Christophe Bernard

Asset rischiosi, il contesto è favorevole ma il potenziale di rialzo è limitato

La crescita economica globale e le minori fonti di preoccupazioni politiche in Europa fanno preferire gli asset rischiosi i cui margini di rialzo sono però limitati.

5 Maggio 2017 09:59
financialounge -  Christophe Bernard donald Trump francia italia livello di rischio mercati azionari mercati obbligazionari rendimenti Vontobel
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“Il posizionamento del nostro portafoglio rimane invariato per i prossimi mesi” specifica Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel rivelando un peso neutrale sulle azioni, un sovrappeso sul credito (obbligazioni societarie e debito dei mercati emergenti) e un deciso sottopeso sui titoli di Stato dei paesi industrializzati ‘core’ come gli USA e la Germania.

Per lo strategist, sebbene il contesto mondiale rimanga favorevole alle attività rischiose in virtù degli utili societari ragionevolmente elevati e della politica monetaria ancora accomodante per la maggior parte delle principali banche centrali, il potenziale di rialzo è comunque limitato alla luce di valutazioni non molto allettanti.

Christophe Bernard, esaminando la situazione negli Stati Uniti dopo i primi100 giorni dell’amministrazione Trump, riconosce che il neopresidente americano non ha finora rispettato i termini del suo ‘contratto con l’elettore americano’, da realizzare nei primi 100 giorni di presidenza per rendere l’America ‘great again’.

Di conseguenza, il cosiddetto ‘Trump trade’, ovvero rendimenti sui titoli di Stato più elevati, rafforzamento del dollaro USA e performance delle small cap americane superiori a quelle delle large cap, è stato parzialmente o completamente invertito.

Al di fuori degli Stati Uniti, la crescente ripresa dell’economia a livello mondiale (che peraltro era già in atto prima delle elezioni di Trump), ha invece aiutato a tranquillizzare i mercati così come l’esito del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia.

“In assenza di altre sorprese, la vittoria di Macron favorirebbe gli asset legati all’Eurozona, dai titoli di Stato della periferia alle azioni bancarie e all’euro. Rimuoverebbe anche la spada di Damocle che pende sul progetto europeo, lasciando le elezioni parlamentari in Italia – previste al più tardi nel maggio 2018 – come principale rischio politico alla luce degli ampi consensi raccolti dal partito di protesta” conclude Christophe Bernard.
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