. In primis le sorprese relative ai profitti nel secondo trimestre e lo slancio degli utili per azione (eps) di circa il 2,7% migliori rispetto alla media di mercato. In secondo luogo gli investitori non si aspettavano più una riunione ostile della BCE in settembre (come poi è stato). In terzo luogo i rendimenti obbligazionari sono già diminuiti di circa 30 punti base (-0,30%) da luglio. In quarto luogo i dati supportano l’ambiente reflattivo (l’indice CPI dell’inflazione core della zona euro a luglio si è attestato all’1,2%). Infine, e siamo al quinto punto, i flussi in ingresso negli ETF specializzati sull’azionario banche segnalano che l’interesse gli investitori per il settore è in graduale miglioramento” tengono a specificare i professionisti di Credit Suisse.
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